Il Barcellona vince tutto per fair play e grande calcio

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Il Barcellona vince tutto per fair play e grande calcio

28 Maggio 2009

 

In deroga alle consuetudini, per una volta ci facciamo calcistici anche noi e diamo i voti.  Non si tratta, come si potrebbe immaginare, di pagelle ai giocatori, ma di valutazioni fatte a quello che si è potuto vedere in questi 3 giorni che hanno preceduto la finale di Champions league giocata ieri sera a Roma: l’organizzazione dell’evento, la sportività (in campo e fuori), le tifoserie, le istituzioni.

VOTO 10 a tutto il Barcellona, che ha strameritato la vittoria e la triplete (ovvero la conquista di campionato, coppa nazionale e champions league). Se possibile voto ancora più alto all’allenatore Blaugrana, Pep Guardiola, che dopo la vittoria ha voluto ricordare: “Maldini è stato il miglior calciatore europeo degli ultimi 20 anni, e dedico la mia Champions a lui che questa Coppa l’ha sollevata tante volte. Deve sapere che tutta Europa gli vuole bene, il suo addio non può essere rovinato da una ventina d’imbecilli”. L’altra dedica è “per Carlo Mazzone: è stato un piacere essere allenato da lui”. Chapeau.

VOTO 9 a Sir Alex Ferguson, l’allenatore più titolato al mondo, sconfitto ieri sera. Molti in Italia avrebbero equamente distribuito le colpe tra arbitri e fuori gioco non fischiati, lui è arrivato in conferenza stampa e ha dichiarato: “Ha vinto la squadra migliore”. Senza se e senza ma. Onore al merito.

VOTO 8 a Gordon Brown. Il capo del governo britannico, al termine della partita, ha mandato un sms di congratulazioni al collega spagnolo José Luis Zapatero, che ha assistito alla partita dallo Stadio Olimpico, felicitandosi per la vittoria del Barcellona. Un “messaggio” giusto per i valori di sportività che contiene. Politically correct.

VOTO 7 al sindaco di Roma Gianni Alemanno, che a pochi minuti dall’inizio del match, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse emozionato per la finale, ha risposto: “Sono un po’ teso. Io gioco un’altra partita, parallela, che è quella dell’ordine pubblico”. Tra l’altro è andato quasi tutto liscio (tranne qualche episodio che ritroverete nei voti più bassi), merito di una buona organizzazione e della civiltà dei tifosi. Coraggioso.

VOTO 6 agli organizzatori dei voli charter per i viaggi di ritorno dei tifosi. A Fiumicino sono previsti 40 voli diretti verso Manchester e 55 diretti a Barcellona. A Ciampino i voli per Barcellona sono 21. Le procedure di imbarco hanno funzionato egregiamente e non si sono registrati ritardi o disagi per i passeggeri “di linea”. Meno buona la scelta di far partire le due tifoserie dallo stesso scalo, solo grazie alla civiltà delle persone non è successo nulla. Pasticcioni.

VOTO 5 all’ordinanza antialcool. O meglio, a chi dovrebbe farla rispettare. Nonostante il divieto scattato martedì pomeriggio alle 17 di vendere alcolici sono stati moltissimi i tifosi che all’esterno dello Stadio Olimpico o nel pomeriggio nei pressi di Fontana di Trevi, hanno bevuto pinte di birra, avvolgendosi nei fumi adell’alcool, in barba all’ordinanza del prefetto che ne vietava la vendita. I vigili urbani, per rimediare, raccoglievano le bottiglie di vetro lasciate per terra dai tifosi, buttando i bicchieri rimasti sui tavoli. Fum(os)i.

VOTO 4 al traffico. Immancabile, come in ogni grande avvenimento che si rispetti, è arrivata la congestione delle strade. Da una parte il divieto di circolazione e di parcheggio nelle zone vicine allo Stadio Olimpico ha aiutato, dall’altra gli ingorghi, le doppie file selvagge e le infrazioni si sono spostate solo un po’ più in la, e con un po’ meno spazio a disposizione. Machiavellico.

VOTO 3 ai cretini. Creatività violenta per un gruppetto di 6 spagnoli, che forse credendo di dover combattere con i leoni nel Colosseo, avevano manganelli e un giavellotto nella loro auto. Risposta immediata di due inglesi, che dopo aver mangiato nello storico “Cafè de Paris” hanno pagato con banconote false. Chissà se qualcuno ha anche tentato di vendere il Colosseo al pollo di turno? Rintronati.

VOTO 2 ai cori da stadio. Cantati però a squarciagola nelle vie della capitale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Violando ogni norma di comportamento e buon senso i tifosi negli ultimi 3 giorni hanno scorrazzato nella città strillando come falchi. Il commento finale per loro è più che altro un invito. Atoni.

VOTO 1 ai 19 arrestati. Il bilancio tutto sommato è positivo, ma non sono mancati episodi di aggressioni sia tra tifosi che nei confronti delle Forze dell’Ordine. Un paio di agenti di polizia sono finiti in Ospedale – per fortuna con prognosi che non superano i 5 giorni – e qualche vetro delle auto parcheggiate è stato distrutto, niente di grave quindi. Quello che preoccupa è la mentalità alla base di questi gesti. Incivili.

N. C. agli accoltellatori. Sono stati due i bersagli. Colpiti dalle aggressioni, entrambe avvenute la scorsa notte, un inglese ed un americano (quest’ultimo addirittura scambiato per un supporter del Manchester Utd). Ingiudicabili.

Globalmente le cose sono andate bene, il ritorno economico e d’immagine, almeno per questa volta, sono garantiti. Un applauso va quindi a tutte le componenti che hanno partecipato all’organizzazione del grande evento, dall’Uefa al comune di Roma, passando per Questura e Prefettura. Un ottimo spot per la capitale.