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I falsi dell’Unità

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Che l'Unità orchestri da tempo una campagna denigratoria contro il presidente del Senato è cosa nota. Molte delle sue firme più prestigiose si fanno un punto d'onore per aver scritto qualche intemerata contro Marcello Pera: a lui sono state destinati pastoni, elzeviri e rubriche più che a chiunque altro.

Quello che peggiora di giorno in giorno è la qualità di questi attacchi, che sembrano ormai sempre più dei tic scomposti e irriflessi, con poco o nulla a che fare con il giornalismo, anche il più fazioso.

Prendiamo l'ultimo caso: un articolo di Corrado Stajano, dove Pera viene tirato dentro per i capelli. Il titolo è «Dove i bambini crescono tristi” e vi si parla della ribellione delle banlieues francesi e di quello che potrebbe capitare in Italia.

Dice dunque Stajano: «In una prolusione tenuta a New York il 23 settembre, Pera si è espresso così: 'Coloro che rifiutano la nostra cultura e i nostri valori sono i nuovi cannibali. Bisogna difendersi da questi cannibali con tutti gli strumenti, anche con la forza'”. Tutto, si badi bene tra virgolette. Ora chiunque può verificarlo, Pera quelle parole non le ha mai pronunciate. Il presidente del Senato ha tenuto una lezione alla Georgetown University a Washington (non a New York) dal titolo 'Liberali, cannibali e cristiani' che si può leggere integralmente sul sito del Senato. Le parole riferite da Stajano non vi si trovano e neppure nulla che gli somigli.

Per molto meno si prendono sostanziose querele. Qui ci interessa solo notare come la faziosità abbia fatto perdere a quel giornale anche il minimo requisito di deontologia professionale che dovrebbe indurre chi scrive a verificare fatti e fonti.

Se poi non è questo ciò che interessa all'Unità che lo dicano: lo spazio per un giornale di satira c'è tutto.

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