Helsinki, la regina del Baltico
25 Dicembre 2007
Posta sul Golfo di Finlandia a un tiro di schioppo dalla frontiera con
metropoli a misura d’uomo. Una città tutta da scoprire, un’attraente capitale
d’acqua distesa attorno alla piatta penisola che ne costituisce il nucleo
storico.
La capitale finlandese è
considerata la sesta città più vivibile al mondo e quindi fra le più
tranquille. Ad Helsinki è facile girare: basta scegliere fra metropolitana,
tram, macchina o treni locali. Ultimamente, un giovane autista si è inventato
una stupefacente invenzione, il cosiddetto “karaoketaxi”. Le serate sono
affidate a un pulmino Mercedes per dieci persone dove si sale e si canta a
squarciagola mentre si visita la città.
Ma non basta ammirare
Helsinki solo dal finestrino, si può andare a piedi per ore e ore senza che
nessuno ti disturbi. Tutto è vicino e le strade sono estremamente sicure, anche
se i giovani (e non solo) non si fanno mancare il quartiere alternativo della
città, la zona definita “Kallio” o “l’altra Helsinki”, non necessariamente
pericolosa, ma se si visita è meglio prestare una certa attenzione.
L’importanza
del design finlandese rende imperdibile il “design district” di Helsinki,
effervescente quadrilatero dove si rincorrono boutique, atelier e gallerie
d’arte, fra l’Esplanade e Kammpi. Partendo dal
cuore della città troviamo un’ampia selezione di negozi d’arredamento, design e
antiquariato, boutique d’abbigliamento, gioiellerie, atelier, gallerie, musei,
ristoranti, studi di architetti e molto ancora, da scoprire in tutta libertà.
In Erottajankatu 7, il Design
Forum Finland propone il meglio delle creazioni di home e industrial design,
come le saune private delle suite dell’hotel Kamp, il più elegante della città
che risale al 1887 oppure il vaso Savoy disegnato da Alvar Aalto, un’icona del
design mondiale, in vendita da Iittala. Presso il Design Forum si
possono inoltre visitare mostre a tema e ammirare i prototipi di designer
famosi o emergenti, mentre nel Design Forum Shop sono in vendita i classici del
design finlandese nonché gli ultimi prodotti ed esemplari unici. E chi volesse
scoprire Helsinki proprio in questo periodo, non deve perdersi le decorazioni
natalizie più belle da Aarika, negozio all’ultima moda che vende anche insoliti
rompicapo.
Da quando nel 1992
depressione economica che la attanagliava e dalla periferia dell’Europa è
passata ad essere il centro del mondo, grazie soprattutto alla Nokia, Helsinki
è diventata un laboratorio stimolante per tutti i giovani creativi, che,
ospitali e stimolanti come la città, hanno aperto le loro case e i loro studi ricavati
da abitazioni ed edifici dimessi, liberty e decò. Gli inventori del “new finnish
style”, sono pronti a confrontarsi con chiunque voglia ammirare i loro quadri,
voglia discutere dei loro libri o semplicemente prendersi un thè in serena
compagnia.
Un nome per tutti è quello di
Carola Rytsola, il cui studio, ricavato in un loft luminosissimo e tutto in
legno color panna di fronte ai docks del porto, che condivide con Kaisa
Blomstedt, artista che crea assemblaggi iperrealisti con materiali poveri, è
diventato il centro nevralgico della città dove si ritrovano interior designer,
esperti in food e grafici, pubblicitari, architetti e stilisti di moda.
Quasi tutta al femminile l’arte
della nuova Helsinki. Così come quasi totalmente al femminile sono le proposte
che arrivano dal mondo della moda, che ormai ha gettato nella capitale
finlandese le sue fondamenta. Le chiamano le “bad girls”, ragazze e rampanti
signore che con i loro capi esposti nelle boutique di recente apertura dettano
moda e fanno stile. Hanna Sarren nella sua boutique Gaudete ( Fredrikinkatu 1)
presenta scarpe dai tacchi vertiginosi, bigiotteria spaziale, borse e accessori
in pelliccia e fiori. Paula Shunen (Uudenmaankatu 13), ha disegnato la linea
“Ivana”, un po’retrò e nella tradizione degli anni ‘60, presa d’assalto dalle
quarantenni in carriera. Mentre le giovanissime vanno da Asuna (Fredrikinkatu
2), per i suoi capi spiritosi e colorati a prezzi contenuti.
Helsinki vuol dire anche cucina, e come dice Jari
Etelalahti, “il new finnish food si è ormai imposto”. Jari è l’ideatore della
manifestazione Eat & Joy che si svolge ogni anno a settembre in occasione
della settimana del design. La capitale finlandese presenta una vasta offerta
culinaria: ben 800 ristoranti e numerosissimi giovani chef, tra i 30 e i 40
anni, con tanto di riconoscimento internazionale, Guida Michelin compresa. Se
si vuole provare il cibo di “Babbo Natale”, basta sedersi ad un tavolo ed
ordinare bistecca di alce con bacche artiche e aringhe in teglia con patate e
pepe. Oppure se si decide di cucinare da sé, si va al mercato del pesce della
Kauppatori, la piazza del mercato, dove i negozi vendono il salmone appena
scaricato dai pescherecci. Lo confezionano anche sotto vuoto, per una migliore
conservazione, dopo averlo condito con un profumato intruglio di erbe
aromatiche.
E dopo una buona cena, tutti a ballare. I locali finlandesi
esigono tutti il rispetto di fasce d’età per l’ingresso. Chi decide di andare
al Lux, all’ultimo piano del centro commerciale Kamppi, con 5 bar e una lounge
riservata, si ricordi che il mercoledì basta aver compiuto 20 anni, il giovedì
e il venerdì 22, il sabato 24. Altrimenti tutti allo Stockoholm Discotek, un
megaclub su 3 piani: per entrare bisogna avere 24 anni il venerdì e il sabato,
mentre sono sufficienti 20 gli altri giorni. Per una serata alternativa non
perdetevi i locali del regista Aki Kaurismaki, che spesso riflettono i
personaggi stralunati dei suoi film. Ad esempio Zetor è un pub ristorante,
mentre il Corona è un bar con biliardo. Oppure se non volete tirare fino a
notte fonda e preferite una tranquilla serata con gli amici e una birra, non
dimenticate di provare le birre popolari Lapin Kulta e Karjala, però, mi
raccomando, occhio alle rigide restrizioni che vigono fra i finlandesi.
Non si può lasciare Helsinki senza aver
conosciuto le sue ricchezze architettoniche. Lo stile di Helsinki, date anche
le sue peripezie storiche che solo dai primi del Novecento ne hanno fatta una
vera città finlandese, è un connubio di esperienze svedese e sperimentazioni
russe, pietroburghesi soprattutto, data la vicinanza con l’ex Leningrado e gli
edifici costruiti sotto la protezione russa, ancora ben conservati. Designer e
architetti locali hanno riscoperto solo recentemente nel rapporto con la natura
che li circonda la motivazione essenziale del loro lavoro, ed hanno gettato le
basi per una moderna e peculiare architettura finnica. L’impegno di grandi uomini come Saarinen e il
più recente Alvar Aalto, lo ammiriamo oggi osservando opere come la
casa-atelier Hvittrask, a
chilometri
nuova Stazione Ferroviaria, il Centro Congressi Finlandia-Talo e la chiesa
scavata nella roccia di Temppeliankio e infine, per chi ama le gite fuori
porta, nel non lontano villaggio di Otaniemi
politecnico del 1960.
Apprezzare l’architettura più moderna e recente
non può farci dimenticare il fascino dello stile neoclassico che si incontra
nella monumentale Piazza del Senato, oppure lo stile neorinascimentale lungo
l’elegante via alberata Pohjoysesplanadi, e ancora la cattedrale di Uspenski,
grande chiesa ortodossa che dona alla città quel non so che di orientale. E
soprattutto il fascino di Helsinki deriva anche da quel mare, da quelle spiagge
e da quei parchi lussureggianti che la circondano, rendendola unica.
Una città eclettica ed esterofila, rinomata per la
qualità e la vivacità del suo palcoscenico socio-culturale e per
l’organizzazione e la professionalità dei servizi offerti, che l’hanno portata,
non a caso, ad essere eletta nel 2000 una delle nove Capitali della Cultura.
