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Caso Abu Omar

I pm milanesi vanno avanti, ormai è un processo politico

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C’è un’oscura ossessione che sembra non dare pace a buona parte della magistratura di Milano, soprattutto inquirente: si chiama Abu Omar. Oramai processare a tutti i costi la ex rete della Cia in Italia e i presunti complici all’interno  dell’ex Sismi, a cominciare dall’ex direttore Nicolò Pollari, è diventata per loro un imperativo categorico di kantiana memoria. 

A costo di spendere milioni di euro, di opporsi a ben tre governi differenti davanti alla Corte costituzionale su una materia delicata come il segreto di stato e magari di mettere a repentaglio le relazioni diplomatiche, militari e di sicurezza che legano Roma a Washington. Non c’è segreto di stato che tenga. Sia che lo abbia apposto l’ex presidente del consiglio Romano Prodi sia che si appresti a rinnovarne l’apposizione  l’attuale premier Silvio Berlusconi.   

E neppure le future sentenze della Corte costituzionale, che ieri ha preliminarmente ammesso il conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sollevato dall’attuale esecutivo contro la quarta sezione del tribunale di Milano (che nel frattempo  sta procedendo nel dibattimento), spaventano i giudici di Milano. Anche se questi sanno che tutte le loro “fatiche” potrebbero venire invalidate da una pronunzia nel merito in cui la Consulta potrebbe dichiarare preminente l’interesse dello stato a non rivelare segreti sulle “extraordinary renditions” dei terroristi islamici, specie quando coinvolgono paesi stranieri nostri tradizionali alleati, loro vanno avanti come carri armati.

Perché Abu Omar deve avere giustizia. E’ ormai una questione politica. Poco importa che il signore in questione sia stato sospettato di essere un reclutatore di kamikaze e siano state accertate le sue prediche di odio nella moschea di viale Jenner. Poco importa se in Egitto viene considerato un criminale. E nessuno ha pianto una lacrima sul suo rapimento. 

Quello che interessa, o almeno sembra interessare, i giudici di Milano è condannare l’ex capo del Sismi Nicolò Pollari per potere così chiudere la dimostrazione del teorema dei servizi deviati all’epoca del Berlusconi ter. Peraltro tutti sanno che anche la Digos teneva d’occhio Abu Omar per sospetti di collegamento con il terrorismo islamico internazionale. Il filo del terrore che si dipanava attraverso molti frequentatori delle moschee milanesi portava agli attentatori dell’11 settembre, a quelli della stazione di Madrid (vedi Osman Rabei), ai mujaheddin legati ad Al Qaida (tra i tanti l’egiziano Abdelkaer Es Sayed e l’algerino Hafed Remadna, segretario dell’imam di viale Jenner). 

Ma di quelle inchieste non sembra essere rimasto niente. Era più importante indagare su chi ha fatto la lotta al terrorismo islamico magari usando metodi spicci. Anche se poi, proprio nelle more del processo Abu Omar, è venuto fuori che le “extraordinary renditions” le aveva inventate Clinton in America e avallate anche il governo di D’Alema in Italia all’epoca dei conflitti nei Balcani. 

Così oramai siamo arrivati al terzo conflitto sollevato da un’autorità di governo in Italia per fermare la morbosa curiosità dei giudici di Milano sui retroscena istituzionali e internazionali del caso di Abu Omar. Il primo lo aveva sollevato il governo Berlusconi ter, il secondo quello di Prodi e adesso il terzo, lo scorso 28 maggio, di nuovo Berlusconi. La Corte costituzionale deve ancora decidere nel merito e questo non va a suo onore perché intanto la situazione sta precipitando. Ma i magistrati di Milano, che pure avrebbero potuto, come chiesto dalle difese di Pollari e altri imputati, sospendere il processo in corso, sono invece andati avanti come dei treni. 

Non solo: hanno preteso l’audizione di alcuni testimoni caldi dell’inchiesta, che a loro volta potrebbero chiedere al premier di porre il segreto di stato sulla loro deposizione, e hanno anche fatto acquisire i dati sensibili dei rapporti  dell’ex Sismi senza gli omissis messi proprio da Prodi. Tutto questo iperattivismo sta irritando non poco gli americani, specie in tempo di elezioni presidenziali. Negli ambienti diplomatici di oltreoceano si chiedono come possa la pur legittima curiosità di un paio di pm milanesi contare di più del presidente del consiglio, della Corte costituzionale, della ragion di stato e dell’alleanza tra Usa e Italia.

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9 COMMENTS

  1. abu omar
    ma quando e chi farà il processo ai giudici di milano?
    ma chi credono di essere? possibile che non esista un mezzo per licenziare tutti i giudici politicamente schierati e perciò parziali?

  2. abu omar
    mi sembra che non si possa scrivere un articolo di questo tenore senza prima essersi informati bene sui fatti..
    questo articolo contiene inesattezze storiche ed errori di diritto
    oltre che affermazioni allarmanti del tipo “nessuno si abbandonò alle lacrime per il sequestro di abu omar e quindi il sequestro fu giusto”
    per fortuna non tutti la pensano così…

  3. abu omar
    le nostre forze dell’ordine si stanno comportando come le femminuccie , nella Brigata FOLGORE ai tempi belli ci insegnavano a risolvere da soli queste scaramuccie interne , chi hà orecchi per intendere intenda . alle volte credo che parte dei nostri lavori contro l’italia , un carabinire o polizziotto onesto , dovrebbe rifiutarsi di fare la scorta a un giudice che fà uscire di galera un terrorista o un assassino , così vediamo quanto coraggio hanno questi giudici , e ora di dichiarare in italia lo stato di corte marziale , chiudere frontiere , fare un lavoro di pulizia interna senza precedenti , o questo paese non avrà futuro , sarà conquistato senza combattere .

  4. Magistratura
    Oramai è chiaro a tutti che parti importanti della magistratura si sono organizzate in un corpo politico eversivo ed estraneo alla società italiana.
    Questo è un fatto acquisito, positivo e senza alcuna ambiguità.
    Se Berlusconi non si decide a prendere in mano il bastone del comando e a menare sacrosante randellate, sono capaci di farlo fuori per strada.
    I giudici del caso Abu Omar hanno passato i limiti della Costituzione e vanno immediatamente arrestati, come i componenti togati del Csm: entrambi stanno attentando ad altri organi costituzionali ed alla pacifica convivenza dei cittadini.
    Berlusconi gli mandi i carabinieri in assetto antisommossa e li spedisca in qualche isola.
    Di Pietro segua lo stesso destino.
    Non so come dirlo con parole più eleganti: ne abbiamo i coglioni pieni e vogliamo essere governati; abbiamo paura del futuro già come si presenta adesso col petrolio a 141 $ al barile. Con questi bastardi di giudici diventa un incubo. Andiamo in piazza e urliamo basta!

  5. BASTA !!! Questi giudici
    BASTA !!! Questi giudici rovinano l’Italia …vogliono rinchiudere Berlusconi e proteggere questi musulmani che portano solo odio e terrore….basta guardarli in faccia … che vengono in Italia ed in Europa solo pwer portare l’islam integralista….e poi non hanno tempo per fare i processi….ma andate a farvi friggere….la genbte è stufa…prendono troppi soldi e non fanno altro che danni.

  6. Articolo e commenti inqualificabili
    Un articolo completamente strampalato, insulso e senza alcun proposito informativo, ma piuttosto con l’intento di incitare all’odio raziale e denigrare il lavoro e l’impegno della magistratura. In un epoca e in un paese in cui basta avere soldi, potere e mezzi di comunicazione per diventare primo ministro (foderando gli occhi della gente di prosciutto senza che se ne rendano conto), l’esecutivo si scaglia tutti i giorni e senza alcun ritegno contro la Giustizia e occupa il Parlamento per proteggere gli sporchi interessi di una singola persona. Luigi, a quanto pare nella brigata Folgore ai tempi belli non vi hanno insegnato la grammatica. Grisostomo, complimenti per il linguaggio, degno dei migliori neologismi leghisti. Sei andato a lezione da Borghezio? Convengo con Giulia Scavello sulla pericolosità di certe affermazioni e di certi soggetti. Giulia, spero che anche tu, come me, legga questo sito solo per farti due risate e per vedere fino a che punto può arrivare il servilismo di certa gente. Saluti.

  7. L’attività dei pm di Milano
    L’attività dei pm di Milano nel caso Abu Omar,viste
    le implicazioni internazionali, mette a repentaglio
    la sicurezza del Paese.Ciò configura chiaramente attività eversiva nei confronti di trattati
    liberamente stipulati da governi democraticamente eletti.
    Mentre si opera con ammirevole pervicacia per
    vanificare la collaborazione fra servizi italiani
    e di altri paesi, mafiosi, camorristi ed altri
    galantuomini escono do galera per decorrenza dei
    termini. Usque tandem?

  8. Nuove forme repubblicane
    Dopo le Repubbliche e basta, dopo le Repubbliche Federali, dopo le Repubbliche Democratiche, dopo le Repubbliche Popolari avremo le Repubbliche giudiziarie? La prima in Europa e nel mondo la Repubblica giudiziaria d’Italia?

  9. Callisto
    Speriamo che qualche randellata arrivi pure sulla testa vuota di Callisto. Non gli farà male: vuoto torricelliano è e vuoto torricelliano rimarrà.

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