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Il 25 aprile e un preoccupante clima di ostilità

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Le polemiche delle opposizioni in Consiglio Comunale a Celano sul 25 Aprile, gli attacchi al senatore Di Stefano su una infondata ipotesi di “ricostituzione del partito fascista”, la mancata citazione dal parte del Sindaco di Pescara Mascia della Resistenza e dei partigiani, sono stati elementi che hanno ultimamente segnato la cronaca politica in Abruzzo.

Traendo spunto da tutto ciò e spenti per un momento i riflettori, ritengo doveroso intervenire sul tema, nella mia qualità di Coordinatore Regionale del Popolo della Libertà in Abruzzo, per chiarire alcuni aspetti. Osservo innanzitutto che molti segnali, in queste ore, danno l’idea in di un clima, in Italia e quindi in Abruzzo, davvero preoccupante , di contrapposizione, di ostilità, di attacco al “nemico”. Dalle contestazioni durante le manifestazioni per il 25 Aprile a Pescara, ai manifesti “antiparlamentari” a L’Aquila, così come i fischi a Milano o gli oltraggi ai luoghi e alle lapidi della Resistenza. Sono sintomi da non sottovalutare perché richiamano alla memoria stagioni di odio e di follia drammatiche, che pensavamo di aver superato per sempre. E poco cambia se i “nemici” individuati in questo caso siano soprattutto gli esponenti del Popolo della Libertà, poiché un clima così intossicato (per dirla con Pierlugi Battista) alla fine danneggia tutti e ciascuno.

Proprio le celebrazioni del 25 Aprile e della Resistenza, mi inducono a qualche riflessione. Da parte mia, da parte nostra (e intendo in questo caso proprio la parte politica del PDL e del centrodestra) non vi è mai stata una retorica scontata della Liberazione, secondo una liturgia troppe volte fine a sé stessa; vi è però stata e continua ad esserci tutta la consapevolezza della sua importanza, del suo valore fondativo per la Repubblica Italia, del suo essere quasi la naturale prosecuzione del Risorgimento. Proprio per questo, il 25 Aprile non può continuare ad essere momento di controversia, persino di odio, come pure alcuni intellettuali hanno sobillato chiamando all’insurrezione armata contro il “tiranno”.

La Resistenza, può e deve essere una pagina di storia che dobbiamo conoscere, apprezzare, rivendicare unitariamente ma che altrettanto doverosamente si può criticare in quegli aspetti drammatici e controversi che pure ne hanno segnato lo svilupparsi, da Via Rasella fino alle foibe, senza dimenticare le vittime di quella che fu una scelta di parte drammaticamente sbagliata. Negare gli eventi, piegare la storia alle proprie convinzioni di parte, non serve a niente e a nessuno. Solo la condivisione, il dialogo franco – come pure ha ricordato opportunamente il Presidente Napolitano – fa sì che una celebrazione sia tale e diventi patrimonio collettivo di ogni cittadino italiano, affrancandosi dai rischi dello scontro ideologico e politico. Credo vada in questo senso, ad esempio, l’apprezzabile gesto del Presidente del Consiglio regionale abruzzese Nazario Pagano che, in qualità di massimo esponente delle nostre istituzioni ma anche come uomo di “parte”, ha presenziato alla cerimonia al sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna per onorare quei partigiani abruzzesi (come i Trolio e altri, forse meno conosciuti ma non meno eroici) che hanno immolato la propria vita per la libertà. A quei partigiani e a quei patrioti - come disse il Presidente Berlusconi ad Onna proprio in occasione del 25 Aprile - che si sono battuti per il riscatto e la rinascita dell’Italia va, deve andare sempre la nostra ammirazione, la nostra gratitudine, la nostra riconoscenza.

Credo che meglio non si possa esprimere la nostra posizione sulla resistenza e sulla lotta per la libertà. Ecco, proprio la Libertà è il valore assoluto, in tutte le sue sfaccettature, a cui tendevano i partigiani di ogni colore politico, e a cui oggi dobbiamo ancora guardare come elemento costitutivo del nostro vivere civile. Riaffermare e garantire in ogni momento la libertà e l’avversione contro ogni totalitarismo è lo spirito per il quale, come esponenti del Popolo della Libertà, siamo impegnati in politica. Libertà non solo per una parte, ma per tutti, affinchè anche il prossimo 25 Aprile ci si possa ritrovare a guardare al futuro celebrando una pagina fondamentale del nostro Paese che, a dispetto dei tanti profeti di sciagure, è una Repubblica che vive e opera in democrazia.

(Tratto da Il Centro)

*Coordinatore Regionale PDL Abruzzo 

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