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I cittadini scendono in campo per difendere l’auditorium di Isernia

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Per mesi ha combattuto da solo contro tutti. Ha dovuto anche far finta di non sentire qualche mugugno proveniente dalla sua stessa maggioranza. Ma ora sulla sua strada trova gli alleati migliori: i cittadini. Hanno formato un comitato spontaneo per dire che i lavori per la realizzazione dell’auditorium – il sogno del sindaco di Isernia, Gabriele Melogli - devono essere portati a termine.

Il progetto fa parte di quei pochi selezionati in tutto il Paese per celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Quando il Governo lanciò questa idea, il primo cittadino pensò alla realizzazione di un grande auditorium, destinato a diventare il punto di riferimento per il mondo della cultura molisana. Parlò di un’opera monumentale, la più grande tra quelle realizzate in regione negli ultimi decenni. Nel 2005 lanciò così un concorso di idee: si impose, alla fine, il progetto dell’architetto siciliano Pasquale Culotta. L’opera conquistò anche l’esecutivo di Palazzo Chigi, che concesse il finanziamento al Comune di Isernia. Quindi il via ai lavori, che oggi vanno avanti spediti; il primo lotto funzionale sarà inaugurato in autunno. La realizzazione dell’auditorium è stata tuttavia segnata dalle polemiche. C’è chi dice che in quella zona della città non vada bene. Chi sostiene che sia solo un’inutile colata di cemento. E chi afferma che sarebbero stati spesi troppi soldi. In pochi, invece, si sono soffermati sulle potenzialità di quest’opera. Tra quei pochi c’era e c’è il presidente della Regione, Michele Iorio. In una recente visita al cantiere ha garantito che farà la sua parte per dare un futuro all’auditorium, per farlo diventare il fiore all’occhiello del Molise.

Ma ora che l’opera è sotto gli occhi di tutti, comincia a piacere ai cittadini. Ed è significativo il nome dato al comitato spontaneo: “Salviamo l’auditorium”. Sì, salvarlo da chi intende “demolirlo” per fini politici, che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo. “L’auditorium deve diventare una priorità dell’amministrazione – dice Pierfrancesco Di Salvo, promotore del comitato spontaneo - le diatribe, le vendette politiche e personali non fanno bene ai cittadini.  L’auditorium dovrà essere un vanto per il Molise e si deve fin da oggi lavorare per renderlo una realtà nel panorama della vita culturale della città di Isernia, auspicando la sua affermazione sia sul piano della qualità dell’offerta che della quantità di pubblico che si andrà a coinvolgere, anche per ridicolizzare chi oggi si erge a paladino della “distruzione” dell’opera. Perché di distruzione si tratterebbe nel malaugurato caso non si concludessero i lavori”.

Per gli esponenti del comitato l’auditorium può creare posti di lavoro e occasioni di incontro. Può inoltre creare quegli stimoli culturali che in città sembrano essersi assopiti. Bisogna “proporre l’auditorium – è il parere di Di Salvo - come centro di iniziativa polivalente dove potranno trovare casa accademie, associazioni e quanti volessero rendere vivo il complesso che si andrà a creare. Concerti di musica sinfonica e cameristica, programmazione musicale più varia, le prime cinematografiche, le rappresentazioni teatrali, le mostre d’arte, le performance letterarie, dovranno divenire appuntamenti consolidati, mentre in accordo con aziende, associazioni e altri operatori si potrà puntare sempre più spesso su sfilate di moda, congressi, convegni e incontri di tipo istituzionale. Attraverso queste attività di promozione culturale l’auditorium – conclude Di Salvo - costituirà un volano inesauribile per un progetto di rilancio e riqualificazione della città”.

Il prossimo passo del comitato sarà quello di lanciare un appello al Governo centrale, affinché conceda i fondi necessari per il completamento dell’opera. Mentre per mettere a tacere per sempre il partito degli scettici, propone un referendum popolare. Negli ultimi giorni anche l’Unpli (Unione pro loco d’Italia), per mezzo del consigliere nazionale Michelino Armenti, ha preso posizione. Visto che i lavori sono in fase avanzata, attaccare sarebbe controproducente. Al contrario, sarebbe auspicabile fare squadra per consentire alla città di cogliere un’opportunità di cui, forse, oggi non se ne riesce a cogliere a pieno la portata. 

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