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L'uovo di giornata

I “fini” orwelliani di Filippo Rossi

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Dovrebbe maneggiarle con più delicatezza le citazioni di Orwell, il buon Filippo Rossi, che in un corsivo apparso su FareFuturo webmagazine si scaglia contro il Cavaliere reo di voler limitare la libertà di stampa. Libertà che, spiega Rossi, è “assoluta”. “Una ricchezza per il paese. E non un problema. Perché, come spiegava George Orwell ‘la vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire’”.

Rossi, che immaginiamo venga fuori da una tradizione politica di cui Orwell fu fiero avversario, di quel background sembra conservare ancora dei germi. Dietro l’impeto emotivo dei suoi corsivi, infatti, c’è la difesa di un'ideologia in cui prima viene lo Stato e poi la privacy dei cittadini, prima il controllo sul singolo individuo e soltanto dopo il diritto alla riservatezza. Rossi partecipa roboante alla campagna contro l’articolo 15, stravolgendo e rovesciando il senso di questa legge pensata in difesa della inviolabilità della comunicazione privata, e lo fa sapendo che “se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole”.

Rossi finisce quindi per adoperare quella “neolingua” in cui ogni parola che si allontana dal vocabolario imperante (“il bavaglio”, “l’attentato alla democrazia”, eccetera), diventa eresia, perché scalfisce l’abitudine ormai instillata (da 15 anni) nelle menti degli italiani: siamo un Paese sotto dittatura mediatica, un’idea che probabilmente anche Orwell avrebbe denunciato come una manipolazione scientifica della realtà.

I corsivi del magazine di Fini, così emblematicamente enfatici, fanno nascere il sospetto che si voglia mascherare qualcos’altro: in Italia c’è una destra pronta a remare contro, una destra che – permetteteci il gioco di parole – è unicamente alla ricerca dei propri fini. “Il fine del potere è il potere”, scriveva Orwell, e per ottenerlo servono parole altisonanti e battaglie diversive, tutto l’armamentario che FareFuturo adopera quotidianamente per raggiungere i suoi scopi politici.

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4 COMMENTS

  1. La libertà di stampa
    Il ddl sulle intercettazioni può essere criticato quanto si vuole (io stesso lo faccio), ma che la libertà di stampa, come dice Berlusconi NON debba essere assoluta mi sembra veramente una banalità, la libertà di stampa deve ovviamente avere dei limiti e di fatto li ha, visto che non può per esempio sconfinare nella diffamazione o nella lesione del diritto di privacy; ma forse questo è un concetto troppo difficile da far comprendere alla sedicente destra finiana di FareFuturo.

  2. La destra ed i finiani
    Al di là dell’argomento in questione, non sono d’accordo nel considerare Fini ed i suoi lacchè ancora di destra, lo stesso webmagazine di FareFuturo diretto da Filippo Rossi rappresenta la quintessenza del pensiero liberal-progressista, qui è infatti la retorica a dominare: retorica del multiculturalismo, retorica dei diritti umani, retorica dei buoni sentimenti, retorica del patriottismo costituzionale ecc. ecc.
    Chi della vecchia AN è rimasto di destra, cioè i vari Alemanno, La Russa, Matteoli, Gasparri ecc. (insomma il grosso del partito) da Fini e dalle sue posizioni liberal ha già preso ormai da tempo le distanze, quindi ribadisco che trovo erroneo parlare di destra quando trattiamo i finiani (in particolar modo quelli di FareFuturo), al massimo dovremmo definirli di pseudo o fanta-destra.
    Questa gente si considera infatti di destra solo per puro opportunismo, per attrarre a sè il più alto numero di ex-AN possibile, ma viste le loro posizioni potrebbero benissimo starsene nel PD, se non fosse per il loro passato politico sono sicuro che nessuno avrebbe nulla da obiettare.

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