Il bis di Obama grazie alla working class: “Ora riforma fiscale”

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Il bis di Obama grazie alla working class: “Ora riforma fiscale”

06 Novembre 2012

Obama fa il bis dopo un lungo testa a testa con Romney e i Democrats conquistano di stretta misura il secondo mandato. Molti degli americani che lo hanno rivotato, neri, ispanici (destinati a cambiare la fisionomia della democrazia Usa), donne, giovani, mostrano che se anche il cambiamento non c’è stato, se il Presidente poteva fare meglio ma si è accontentato, in fondo, sperano s’impegni maggiormente in futuro.

E’ l’Obama vincente ma crepuscolare dipinto dal New York Times nei giorni scorsi, che esce indebolito dalle elezioni ma conserva la fiducia delle sue costituency tradizionali. Sono molte le critiche che possono essergli rivolte: debito, politica fiscale, Medicare, debito, tutto fuori controllo. Nonostante l’eliminazione di Bin Laden sia stato un grande risultato di intelligence, la politica estera degli Usa è ancora troppo soft e remissiva per difendere gli interessi e la sicurezza americana nel mondo.

Il brutale assassinio dell’ambasciatore di Washington in Libia è stato il capitolo peggiore. Ma c’è anche un altro modo di vedere questa presidenza, meno malinconico, che ci aiuta a capire il perché della grande mobilitazione obamiana delle ultime ore.

Tutto sommato la Casa Bianca ha affrontato con coraggio e uno sforzo colossale la tempesta economica che aveva spazzato Wall Street e ridotto in briciole il mercato immobiliare e assicurativo, ottenendo risultati concreti come la lenta, bassa ma tangibile ripresa del tasso di occupazione e di crescita. Obama ha messo in sicurezza l’economia, salvato l’auto (lo dimostra il netto successo in Ohio), gettato le basi di una contestatissima ma a quanto pare non del tutto invisa riforma sanitaria, promesso di investire l’impossibile in ricerca, innovazione, istruzione, energie rinnovabili.

Dismessa l’aureola di messia, si è rimboccato le maniche e timone al centro ha saputo convincere molti repubblicani a seguirlo nei momenti più delicati della sua presidenza. Dovrà accadere ancora molto presto nei prossimi mesi, per evitare il “fiscal cliff”, ad esempio. I repubblicani hanno riconquistato la Camera ed è stata battaglia per il Senato. Per Obama non sarà facile tassare i supericchi, la upper e la middle class, ma un Presidente più clintoniano potrebbe trovare un utile compromesso con i leader del Congresso per far ripartire una volta per tutte l’economia. Il partito repubblicano perde come nel 2004, senza un leader e diviso come prima.