Haiti. Rintracciati 170 italiani ma ci sono ancora 27 dispersi

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Haiti. Rintracciati 170 italiani ma ci sono ancora 27 dispersi

15 Gennaio 2010

Sono 170 gli italiani rintracciati dalle autorità che si sono salvati dal terribile sisma ad Haiti di 3 giorni fa. Restano però 27 dispersi. Ad annunciarlo questa sera è stato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al suo arrivo al Cairo proveniente dall’Uganda. ”Abbiamo rintracciato 170 italiani, 27 risultano dispersi. Vi sono altre 3 persone di nazionalità italiana di cui due funzionari dell’Onu, per i quali si hanno serie preoccupazioni”.

Questa mattina era stata identificata la prima connazionale morta nel disastro ad Haiti. Si tratta di Gigliola Martino, 70 anni. Figlia di genitori italiani, nata a Port-au-Prince, è morta nell’unico ospedale della capitale sfuggito al sisma, per le gravi ferite riportate nel crollo della sua abitazione. La signora era una "esponente di una delle due famiglie di oriundi più importanti dell’isola caraibica, i Caprio e i Martino presenti ad Haiti da oltre un secolo. Ernesto Caprio e Gennarino Martino arrivarono insieme a Port-Au-Prince ai primi del 1900.

Il figlio, Riccardo Vitello e il cugino Leone Vitello, nelle ore successive al sisma, erano corsi da lei a Bourdon, il quartiere residenziale che confina con Petionville, abitato prevalentemente da italiani, diventato oggi un cumulo di macerie. Per la donna, però, non c’è stato niente da fare.

Nel frattempo, la task force inviata dalla Farnesina per rintracciare i nostri connazionali e portarli in salvo starebbe valutando la possibilità di utilizzare il C-130 dell’Aeronautica Militare che sta trasportando ad Haiti un ospedale da campo per portare via da Port au Prince gli italiani che vorranno lasciare il Paese devastato dal terremoto. Il C-130 arriverà stasera alle 22.00 a Guadalupe: la sala situazioni dello Stato maggiore Aeronautica, in coordinamento con la Protezione civile e il ministero degli esteri, ha quindi chiesto una ‘slot’ per atterrare domani a Port au Prince intorno alle 9.30 locali (le 15.30 italiane).

La Farnesina ha comunque individuato un luogo a Port au Prince dove raggruppare gli italiani presenti nell’isola. Lì si valuteranno le condizioni fisiche dei connazionali e anche la possibilità di un’evacuazione degli italiani.

Gli uomini inviati a Port au Prince proseguono intanto nella ricerca degli italiani di cui non si hanno più notizie: oggi sono nuovamente tornati negli ospedali della città ma anche presso le sedi di istituzioni internazionali e ambasciate, per raccogliere informazioni e verificare se tra i morti e i feriti vi siano dei nostri connazionali.