I cattivi maestri non smettono di insegnare
05 Giugno 2007
di Redazione
Non più di una settimana fa Adriano Sofri ci ha detto che
la colpa era tutta dello Stato e delle sue presunte stragi. Lo Stato insomma
costrinse a odiare, e quei poveri ragazzi persero la loro innocenza e idealità
inventandosi terroristi per contrastare uno Stato assassino: “Ce n’era
abbastanza – dice Sofri – per agitare le notti dei paladini di vedove e orfani”.
Chi conosce un po’ la storia di quegli anni sa che la
ricostruzione di Sofri non corrisponde per nulla alla realtà, che per esempio, la
fondazione delle BR, così come i primi attentati alle caserme dei carabinieri
sono antecedenti a Piazza Fontana. Ma la storia di Sofri non finisce qui,
perché, dopo trent’anni ci rivela anche che lo Stato chiese a Lotta Continua di
occuparsi di alcuni omicidi. La rivelazione ovviamente si commenta da sola.
Ma le parole, a volte sono come sassi, e ieri sulle mura
della residenza bolognese della famiglia di Marco Biagi, assassinato dalle BR
solo cinque anni fa, è comparsa la scritta “Terrorista è lo stato”, mentre un
corteo di ragazzi a L’Aquila intonava lo slogan “Biagi non pedala più …più
vedove più orfani più sbirri morti”.
Si può accettare, per quanto bizzarro sia, che Sofri
rimanga fuori dal carcere senza aver ricevuto la grazia (peraltro mai chiesta),
sono passati ormai tanti anni; ma per favore ci risparmi le sue lezioni di
storia, perché, dopo tanti anni c’è ancora chi le sta a sentire e si dà da fare…
(Milton)
