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I Pdl pugliesi non lasciano il Cav. Quagliariello: no a faide interne

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Gli scajoliani in Puglia, se ci sono, per il momento preferiscono rimanere in incognito. Certo, storicamente, il gruppo più vicino all'ex ministro è quello dei “lucani di Puglia” (il sottosegretario Guido Viceconte, che è tornato nella sua regione) e il senatore Salvatore Mazzaracchio, eletto in Puglia. Nessuno dei due ha partecipato alla cena dei cosiddetti “frondisti”, avvenuta nei giorni scorsi. E questo significa già qualcosa. Senatore Mazzaracchio, lei ha partecipato alla “cena dei frondisti”? “Non siamo stati informati - sottolinea -”. Mazzaracchio sottolinea che “loro cercano di accelerare i tempi allargando alle forze moderate l'alleanza ma questo non appartiene ala volontà di alcuni, c'è il rischio di fare i conti senza l'oste” In altre parole, i frondisti “girano attorno al problema, con mezze enunciazioni, divagazioni, ma queste questioni hanno una portata tale e devono essere esplicitate”. E il “passo indietro” di Berlusconi? “Non gli si può imporre di non giocare tutte le sue carte e le sue possibilità, non ci possono essere imposizioni”.

Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, afferma che “c'è un'attenzione spasmodica per la vita interna del PdL. In alcuni casi pettegolezzi anche privi di fondamento diventano notizie che trovano ospitalità nelle prime pagine dei massimi quotidiani nazionali. E' chiaro che siamo messi sotto pressione e che questa è una prova per tutta la classe dirigente del Pdl”. Aggiunge che “dobbiamo essere in grado di garantire tenuta e unità, di costruire un partito inclusivo e per questo essere aperti al confronto privilegiando le ragioni della politica rispetto alle faide interne. Dobbiamo mantenere come bussola il bene comune, resistendo alla tentazione di trovare facili capri espiatori o di accreditare soluzioni miracolistiche che fino ad ora nessuno ha avuto la capacità di proporre. Bisogna ricordarsi sopratutto che la politica è durata, e non farsi impressionare da soluzioni impressionistiche che sfruttando le condizioni di indubbia difficoltà del Paese possano suscitare l'entusiasmo di un minuto. Il Pdl nonostante tutto ha in questo momento la migliore classe politica del Paese, ed è giunto il momento di dimostrarlo”.

Antonio Distaso, vicecoordinatore regionale del Pdl della Puglia, afferma che “la dialettica e il confronto interno sono un fatto positivo. Non so ancora precisamente cosa chiede Scajola perché non è stato reso noto il documento di cui si parla. Al di là di riunioni più o meno informali, i contenuti politici devono emergere nelle sedi opportune. Bene ha fatto Alfano a promuovere l'iniziativa di un incontro per discutere con la massima serietà e trasparenza”. Poi lancia un monito: “Nessuno si senta protagonista in proprio. Dobbiamo tutti consolidare il partito per dare al Paese una prospettiva di sviluppo e di crescita dopo un periodo non facile”.

Prende le distanze dalle polemiche di questi giorni Rocco Palese, capogruppo Pdl alla Regione: “Il Pdl da un lato è accusato di non discutere e quando si discute serenamente, invece di apprezzare l'apertura di contributi, parte l'accusa opposta. Mi sembra eccessivo quello che sta accadendo”.

Dello stesso avviso Francesco Amoruso, coordinatore regionale Pdl: “Quando in un partito si apre un dibattito è sempre positivo, soprattutto se avviene nel rispetto delle regole e nei luoghi deputati. Se si fa altro e altrove, questo assume un valore diverso e non lo condivido”.

(tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno)

 

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