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Luna di miele

I sondaggi da record sono finiti, per Berlusconi ora si apre una nuova fase

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Una luna di miele prima o poi finisce, non può durare per sempre. Lo abbiamo scritto fin dai primi numeri di questa nostra rubrica che, come l’occhio del Grande Fratello, ha accompagnato per sette mesi il viaggio di nozze tra Silvio Berlusconi e il Paese. Non a caso come logo è stata scelta una limousine addobbata con i nastri bianchi sul cui cofano campeggia la B di Berlusconi. Abbiamo immaginato di salire a bordo della vettura nuziale per seguire il cammino di questo governo nelle prime fasi di legislatura, commentando i sondaggi sulla sua popolarità, le singole iniziative prese, le strategie di comunicazione, ma anche gli errori e gli scivoloni.

A volte ci siamo infilati fin sotto le lenzuola del talamo pur di verificare a fondo il feeling tra i novelli sposi, con la consapevolezza, però, che a un certo punto le difficoltà del governare – che quasi sempre equivalgono all’impossibilità di fare tutti contenti - avrebbero decretato la fine dell’idillio. La fine cioè di quell’imponderabile sentimento di fiducia di cui può beneficiare qualsiasi governo neoletto, ma che a un certo punto vede sempre il ritorno a un atteggiamento più critico da parte degli elettori. Questo è proprio quello che sta accadendo in questi giorni tra il Cavaliere e gli italiani. Non significa che l’amore finisce, ma che il rapporto cambia, si fa più maturo e più rivolto alla valutazione concreta dei risultati e dei provvedimenti da prendere per fare fronte ai problemi della quotidianità.

Berlusconi può contare ancora su un consenso molto vasto, ma in calo rispetto alle percentuali bulgare di qualche settimana fa. Non è detto che in futuro il gradimento non possa tornare ai livelli raggiunti in precedenza, o addirittura superarli, ma questo dipenderà da come il governo risponderà alle nuove esigenze dell’elettorato.

All’inizio della legislatura gli italiani chiedevano un cambio di passo rispetto al passato, volevano lo sblocco rapido di alcuni problemi che il precedente governo aveva lasciato incancrenire per colpa di una maggioranza litigiosa e divisa. Ecco perché il Paese ha salutato come una liberazione l’atteggiamento decisionista che ha caratterizzato le iniziative del premier e dei suoi ministri. Appena insediato il governo ha risolto il problema della spazzatura in Campania, ha varato provvedimenti fermi in materia di sicurezza, ha avviato la lotta ai fannulloni nella pubblica amministrazione, è riuscito a convogliare una folta schiera di imprenditori italiani per salvare Alitalia come promesso in campagna elettorale.

Poi è arrivato il momento della scuola e lì sono cominciati i dolori. I tagli previsti in Finanziaria e le modifiche introdotte con il decreto Gelmini hanno scatenato i malumori di insegnanti, ricercatori universitari e studenti che sono scesi in piazza per protestare. Proprio mentre scoppiava la crisi globale dei mercati finanziari che ha gettato nel panico famiglie e imprese. Il crollo dei consumi, già in atto da diversi mesi, e i pesanti risvolti che si attendono sull’economia reale del Paese, hanno generato un malcontento diffuso che è sfociato in un senso di sfiducia nei confronti non solo del governo, ma di tutti i partiti politici. In questi giorni, poi, è partita un’ondata di scioperi, per gran parte orchestrata dalla Cgil, nei settori pubblico impiego, industria, trasporti e commercio. A cui si aggiunge l’agitazione dei sindacati autonomi di hostess e piloti Alitalia tornati sul piede di guerra contro il piano di rilancio della compagnia. In tutto questo bailamme il Pd è sceso in campo cavalcando la piazza e cercando in tutti i modi di gettare fango sull’esecutivo.

Tutti sapevano che il tanto annunciato autunno caldo avrebbe comportato grossi rischi per l’indice di popolarità del governo. Il Cavaliere ora  deve dimostrare di essere all’altezza della situazione e per prima cosa deve mettere sul tavolo una ricetta concreta per dare respiro alle tasche degli italiani, agendo sui salari e il potere d’acquisto. Questo, come abbiamo scritto altre volte, è il vero banco di prova su cui si misurerà nelle prossime settimane il consenso nei confronti del governo. E, anche se la nostra rubrica oggi chiude i battenti, l’Occidentale sarà sempre in prima linea per monitorare il comportamento dell’esecutivo su ogni fronte aperto. A tutto vantaggio dei tanti lettori che ci hanno seguito fin qui e a cui va un sentito ringraziamento.

 

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9 COMMENTS

  1. qualche nota
    vorrei far presente che solo nel centrodestra e media servili si pensava davvero che crisi di fiducia tra popolazione e governo Berlusconi potesse esserci in un periodo così breve (stiamo parlando di 6 mesi!!) .

    Questa illusione era frutto di una sapiente regia politico-mediatica e di tanti militonti destrorsi che l’ hanno amplificata(per molti versi, i militanti berlusconiani ricordano i vecchi iscritti al PCI sempre pronti a ripetere quel che dice il capo ed il partito)

    Farei quindi notare che, come si sapeva che dall’autunno sarebbero cominciati i dolori per Berlusconi, così si è a conoscenza che i presunti risultati elencati qui sotto:

    “Appena insediato il governo ha risolto il problema della spazzatura in Campania, ha varato provvedimenti fermi in materia di sicurezza, ha avviato la lotta ai fannulloni nella pubblica amministrazione, è riuscito a convogliare una folta schiera di imprenditori italiani per salvare Alitalia come promesso in campagna elettorale”

    sono in realtà operazioni di immagine momentanee destinate ad esplodere entro il 2009: il problema rifiuti in Campania non è stato risolto strutturalmente ma è stato chiesto un sacrificio ad altre regioni ed all’irpinia per svuotare una parte(non tutta) la provincia di Napoli, la cordata Alitalia ha mostrato tutte le sue lacune ed ora è da decidere solo se sarà un fallimento completo o parziale, i risultati contro i “fannulloni” presto verrano annacquati dall’atavica natura della cultura italica come avvenne a suo tempo con la patente a punti , i reati non crollano nè l’immigrazione clandestina è stata fermata.

    saluti

  2. La prossima luna
    Se il vero guaio è iniziato in Ohio /
    Il nuovo vento lo sentono a Trento /
    Trema Maroni e ancor più Berlusconi: /
    “Com’è crudele ‘sta luna di miele!” /
    Ma non si dica che a questa rubrica /
    Altra non segua, che non sia una tregua. /
    Caro Lombardo, di speme riardo: /
    Buona fortuna, alla prossima luna!

  3. Guai a fermarsi
    Non si può continuare a rinviare gli interventi che si intendono mettere in campo in favore dei meno abbienti ed anche del ceto medio che sta precipitando nell’indigenza. Interventi a favore della famiglia con il quoziente familiare potrebbe raggiungere tutti, mentre la detassazione delle tredicesime andrebbero solo ai dipendenti (e gli altri?…)specialmente in periodo di crisi con riduzione del lavoro. Ma soprattutto occorre una maggiore capacità di informazione, il PdL si sta facendo annullare e quasi ridicolizzare in tutti i programmi di informazione. Gli interventi sull’università non vengono divulgati adeguatamente, mentre passa la solita dichiarazione di Uolter che chiede il ritiro della finanziaria, o le mobilitazioni degli studenti (credo “inventate” dai giornalisti – i miei figli si recano regolarmente al liceo ed all’università!!!) Guai a fermarsi, occorre far sentire maggiormente la voce del governo sugli interventi che si intendono prendere per la crisi, altrimenti l’opposizione prenderà il sopravvento con scioperi, passaggi TV e giornalisti compiacenti. Sveglia!!!

  4. Ma siete proprio sicuri che
    Ma siete proprio sicuri che il consenso é dovuto al decisionismo mostrato dal nuovo governo Berlusconi? Io penso che sono state le prime difficoltà a incrinare il consenso: facile dire che Alitalia va ma quando non vola più cosa facciamo?

  5. i sacrifici generano dubbi
    Buongiorno Signor Lombardo,
    la situazione economica italiana ( da molti anni )non è delle migliori.
    Le decisioni o i provvedimenti di un Governo, in particolari momenti, suscitano timori e perplessità nei cittadini.
    Si deve, però, essere ottimisti e lavorare ( tutti) con impegno e serietà.
    Io lo faccio da sempre a prescindere a da chi ci governa perchè ho fiducia nelle Istituzioni.

  6. E’ fisiologico che chi
    E’ fisiologico che chi governa abbia cali di popolarità,specie in momenti di crisi.L’elettore tende a dare colpe al proprio governo,anche se la crisi non viene dalle sue scelte ed è globale e si dimentica facilmente dei disastri di chi l’ha preceduto.Per ora mi sembra che il governo si sia mosso bene,a parte la vicenda Alitalia,che io avrei fatto fallire da anni.Buco nero,ma questo agli elettori non importa nulla,la politica estera che,secondo me, fa schifo.”Gli USA vadano incontro alla Russia”!!!!A me,vista la politica russa,sembrerebbe doversi fare il contrario,ma l’amicizia con Putin evidentemente offusca tutto.Forse si capisce perchè i risultati della commissione Guzzanti siano stati insabbiati.

  7. Ma perchè se il Ministro
    Ma perchè se il Ministro Tremonti dice di aver previsto la crisi non si sono posti già a luglio delle misure per contenerla??
    Ad esempio la percentuale degli acconti che le imprese dovranno versare a Novembre.. che senso ha avuto lasciarla invariata??!! Se l’acconto è un’anticipazione del verificarsi del presupposto impositivo, con i periodi che corrono non ha senso avere come riferimento la dichiarazione dll’anno precedente.
    Satva al Governo modificare le percentuali e non certo è sufficiente lasciare al contribuente la facoltà di ricalcolare gli acconti in funzione di un minor reddito previsto futuro!
    Ci stanno portando sempre più nella fossa.. ed il bello è che hanno preso i nostri voti!! Vergona

  8. mio sogno SILVIO
    quando vedo sua foto,come vorrei le baciarlo mio sogno SILVIO,ma come fare?io l’adoro,lui e mio raggio di sole,uno viso d’amore,io soffro de non potere le baciarlo,mio sogno SILVIO,che peccato,sophie

  9. Berlusconi e la nuova fase
    Berlusconi porta fortuna solo a se stesso,tutte le volte che governa lui ,la situazione dell’economia internazionale e nazionale attraversa fasi di alta criticità.La sua grande capacità di raccontare quello che gli Italiani vogliono ascoltare è stato uno dei motivi del suo successo;i mezzi di comunicazione di massa al suo servizio amplificano ogni notizia che lo riguarda sfiorando,a volte ,il culto della personalità,ma ora è finita! I sorrisi e le “balle” durano fino allo scontro con la realtà;la realtà è fatta dai tagli della finanziaria,dal lavoro precario,dagli “aiuti” ai banchieri,dalle difficoltà a traguardare il fine mese.I sorrisi di plastica,la pece sul cranio,le figuracce internazionali possono solo farci soffrire,ma la pancia vuota farà soffrire ,presto, “il grande mentitore”.

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