I Socialisti a Montecatini accolgono Veltroni tra i fischi

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I Socialisti a Montecatini accolgono Veltroni tra i fischi

06 Luglio 2008

 

Walter Veltroni oggi al Congresso del Partito Socialista di Montecatini ha “ricattato” il governo sul decreto sicurezza, dicendo che il dialogo sarà molto più facile nell’eventualità di un suo ritiro e ha “previsto” una vita breve per l’attuale esecutivo. Il pubblico, però, non l’ha sostenuto fischiandolo al punto da costringere la Presidentessa Maria Rosaria Ranieri ha dovuto richiamare l’intera assemblea all’ordine.

 

“Se tolgono dal decreto sicurezza l’emendamento blocca processi, è chiaro che il clima diventa diverso. Se invece lo confermano, ci sarebbe un inasprimento”, ha dichiarato Veltroni mentre dall’aula provenivano i “buu” del popolo socialista. Riguardo al “lodo Alfano”, il leader del Partito Democratico si dimostra di vedute più aperte ma fa una previsione da Cassandra: “Sono contrario nel merito, ma le violazioni più evidenti sono state contrastate. Credo comunque che questo governo non duri cinque anni”.

 

I fischi di Montecatini, però, sono arrivati non appena Veltroni ha varcato la soglia del congresso: “una cosa del genere non è mai successa nelle assemblee socialiste”, ha dichiarato, dimenticandosi di quando Berlinguer venne fischiato al congresso del PSI di Verona, nel lontano 1984.

 

La contrapposizione tra l’ex-sindaco di Roma e il popolo socialista, però, si è acuita quanto la questione delle radici comuni è stata chiamata in causa: “la nostra storia è fatta di lotte sindacali e di esperienze rappresentate dalla lotta partigiana”. Il tentativo di accattivarsi la causa socialista non è andato a buon fine e sono piovuti fischi. Poi c’è stata la questione Di Pietro: “non può essere che Di Pietro diventi nemico assoluto quando ci si è governato insieme. Gli italiani non capirebbero”, niente da fare: anche stavolta Montecatini risponde picche e via coi fischi.

 

Nemmeno la carta del dialogo è servita a rappacificare gli animi, il pubblico socialista non ha apprezzato.

 

Il clima era decisamente teso, tanto che, per salvare la faccia, Veltroni è costretto a ricordare quello che lui considera “successi” della sua opposizione: “per noi è finita la stagione delle contrapposizioni, ma non si può vedere Di Pietro come il nemico assoluto. La nostra opposizione è riformista, e risultati li abbiamo ottenuti, come i mancati decreti sul salva Rete 4 e sulle intercettazioni. Martedì non saremo alla manifestazione dei girotondi a Roma”.