Guanto di sfida della Boschi ad Alfano
18 Ottobre 2015
Il ministro Boschi lancia la sfida a Ncd: se voi non ci state, le unioni civili, adozione compresa, ce le approviamo con altri, ovvero Sel e 5 stelle. Alfano risponde che anche Ncd è libero di cercare altre maggioranza, e agita lo spauracchio del voto segreto. Quagliariello sottolinea come il governo metta i piedi nel piatto in modo quantomeno scorretto, visto che si tratta di una proposta di legge di iniziativa parlamentare e commenta: “si continua a fare di tutto per sancire la subalternità di Ncd”.
Oggi la Serracchiani ribadisce il concetto espresso dalla Boschi: il Pd fa maggioranza con chi gli pare, mentre Renzi, allarmato dai sondaggi, decide di lasciare libertà di voto ai suoi sui punti caldi della legge. Ma il problema non è certo la libertà di voto, né il voto segreto, già ventilato da Zanda e considerato, sotto sotto, una possibile soluzione per il Pd, che potrebbe lasciar passare così un emendamento che “addolcisca” l’adozione (magari sostituendola con l’affido) senza perdere la faccia. Il problema è quanto pesano, nella concezione renziana della democrazia, gli alleati di governo: niente.
Alfano vale quanto Verdini, D’Anna e Barani, se c’è bene, se no si sostituisce. Il ministro dei rapporti con il parlamento, cioè, per essere più chiari, la figura istituzionale che dovrebbe sapientemente mediare tra il ruolo di un parlamento autonomo e sovrano e quello dell’esecutivo, spiega con esemplare chiarezza che il parlamento è solo il luogo dove l’esecutivo pesca voti a destra e sinistra, secondo le opportunità: tanto una maggioranza si trova sempre. Gli alleati fanno la voce grossa ma non mettono sul tappeto l’unica carta che hanno: appunto l’alleanza, la presenza al governo.
Davvero Renzi potrebbe sostituire Ncd con Verdini e D’Anna? Davvero sarebbe così grave per i moderati riprendersi la propria libertà e giocare lo stesso gioco del presidente del Consiglio, votando la fiducia a seconda delle (proprie) opportunità?
