I 5+1 d’accordo per nuova risoluzione contro l’iran
27 Settembre 2008
di Redazione
Il gruppo dei 5+1 – i cinque membri permanenti dell’Onu più la Germania – ha mostrato ieri un fronte unito di fronte l’Iran, sancito da un accordo fra Stati Uniti e Russia, e ha proposto al Consiglio di sicurezza un nuovo progetto di risoluzione che confermerà le sanzioni già imposte in precedenza dall’Onu a Teheran. L’accordo è giunto ieri al termine di una riunione a sorpresa al Palazzo di Vetro di New York.
I ministri hanno deciso di presentare una breve risoluzione riconfermando le risoluzioni esistenti, l’unità di intenti del 5+1 e la nostra determinazione a proseguire con la doppia strategia" (sanzioni e incentivi), ha spiegato alla stampa il capo della diplomazia britannica David Miliband, al termine della riunione, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha sottolineato di aver partecipato all’incontro per dimostrare l’importanza che la Russia accorda alla questione dopo l’annullamento, voluto da Mosca, della riunione prevista per ieri in cui secondo Washington si dovevano esplorare nuove sanzioni. "La Russia sostiene i precedenti appelli all’Iran. Riteniamo che la non-proliferazione sia una questione di primaria importanza e confermiamo tutte le decisioni precedenti", ha detto Lavrov alla stampa all’uscita dalla riunione. "La nostra intenzione è di confermare tutte le decisioni precedenti" in un nuovo progetto di risoluzione, ha sottolineato il ministro russo.
Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha indicato che il nuovo testo dovrà essere "asciutto ma completo", e che solo "sanzioni credibili" possono essere "un’alternativa al disastro", ovvero l’abbandono della via diplomatica per "un’azione militare che sarebbe un disastro per il mondo, e non solo per quella regione".
In un nuovo rapporto pubblicato la settimana scorsa, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica ha denunciato il rifiuto di Teheran di cessare le sue attività di arricchimento dell’uranio, nonostante tre prime serie di sanzioni del Consiglio di sicurezza. L’ultima risoluzione, adottata a marzo, dava 60 giorni all’Iran per piegarsi alle ingiunzioni dell’Onu, ma Teheran non si è mossa.
Ieri intanto il capo dell’Aiea, Mohamed ElBaradei, citato dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, ha riconfermato le ambizioni nucleari di Teheran, affermando che l’Iran rientra "nella lunga lista dei Paesi che possiedono gli ingredienti per costruire un’arma atomica nel giro di pochi mesi".
fonte: APCOM
