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Gli amichetti del boia Assad

Hezbollah in lista nera terrorismo, la Ue avrebbe già dovuto farlo

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Secondo France Press, Hezbollah, il Partito di Dio libanese, potrebbe presto rientrare nella black list del terrorismo dell'Unione Europea, che Israele e Stati Uniti hanno già aggiornato da tempo. Finora niete di ufficiale, ma la proposta avanzata dalla Gran Bretagna potrebbe essere una brutta grana per gli sciiti dello sceicco Nasrallah. Che l'Unione Europea decida, in fretta, sui miliziani di Hezbollh è una pia illusione, visto che l'altro non tutti i 27 sono convinti della proposta inglese, e molti considerano che un eventuale inserimento del Partito di Dio nella Lista Nera avrebbe come conseguenza la definitiva destabilizzazione del Libano. Sempre secondo i critici, le ripercussioni andrebbero a influenzare anche la Missione Unifil delle Nazioni Unite in Libano dal 2006, dopo il conflitto tra Hezbollah, le milizie libanesi e lo Stato di Israele. Ora, si può rispondere a lorsignori che  più destabilizzato di così il Libano non potrebbe essere, se è vero che il confine con la Siria è un colabrodo e l'influenza malsana della "guerra civile" (la repressione) in Siria sta già bruciando il confine settentrionale con il Paese dei Cedri. Gli Hezbollah partecipano attivamente alla pulizia per conto degli Assad in Siria, come dimostrato dai molti morti contati tra le loro fila durante l'assedio di Qusayr. Come pure verrebbe da chiedersi che ci sta a fare la missione Unifil in Libano visto qualsiasi "destabilizzazione" la metterebbe in pericolo (per l'Italia potrebbe anche essere una delle missioni da interrompere, se veramente c'è la volontà del governo di rivedere il nostro impegno all'estero). Insomma, l'Europa si sbrighi, anche se sappiamo che non sarà così. Se ha problemi Obama a chiamarli "terroristi" figuriamoci noi.

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1 COMMENT

  1. La guerra civile siriana
    La guerra civile siriana dopo l’inserimento degli hezbollah nelle unità di combattimento, nella battaglia di Qusayr non è più semplicemente legata alle barriere territoriali o socio economiche che lo determinavano ora dopo i missili puntati dagli hezbollah su Israele, va identificato come un crescente fondamentalismo transnazionale ideologico, in cui rischiamo di diventare tutti vittime e tutti protagonisti. Ignorare un casus belli come quello della minaccia missilistica cui è sottoposta Israele, significa rendersi moralmente complici delle motivazioni che stanno per scatenare il più grosso conflitto che si sia mai visto in Medio Oriente, dove Siria, Libano Egitto Iran, Turchia e Israele, si affonderanno militarmente senza esclusione di colpi. Chi tace adesso taccia anche dopo…

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