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Quei furbetti del martirio

I capi di Hamas si nascondono negli ospedali travestiti da dottori

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Ufficiali della Difesa israeliana hanno comunicato che Hamas sta perdendo il controllo del territorio e avrà grosse difficoltà a mobilitare una forza sufficiente a respingere l’attacco dell’IDF.

La sconfitta imminente non sembra abbassare il morale dell’organizzazione islamista che anche ieri ha sparato qualche decina di razzi sulle città israeliane (nel raggio di azione dei missili vivono 180.000 persone), minacciando di rapire altri soldati israeliani per fargli fare la fine del caporale Shalit.

I capoccia di Hamas sanno che Israele non deve pensare solo alla campagna militare ma anche ai riflessi che l’attacco sta avendo sulla comunità internazionale e soprattutto sulla stampa occidentale. Sai che facciamo, devono aver pensato i dirigenti islamisti, togliamoci il cappuccio e nascondiamoci nell’Ospedale Shifa di Gaza City. Magari dietro un bel camice bianco. Il generale dell’intelligence militare israeliana, Amos Yadlin, ha confermato che i suoi avversari usano gli ospedali, le moschee e le abitazioni private come santabarbare. In confronto Arafat rinchiuso nella Muqata era un cuor di leone.

Questo sprezzo assoluto della vita (dei palestinesi) da parte di chi dovrebbe difenderli non colpisce più di tanto le diplomazie internazionali, l’opinione pubblica occidentale, figuriamoci quelli che bruciano in piazza la bandiere con la Stella di Davide. Nessuno sembra interrogarsi sulla filosofia di fondo che anima l'organizzazione palestinese. A loro la morte gli fa un baffo. Vi ricorda nessuno della storia europea del Novecento?

Dopo più di una settimana di guerra e dopo aver visto crescere le perdite, distrutti gli uffici, rasi al suolo i tunnel, i silos e le rampe dei missili, Hamas non ha nessuna voglia di una tregua. “Siete entrati a Gaza come topi – ha urlato lo speaker di Hamas sulla tv Al Aqsa – e questo sarà il vostro cimitero, Dio volendo!”. Il telecronista non ci ha informato su quanti altri morti procurerà questa barbara propaganda tra la popolazione palestinese.

Perché stavolta Israele non si ferma. “Non vogliamo né occupare Gaza né rovesciare Hamas – ha detto alla BBC il presidente israeliano Shimon Peres – vogliamo fermare il terrore. E Hamas ha bisogno di  una lezione seria. Gliela stiamo dando”.

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