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I virologi, l’elogio della sveltina e il declino del maschio italico

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Voi donne che vi lamentate della progressiva scomparsa della virilità, della prestanza media decrescente dei maschietti, del fatto che non ci sono più gli uomini di una volta capaci di coccolarvi a dovere per un tempo sufficiente a tenere alta la bandiera del maschio italico, siete delle ingrate. Non sapete che mentre voi rimpiangete gli ormoni d’altri tempi, la penuria di testosterone potrebbe avervi salvato dal coronavirus. Manco a dirlo, parola dei virologi.

Proprio così. A dimostrazione che per quanto ci si sforzi di usare la fantasia arriva sempre la realtà a superarla, dopo averci inondato attraverso il tubo catodico, gli esperti assurti all’onore della notorietà con il Covid, in procinto di restare orfani della pandemia, hanno deciso di entrare nelle nostre camere da letto. Per la nostra salute, beninteso.

Ed è così che intervistato da un settimanale l’infettivologo Massimo Galli, del “Sacco” di Milano, detta le sue istruzioni: “Amatevi ma solo per un quarto d’ora”. Nella titolazione l’elogio della sveltina viene così declinato: “E’ scientificamente provato che il contagio avviene quando si sta a distanza inferiore a un metro, per oltre quindici minuti”. Dunque, per evitare di correre rischi, “l’intimità non dovrebbe durare oltre un quarto d’ora, avendo sempre l’accortezza di utilizzare il preservativo e di igienizzare bene le mani prima e dopo”.

Galli dev’essere riconosciuto come una vera autorità in materia, essendo stato chiamato dalla Durex (nota azienda di profilattici e altri prodotti per i rapporti intimi) a guidare una task force disciplinare per il sesso sicuro post Covid (!). E’ dunque un vero peccato che l’immagine dell’intervista circolata in rete ne riproduca solo la prima parte, né consenta di identificare il periodico dal quale è tratta, sicché non sappiamo se lo scienziato si sia limitato a dettare la durata o nel prosieguo abbia anche suggerito le posizioni più adatte a evitare scambi pericolosi di droplets o altri liquidi potenzialmente infetti. Se, ad esempio, alla donna sia consigliato dare le spalle all’uomo o sia sufficiente mantenere adeguata distanza, per dirla con il ministro Azzolina, tra le “rime buccali”.

Troveremo il modo di soddisfare questa curiosità. Intanto due considerazioni s’impongono. Uno: se per contagiarsi c’è bisogno di un rapporto intimo della durata superiore ai quindici minuti, anche i più fobici possono ufficialmente smettere di temere che ci si possa infettare camminando in strada senza mascherina. Quindi via le bardature dal volto e torniamo a respirare. Due: care donne, se lui si arrende dopo meno di quarto d’ora e accampa la scusa del coronavirus, non gli credete. Virologi o non virologi, sarà solo la prova che non ci sono più i maschi di una volta.

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