Benedetta Roma

“Habemus Giuntam”, Marino esulta ma Renzi l’ha mollato

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La tragicomica vicenda romana si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli. "Habemus giuntam", esulta, dopo il terzo rimpasto in soli due anni, Ignazio Marino, il quale sta facendo di un'esperienza amministrativa disastrosa l'emblema di un modo di intendere la politica che giustifica l'abissale distanza oggi esistente tra i cittadini e le Istituzioni.

 

Marino ha vinto, titolano i grandi quotidiani nazionali, come se un sindaco che resta disperatamente incollato alla poltrona, incurante dei destini della città, sia in effetti un vincitore da celebrare. Va da sé che nella "guerra Capitale", ad un guerriero vittorioso faccia da contraltare uno sconfitto, ovvero Matteo Renzi.

 

Ma siamo sicuri che questa sia una giusta chiave di lettura? Che di sconfitta del premier-segretario si tratti ? Sia lecito nutrire dubbi in proposito. Noi crediamo, piuttosto, che il leader del PD abbia scelto deliberatamente la ritirata strategica, perché persuaso che sia più conveniente (dal suo punto di vista) far logorare l'allegro chirurgo prestato alla politica. Basterebbe, ad esempio, rileggere con attenzione la lettera aperta inviata ieri al quotidiano "Il Messaggero".

 

"La capitale d'Italia non si merita questo", scrive il premier, evocando la pessima pubblicità che il New York Times e gli altri media internazionali hanno dedicato alla città sprofondata nel degrado. Non si merita la sporcizia, i disservizi, la rassegnazione dei cittadini, l'arroganza - aggiungiamo noi - di pseudo amministratori interessati ai loro affari personali più che alla oculata gestione e al governo della cosa pubblica. Ovvio che, in quest'ultimo caso, non ci si riferisce all'attuale sindaco, cui vanno attribuite ben altre responsabilità. La responsabilità di avere incarnato una speranza di rinnovamento, drammaticamente naufragata sugli scogli della sua incapacità di misurarsi con gli enormi problemi che una metropoli come Roma si porta appresso.

 

Renzi ha preso carta e penna, mettendo nero su bianco il suo pensiero, dando forma alle confessioni finora sussurrate ai fedelissimi, ma che puntualmente hanno infarcito i retroscena dei giornali.

 

L'intervento del segretario democratico suona ai nostri occhi come una nuova, pesante, speriamo definitiva bocciatura. Al di la' delle formule di rito, sintetizzabili nelle frasi ad effetto del tipo "siamo pronti a dargli una mano", ciò che colpisce il lettore è infatti quel continuo susseguirsi di subordinate: "a condizione di volerlo, di essere all'altezza di una sfida da vertigini, se ne sarà capace".

 

Non abbiamo mai condiviso l'adagio renziano, risuonato come un mantra per giustificare la propria voglia di tenersi lontano dai problemi della Capitale, per cui, essendo stato scelto dai cittadini, nessuno avrebbe potuto interferire nel rapporto diretto tra Marino e la città.

 

Le parole affidate al "Messaggero" sembrano però spazzare via anche questo assunto, dal momento che viene riconosciuto il sacrosanto diritto dei romani di meritarsi "un futuro all'altezza dei propri sogni più belli". Il conto alla rovescia è dunque iniziato, e ci sarà pure un motivo se il presidente del Consiglio ha preferito disertare la festa dell'Unità ieri sera, rinunciando all'intervento sul palco programmato da tempo. Qualcuno crede davvero che avesse paura di quattro contestatori ? Non è anche questo un segnale del desiderio di non associare la propria immagine a quella, irrimediabilmente logora, del primo cittadino ?

 

Ncd-Area Popolare, nel frattempo, porta avanti una sacrosanta battaglia in difesa di Roma e del suo diritto ad avere finalmente un'Amministrazione degna di questo nome.

 

Non c'è più tempo da perdere, ripetono in coro Roberta Angelilli, Andrea Augello e Vincenzo Piso, che anche oggi hanno snocciolato i dati del disastro amministrativo, ponendo l'accento sulla condizione dei trasporti pubblici che, tra l'altro, potrebbe mettere a rischio la candidatura olimpica della città. Proprio una bella notizia per le speranze di ripartenza del sistema Italia!

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