Hillary: “Mi dispiace, presidente”. L’ultima telefonata a Obama dopo la sconfitta elettorale

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Hillary: “Mi dispiace, presidente”. L’ultima telefonata a Obama dopo la sconfitta elettorale

20 Aprile 2017

«Mi dispiace presidente», ha detto con la voce quasi rotta dallo sconforto Hillary Clinton quando ormai niente più avrebbe potuto recuperare il divario di voti che la separavano da Donald Trump. A rivelare i dettagli delle è il libro che ripercorre la campagna della Clinton, dal titolo “Shattered: Inside Hillary Clinton’s Doomed Campaign”, scritto da Johnatan Allen ed Amie Parnes. 

E’ questo il nuovo dettaglio sulla fine della disfatta della ex first lady che voleva diventare la prima donna presidente. I due giornalisti politici hanno ricostruito quei tragici giorni nel libro Shattered, ripercorrendo tutti gli scandali che hanno travolto l’ex Segretario di Stato e il suo staff, fino a quello più devastante del 2016, quando la Clinton è stata accusata di aver usato un account privato di posta elettronica mentre era la responsabile della politica estera statunitense, affidandosi a un sistema di sicurezza fragilissimo.

Le ripercussioni durante la campagna elettorale sono stati letali per l’ex First lady, provata fino all’ultimo anche nel fisico. Erano già saltate fuori altre indiscrezioni, come la crisi di nervi avvenuta davanti alla tv mentre i risultati in diretta le mostravano la disfatta epica con il Don ormai lanciato verso la vittoria. Era rimasto sconosciuto, invece, l’ultimo colloquio avuto con Barack Obama. Dopo il primo, più formale, con il quale si sono scambiati solo convenevoli, ci sarebbe stata una seconda telefonata partita da Obama ormai a urne chiuse. In quella chiacchierata, l’amico Barack avrebbe provato a consolare Hillary, ormai distrutta emotivamente. Tanto che lei non avrebbe avuto la forza per dire altro se non: “Mi dispiace, presidente”.

Hillary era troppo mortificata di non essere stata capace di continuare e peggiorare le politiche nefaste, guerrafondaie e ideologicamente pericolose di Obama. A noi, invece, è dispiaciuto davvero poco.