I cibi trendy oggi si chiamano funzionali
27 Luglio 2007
di Redazione
Oggi si parla tanto di qualità degli alimenti e delle sue molteplici
interpretazioni ed accezioni. Ma cos’è la qualità? Quando ci riferiamo alla frutta e ortaggi che consumiamo
giornalmente, la qualità è in genere definita da due componenti, la prima
riguarda gli aspetti nutrizionali ed igienico sanitari, classificabili anche come
fattori imprescindibili e tradizionali della qualità. La seconda componente
riguarda gli aspetti variabili,
cioè quelli che possono cambiare in funzione di fattori economico-sociali e delle
esigenze del consumatore.
Una recente indagine della FAO ci spiega come questi
due aspetti possano avere un peso relativo diverso nei paesi emergenti rispetto
a quelli industrializzati. Nei primi, frutta e verdura devono soddisfare i
principi fondamentali dell’alimentazione, per cui il valore nutrizionale inteso
in senso lato ha un peso predominante. Nei paesi più evoluti, è l’aspetto
variabile che acquista un significato più rilevante perché è quello che va a
definire la specificità di prodotti indirizzati ad un consumatore attento ed
interessato ad esplorare le novità
che il banco del supermercato gli presenta. Tra i prodotti biologici,
macrobiotici, dietetici e tipici, che rispondono tutti ai nuovi trends del mercato, compaiono gli alimenti funzionali, altresì
conosciuti come functional foods, di
cui si sa molto meno.
L’Institute of Medicine’s Food and Nutrition
Board definisce funzionale “qualsiasi alimento o ingrediente di
un alimento che possa conferire un beneficio alla salute al di là del suo
valore tradizionale”. Il mercato degli alimenti funzionali guarda quindi agli aspetti salutistici degli alimenti ed all’effetto
di alcune molecole del gruppo degli antiossidanti, vitamine e fitoestrogeni
nella prevenzione/cura del cancro ed altre malattie. Molte di queste proprietà
sono presenti in maniera più o meno significativa negli alimenti che consumiamo
ogni giorno. Il licopene contenuto nel pomodoro, ad esempio, è stato associato
alla prevenzione del cancro per le sue proprietà antiossidanti. Ai composti a
base di zolfo, contenuti nell’aglio, si riconoscono le azioni chemiopreventive
del cancro, proprietà antibiotiche, anti-ipertensive e ipocolesterolemizzanti. Ed
ancora, ai glucosinolati contenuti in broccoli e simili è stata attribuita un’attività
anticancerogena.
Ecco chiarito quindi cosa significa funzionale
quando ci riferiamo ad un alimento. Ma come si ottiene un functional food? Benché la via più semplice sia quella di aggiungere
il composto miracoloso al prodotto
trasformato che andrà al consumo, bisogna sapere che l’effetto benefico e
protettivo di queste molecole viene in soccorso anche alle piante stesse quando
sono esposte a varie condizioni di stress (troppo freddo, troppo caldo, poca
acqua). Ecco così che il livello dei
tanto celebrati antiossidanti può aumentare fisiologicamente nei pomodori
allevati con poca acqua (notoriamente più saporiti) o irrigati con acque salmastre,
come spesso avviene in prossimità dei terreni costieri del soleggiato Meridione.
Se è vero quindi che l’agricoltura soffre per emergenza idrica, almeno ci
fornisce naturalmente prodotti funzionali e un pò più trendy!
Per chi volesse
saperne di più:
De Pascale, S., A. Maggio, V. Fogliano, P. Ambrosino
& A. Ritieni, 2001. Irrigation with saline water improves carotenoids
content and antioxidant activity of tomato (Lycopersicon
lycopersicum L.). J. of Hort. and
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