Ieri l’ultimo saluto a Michael Jackson, gigante del Pop

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Ieri l’ultimo saluto a Michael Jackson, gigante del Pop

08 Luglio 2009

Ieri l’ultima apparizione su un palcoscenico, quello dello Staples Center di Los Angeles, in una bara placcata d’oro zecchino e bagnata dalle lacrime di migliaia di fan che non sono voluti mancare per l’estremo saluto all’amico e mito Micheal Jackson. Una cerimonia grandiosa e commovente, una via di mezzo tra un funerale e un concerto, con l’emozione di una serata degli Oscar, ma anche con una gran carica di malinconia.

Già dalle prime ore del mattino si vedevano i primi occhi lucidi, si sentivano i primi pianti strozzati dei fan che portavano l’ultima rosa allo Staples Center. Un gruppo di giapponesi ha fatto recapitare nel parcheggio del palazzetto di Los Angeles corone e imponenti mazzi di fiori per un valore di alcune migliaia di dollari, fra lo stupore della folla.

La salma di Michael Jackson è giunta allo Staples Center di Los Angeles, poco prima delle 10, le 19 in Italia, in un feretro dorato sopra il quale sono stati posti lunghi gladioli rossi. Prima della grande cerimonia pubblica, i familiari di Jackson, tra cui la madre Katherine e i tre figli, hanno partecipato a una breve funzione privata in memoria del cantante scomparso il 25 giugno all’età di 50 anni, presso il cimitero di Forest Lawn a Hollywood, quello delle star del cinema. Gli spostamenti del corteo funebre, un gruppo di limousine nere, sono stati seguiti in diretta dalla principali tv americane, con riprese dagli elicotteri che sono finite ovviamente pure sul web.

Verso le 10:10 l’inizio vero e proprio della cerimonia, aperto con la lettura di un messaggio di cordoglio di Diana Ross e di Nelson Mandela che poi hanno lasciato la parola ad un pastore amico della famiglia Jackson, il reverendo Luciuous Smith, salito sul palco sotto le note di un "Alleluia". Finito il breve sermone è salita sul palco Mariah Carey, che insieme a Trey Lorenz ha cantato uno dei più famosi successi del Re del Pop, "I’ll be there".

Poi è stato il turno dell’attrice Queen Latifah, che lo ha ricordato come "la più grande star della terra" prima di leggere una poesia dedicata a Jacko, della poetessa Maya Angelou. Quindi di nuovo musica con Lionel Richie completamente vestito di nero, con una rosa gialla sul bavero dello smoking e un fazzoletto rosso, che ha interpretato "Jesus is Love".

Emozionante anche l’intervento dell’amica personale di Jackson, l’attrice americana Brooke Shields, che ha ricordato alcuni aneddoti dei momenti passati insieme, come quando le aveva tentato di insegnare il "Moonwalk", il suo tipico passo all’indietro. "La sua risata era la più dolce e la più pura che io avessi mai sentito", ha dichiarato la Shields. Un altro momento molto commovente è stato quando uno dei fratelli di Jacko, Jermaine, è salito sul palco per interpretare "Smile", una canzone di Charlie Chaplin, quella che il cantante scomparso preferiva tra tutte.

Ma il momento più toccante è stato quando la figlia di Michael, Paris Katherine, 11 anni, ha preso brevemente la parola al termine della cerimonia. Lo ha definito "il migliore dei padri".

Con alcune tra le sue più famose canzoni riprese in coro da tutti gli artisti presenti e dai circa 20mila spettatori, la cerimonia si è conclusa poco dopo le 12:50, le 21:50 italiane.