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Risposta a un commentatore poco informato

Il capitolo esodati non si chiude affatto con la soluzione della sinistra e di Damiano

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A commento della mia rubrica dello scorso 8 ottobre un certo sig. Antonio (ovvero un anonimo e gli anonimi sono sempre un po’ vili) mi accusa di avere la pancia piena e di non occuparmi di quelli che l’hanno vuota tanto da essermi macchiato della colpa infame di non aver sottoscritto ed appoggiato il pdl AC 5103 a prima firma Damiano (la nuova Bibbia su cui giurare per essere considerato un parlamentare degno). Premesso che avere la pancia piena non è un reato, soprattutto se si è nati poveri e se il relativo benessere di cui si dispone,  ormai arrivati alla  fine della vita,  lo si è guadagnato mettendo a frutto quel po’ di talento di cui madre natura chi ha dotati con l’aggiunta di mezzo secolo di duro lavoro (magari con la fortuna di una discreta salute), la sgradevolezza del mio interlocutore mi fornisce un’ulteriore occasione per chiarire la mia posizione sul problema dei c.d. esodati, ormai assurto ad emergenza nazionale. Comincerò ponendo una domanda.

Se tutti i partiti di maggioranza e di opposizione condividono il pdl Damiano (il quale insiste sempre nel ricordare questa unanimità) perché il provvedimento è destinato ad abortire o, bene che vada, a ridimensionarsi di parecchio? Bastano le perplessità di un solo deputato su 630 (il sottoscritto) per bloccare tutto oppure ci sono questioni oggettive talmente importanti da vanificare  l’impegno profuso dai partiti e dai comitati delle diverse categorie di esodati?

Capirei le proteste se, in una votazione testa a testa, il mio voto avesse fatto prevalere lo schieramento contrario a risolvere il problema. Ma non è così: anzi, se si fossero trovati i 30 miliardi necessari a dare la copertura finanziaria richiesta, io sarei stato ben felice di votare a favore del provvedimento.  Ben altro è il punto che non riesce ad entrare nella testa di quanti se la prendono con chi, come chi scrive, si è premurato di evidenziare la complessità del problema, sfidando l’impopolarità anziché fare promesse demagogiche. Ma riportiamo indietro la moviola della cronaca. La riforma Fornero, tra i tanti meriti, ha sicuramente il grave difetto – l’ho detto al ministro in Aula come risulta dall’intervento che si può ascoltare sul mio blog www.giulianocazzola.it – di non essersi fatta carico di un’adeguata fase di transizione. Da quel momento, si è aperto un confronto con il ministro e il governo per allargare la platea dei casi da salvaguardare. Proprio alla Camera abbiamo strappato un impegno in questa direzione pur essendo sempre costretti a misurarci con il problema delle coperture, un vincolo che non possiamo evitare.

In tale contesto, io avevo sottoscritto il testo iniziale del pdl AC 5103 Damiano perché si proponeva di risolvere un paio di questioni prioritarie (una delle quali poi ha trovato risposta all’interno dei 55mila casi aggiunti nella spending review). Poi quando ho visto che il provvedimento si caricava di troppe aspettative e salvaguardie (alcune delle quali discutibili), in seguito alle audizioni dei sindacati e al contributo delle opposizioni, ha capito subito che non si sarebbe arrivati da nessuna parte. Io forse sbaglierò, ma credo che la politica debba essere onesta e non ingannare la gente soltanto per fare bella figura.

Ma veniamo al 7 agosto. In precedenza c’era stata la vicenda della spending review al Senato dove il governo aveva destinato circa 4 miliardi al tema esodati. I gruppi della maggioranza aveva chiesto una modifica assolutamente sensata e giusta riguardante l’estensione dei benefici anche agli accordi stipulati in periferia e comunicati al governo. Questa modifica non era passata per motivi, al solito, di copertura finanziaria. Che senso aveva, allora, approvare in Commissione alla Camera, un testo con un lungo elenco di proposte molto più onerose, soprattutto quando il ministro, in quello stesso giorno, aveva scritto al presidente Moffa chiedendo di rinviare il voto a settembre per studiare insieme delle possibili soluzioni? Tanto più quando  l’onere di 5 miliardi a regime era stato calcolato a spanne (se ne è poi avuto la conferma la scorsa settimana) e la copertura a carico dei giochi on line non era adeguata.

L’altro errore è stato quello di volerlo calendarizzare in Aula  per forza, prima ancora che  il provvedimento avesse le spalle coperte sul piano finanziario. Se l’AC 5103 fosse rimasto in Commissione in attesa della nota tecnica della Ragioneria, si sarebbe potuto aggiustarlo, in collaborazione con il governo,  portandolo poi in Aula con maggiori prospettive di essere approvato. E’ bene sapere, infatti, che nessuna legge di carattere finanziario può essere promulgata se priva della <bollinatura> della Ragioneria generale dello Stato. Alla fine, i fatti mi stanno dando ragione. Purtroppo. Ma non mi sento responsabile di quanto è accaduto e neppure del fatto che, per ora, riusciremo a malapena ad ottenere qualche risultato solo parziale. Da quando in qua chi prevede l’arrivo di una valanga ed invita a stare in guardia è colpevole se poi la valanga arriva?

Tutti sapevano che l’AC 5103 non sarebbe mai arrivato in porto nella sua interezza, eppure hanno tirato diritto per motivi tattici: la Commissione Lavoro nella consapevolezza che poi sarebbe stata la Commissione Bilancio a togliere le castagne dal fuoco; il gruppo del Pd per mettere in imbarazzo il Pdl, accusandolo di non aver voluto calendarizzare il testo unificato addirittura nel mese di settembre. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Tra qualche giorno inizierà la sessione di bilancio che inibisce la discussione di altri provvedimenti di natura finanziaria. Così, o si riesce ad emendare la legge di stabilità d’intesa con il governo oppure di esodati si tornerà a parlare solo nella prossima legislatura, quando il nuovo esecutivo, qualunque esso sia, non potrà risolvere il problema con la bacchetta magica. Ciò premesso, il sig. Antonio e tanti come lui possono continuare a pensare che sia solo colpa mia. Ma disonesti sono loro, non io. 

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20 COMMENTS

  1. risposta al sig. Cazzola
    Quello che il sig. Cazzola non capisce è :
    1- i 30 miliardi sbandierati dalla Fornero non sono veritieri perchè calcolano un arco di tempo di 10 anni , quando in realtà la 5103 arriva al 2018
    2- l’arti.1 ( quello relativo alla possibilità di andare in pensione a 57/58 anni con 35 anni di contributi ma con la pensione calcolata col contributivo ) era stata una proposta della Fornero stessa; adesso non può rinfacciare che solo questa opzione costerebbe 17 miliardi : la voleva LEI !!!
    3- come fanno a dire che valeva 17 miliardi se ancora non sapevano chi l’avrebbe scelta ?
    4- le altre proposte contenute nella 5103 ( sempre facendo riferimento al 2018 ) costerebbero 5 miliardi e non 13 ( 30-17 )
    E adesso vediamo chi è il disonesto….

  2. articolo dell’on Cazzola in risposta ad Antonio
    Carissimo Onorevole è in grado di spiegarmi se la validità di un accordo collettivo dipende dalla sede in cui si firma o dalla legge ,la 223/91 in questo caso ,che gli da il crisma della legalità.Lei ha capito che mi riferisco al nuovo decreto che salvaguardia 55.000 esodati tra i quali ,secondo l’art 22 comma a ,quelli che pur essendo ancora al lavoro al 31 dic.2012 facevano parte di un accordo collettivo firmato “in sede governativa”.

  3. Forse io mi sbaglio ma sono
    Forse io mi sbaglio ma sono stati versati dalle ditte di appartenza un po di soldi probabilmente una parte dei contributi per mandare i dipendenti in mobilita .. ma veniamo alla parte che viene sbandierata sempre .. non ci sono soldi ! Porto ad esempio il mio caso lavoro dal 1973 in mobilita dal 2008 fino al maggio 2012 autorizzato ai versamenti volontari dal 2009 ebbene guardando sui dati in possesso dell INPS risulta che il montante dei contributi versati ammonta a + di 190.000 euro e non ci sono soldi…ma forse dovremmo denunciare chi li ha fatti sparire . un esodato deluso ….

  4. Onestà ed EQUITA’
    Nessuno è onesto, in quanto ognuno formula risposte in base alle sue esigenze, EQUITA’ è la strada che tutti vogliono percorrere, ma nessuno la intraprende. DA una parte perchè si lasciano fuori 260000 270000 persone senza pensione, senza lavoro e alla disperazione, dall’altra perchè si proprone una legge che in mancanza di fondi, non può essere portata avanti. L’alternativa che nessuno ha visto era di redistribuire i 9-10 miliardi di Euro, in modo da soddisfare tutti fino al raggiungimento della pensione, integrando anno per anno, con nuove disponibilità finanziarie il capitale iniziale: Mi spiego peggio: dando 1500 Euro a tutti da qui al 2019, fino al raggiungimento della finestra di accesso con la vecchia riforma si sarebbero salvati tutti con un costo approssimativo di 13 Miliardi (2013-2019). Ma sembra che i tecnici e i politici sanno trovare solamente la loro EQUITA’.

  5. Pensione
    Quelle nate nel ’52 con 32 anni e mezzo di contributi e che potevano accedere alla pensione di età nel 2012 con una finestra di 12 mesi, sono comprese o no nello studio di salvaguardia? Negli articoli, è menzionata solo la mobilità con accordi individuali o collettivi. Vorrei sapere che differenza passa fra disoccupazione ordinaria (che non mi dà neanche la contribuzione figurativa) e la mobilità? E’ forse una colpa avere lavorato in un’azienda con meno di 5 dipendenti che è stata messa in liquidazione nel novembre 2011 e che ha poi dichiarato fallimento?

    Il mio non è un commento. E’una domanda. Ho qualche speranza di percepire la pensione il 1° novembre 2013, come da precedente legge? Qualcuno mi risponda, se possibile.
    Risparmio la descrizione del mio stato d’ansia.
    Grazie.

  6. Pdl 5103
    Esimio On. Cazzola,

    ho appena letto la risposta pubblicata su “l’Occidentale orientamento quotidiano” che ha dato ad un commentatore della sua rubrica e mi sento di darle ragione nel momento in cui nella proposta di legge sono state inserite troppe cose da far sì che i costi per apportare le modifiche alla riforma della Ministra Fornero lieviterebbero di molto.
    Difatti con la reintroduzione del diritto alla pensione con 57/58 anni e 35 di contributi il sistema verrebbe gravato di un onere pesante che per dire il vero sarebbe di molto inferiore alla stima fatta, in quanto la proposta è fino al 2018. Io posso pure capire che non si vuole dare copertura a chi non ha mai versato un contributo (non capisco che senso ha farsi autorizzare per poi non versare) o a chi ha ripreso l’attività lavorativa (significa che lavora ed ha come sostegno un reddito), ma non capisco come si possa dire che chi ha fatto un accordo individuale o chi paga regolarmente i contributi volontari non è meritevole di salvaguardia. La informo che gran parte dei lavoratori che hanno sottoscritto accordi individuali (sottoscritti dietro forte pressione delle Aziende) ha ricevuto importi che ben che vada raggiungevano 80% delle retribuzioni spettante sino alla maturazione della pensione più l’importo (sempre in grosso difetto) per pagare i contributi mancanti. Come Lei può ben capire, gli importi ricevuti da lavoratori che in precedenza ha citato (con somme di 300.000/400.000 euro) non sono certo lavoratori normali ma bensì saranno dei dirigenti (in pratica mosche bianche). C’è inoltre da dire che chi come me, uscito dall’azienda il 31/12/2010 è incappato nella finestra voluta dall’allora Ministro Sacconi in quanto l’accordo con l’azienda era stato siglato a Marzo 2010 e non si è potuto più annullare e l’unico intervento dell’azienda per l’ulteriore attesa di un anno per avere la pensione è stato di 10.000 euro (in pratica poco più di 800 euro al mese). Quindi mi chiedo se secondo Lei esaurendo le esigue risorse disponibili fino al momento della maturazione della pensione(con la vecchia riforma), se un lavoratore non rientra nella salvaguardia come fa a dare sostegno alla famiglia (nel mio caso moglie più 2 figli maggiorenni tutti disoccupati) senza reddito e senza pensione per ulteriori 2 anni e mezzo ed in più dovendo pagare ulteriori 2 anni e mezzo di contributi (per me pari a euro 37,500)?
    Quindi condividendo alcune prese di posizioni su certe richieste inserite nalla proposta di legge la invito in maniera molto accorata a rivedere la posizione sia sui contributori volontari sia su chi ha firmato accordi individuali.
    Ringraziandola per l’attenzione prestatami, Le invio cordiali saluti.

    P.S. sarebbe di molto gradita una risposta.

  7. considerazioni non tecniche
    Ho letto, tutte le ragioni tecniche addotte dal signor Cazzola a discolpa di una sua presunta responsabilità sulla mancata prosecuzione dell’iter parlamentare del pdl 5103, che conosco bene e che seguo dal 7 agosto quando è stato votato all’unanimità dalla commissione lavoro.
    Vorrei porre qualche domanda:
    -Ha dimenticato il signor Cazzola che quando è stata varata l’ultima riforma pensionistica del governo berlusconi(finestra mobile, allungamento dei requisiti contributi+età ecc.ecc.)si era detto che il sistema pensionistico italiano era quello più sostenibile in ambito europeo fino al 2050?
    -La quantizzazione dei trenta miliardi di euro occorrenti per la pdl 5103 è stato fatta con la stessa meticolosa ed ineccepibile metodologia con la quale sono stati contati gli esodati/mobilitati,che nel corso della conta sono lievitati come il panettone prima 65000 poi 120000 ora 400000?
    -Ritiene lei, registrate le sue dichiarate umili origini, considerare giusta una riforma che costringe una persona dopo 36 anni di lavoro dell’età di 59 anni buttato fuori dal lavoro senza ormai nessun sostegno al reddito perchè finito, con la prospettiva – ante riforma- di andare in pesione nel giro di due anni e dirgli guarda abbiamo scherzato dovrai morire di fame ancora per otto anni?
    Quando va in parlamento se le ricordi le sue umili origini. cordiali saluti.

  8. 6 ANNI IN PIU’ PER LA VECCHIAIA DELLE DONNE!
    Sono disoccupata compio domani 58 anni, non vedevo l’ora (ahimé sì, non vedevo l’oa di invecchiare) di compierne 61 per tornare finalmente a disporre di un reddito (1000 euro circa, dopo 33 anni di contributi)perchè vivere in questa situazione provoca depressione, ansia e quello che sbrigativamente si dice mal di cuore; con la riforma Monti/Fornero non mi basteranno più i 61 anni ma ce ne vorranno 67. Non le aggiungo altro On. Cazzola, se lo immagini lei.

  9. PDL 5103 unificata
    all,onorevole cazzola voglio ricordare che la PROPOSTA DI LEGGE che introduce la possibilità di andare in pensione con 35 anni l’ha presentata Lui il 20 giugno 2012 (PDL 5300)ora fa finta di non ricordarla. Perchè?

  10. Riosta all’anonimo delle 13.27
    Non dimentico nulla, anche perche’ ho sddirittuare presentato un pdl a mia firma con quella proposta che intendeva trovare una soluzione di carattere strutturale al

    caso esodati. A prova della mia buona intenzione di risolvere il problema .
    se lei ha un po’ di onesta’ intellettuale riconoscera ‘ pero’ che i miei erano requositi piu’ severi di quelli entrati nel ac5103. E’ un conto poi prevedere una soluzione come ho fatto io o infilare tutto l’elenco del pdl Damiano. Poi anch’io posso sbagliare. E’ importante accettare di correggersi.
    Ad Antonio rispondero’ con piu’ calma.

  11. Non voglio ripetermi con le
    Non voglio ripetermi con le solite frasi, ripetute all’infinito e che non portano ad alcuna risposta ma vorrei chiederLe il motivo per il quale si parla di ESODATI, INDIVIDUI e NUMERI e MAI di contratti. Noi abbiamo tutti firmato un contratto regolare fra lavoratore-Azienda e Stato e, da dicembre scorso, tutti i nostri diritti sono stati calpestati ed ignorati. Non mi si dica che sono cambiati i requisiti, non esistono i fondi: noi non abbiamo alcuna colpa. Qualcosa non va? Rimandateci a lavorare. Qualche politico, alla domanda di diminuire la pensione che riceve, oltretutto, insieme con lo stipendio, rispondono che non è possibile, perchè è UN DIRITTO ACQUISITO. E il nostro contratto? Non è un diritto acquisito?
    Infine, nessuno dice cosa succederà agli esclusi della lotteria inventata dal governo: come vivranno?
    Nonostante la risposta avuta tempo fa (spero sia stata scritta da un segretario poco cortese): “VOI NON SIETE IL SALE DELLA VITA”, le auguro buon lavoro.

  12. Mi firmo solo col nome, on
    Mi firmo solo col nome, on Cazzola, come tanti di noi, non per vilta'(ecco perche’ non ci e’ precisamente simpatico..perche’ mai pensa alla vilta’?) ma per questioni di privacy. I fondi per mandarci tutti in pensione? Sembrate cascare dalle nuvole…e se abolissimo gran parte dei privilegi? E se tassassimo beni di lusso e grossi patrimoni? E se scavassimo a fondo sulla corruzione? No, vero?????? Non e’ quello che dite a darci tanto fastidio (anche!) ma l’arroganza con cui trattate il nostro problema dimenticandovi che non solo siamo persone ma sopratutto elettori, quelli che vi hanno permesso di starvene li al calduccio ad insultarci continuamente!

  13. Risposte
    Prima di rispondere, come promesso, ad Antonino, devo replicare a Giovanni di Imperia. Io non ho mai detto “voi non siete il sale della vita”. Posso aver usato delle altre parole, ma non mi ricordo di un’espressione che non mi e’ propria. In ogni caso, se ho usato quelle parole il responsabile sono solo io perché non mi faccio scrivere i discorsi dal mio assistente. Appartengo a quella generazione che i ddl, i discorsi e gli articoli se li scrive da sé. La sola cosa che affido al mio assistente, con precise direttive, sono le interrogazioni. E la tenuta del blog. Ciò detto veniamo ad Antonino e con lui ai tanti che dicono più o meno le stesse cose. Io ho criticato la riforma delle pensioni, con scritti ed interventi, proprio sul punto della mancanza di una adeguata fase di transizione e riconosco che la grande maggioranza degli esodati ha ragione di protestare e di chiedere di avere delle soluzioni ai loro problemi. Ma a ripetere mille volte al giorno queste considerazioni risolvo i guai di queste persone? Mi pare di no. Mi si rimprovera di fare dei discorsi tecnici. Rispondo che l’attività legislativa ha degli aspetti necessariamente tecnici che non possono essere elusi. Vediamo quali sono nel nostro caso come in tanti altri riguardanti progetti di legge che richiedono una copertura finanziaria. Quando questi passano dalla commissione di merito alla commissione bilancio, quest’ultima richiede una nota tecnica al ministero competente, il quale il più delle volte, se non è d’accordo, non la manda o la manda dopo tante sollecitazioni. Questa nota deve essere verificata dalla Ragioneria generale dello stato. Se la verifica negativamente il progetto è morto, deve essere cambiato altrimenti non può procedere. L’aula potrebbe anche impuntarsi, in teoria, e votare ugualmente il provvedimento, che però farebbe poca strada perché senza la bollinatura della Rgs il presidente della repubblica non lo promulgherebbe. Non perche ‘ e’ brutto e cattivo, ma perché glielo vieta la legge. Quanto ai dati dell’Inps e della Rgs, io posso pensare, come tanti di voi, che sono sovrastimati. Il fatto e’ che non si apre un dibattito in cui ognuno dice la sua, perché la rgs ha l’ultima e sola parola. Noi ci muoviamo in tale contesto. Ecco perché il 7 agosto mi sono dissociato, perché sapevo – come lo sapevano tutti – che saremmo arrivati a questo punto. Se tutto quanto ho scritto fino ad ora non teme smentite, mi domando e vi domando che cosa dovrei fare a favore della causa, oltre a lavorare per negoziare con il governo qualche allargamento della platea per gli anni più vicini? Delle false promesse? Io non sono abituato a prendere in giro le persone che hanno dei seri problemi. Penso che in questi casi il meglio sia nemico del bene. Ho addirittura presentato con la mia sola firma un ddl che, tra le altre cose, affrontava il problema dell’esodo con il calcolo contributivo. Nel 5103 lo hanno recepito con requisiti anagrafici molto meno severi dei miei e aggiungendovi un gran numero di deroghe. Sommando quindi la misura di carattere strutturale e quelle contingenti. Insomma, io avevo avvertito che il ddl 5103 sarebbe abortito. Purtroppo ho avuto ragione. Ma non basta avvertire che sta arrivando una valanga ed esserne responsabili se arriva. Poi come dice Forrest Gump su questo argomento non ho più nulla da dire.

  14. On.le, ho ancora la mail con
    On.le, ho ancora la mail con la frase riportata. Comunque non è questo il problema. Da ignorante, non capisco il motivo per il quale nessuno vuol parlare di contratti, quelli che il governo vorrebbe annullare, in merito agli esodati.
    Ho scritto a moltissimi politici, in merito a dove reperire il danaro occorrente per la salvaguardia degli esodati (voluti dalle aziende e Stato): basterebbe congelare le accise obsolete che gravano sulla benzina, ad esempio. Forse perchè sono il re degli ignoranti e faccio tutto semplice, ma credo che l’apertura del Canale di Suez, la guerra in Abissinia e quant’altro possano aspettare qualche anno (ma poi, i soldi andranno davvero a loro?).
    Ancora buon lavoro.

  15. Esodati e lavori usuranti
    Nei lavori usuranti della scorsa legislatura si era previsto che 5000 lavoratori potessero andare in pensione. A quanto pare attualmente solo 930 hanno usufruito di questo beneficio, perchè non si agevolava questa categoria con la deroga del 2012?
    Come mai dovrò prendere la buonuscita 27 mesi dopo avere lasciato il lavoro? Deputati e senatori ormai avete perso la vostra umanità, datevi da fare il prossimo ha bisogno di voi.

  16. PDL 5103 UNIFICATA
    Egregio On. Cazzola,
    sono l’anonimo (non vile)delle 13.27 del 15 Ottobre 2012.
    Ho letto la sua risposta a quanto da me obiettato, che mi spinge a chiederle in cosa ritiene di aver sbagliato (a presentare la PDL 5300?.
    Quanto ai contenuti dei commi 10-bis e 10-ter dell’art.1 della PDL 5103,non so chi, in commissione, abbia emendato i tempi da lei proposti, ma non mi pare che lo scostamento sia così catastrofico. Due rapidi conti mi portano a determinare un massimo di 2 anni rispetto a quelli da lei previsti.
    Onorevole, tale canale di pensiomamento, previsto come facoltativo da parte del(EX)lavoratore, per chi come me a quasi 57 anni di età, con oltre 35 anni di anzianità contributiva, in mobilità da oltre un anno e che non riesce a trovare più lavoro (la crisi) può rappresentare un’ancora di sopravvivenza in termini di reddito.
    Ma veramente crede che tutti i lavoratori opterebbero per tale pensionamento non avendone la necessità? (interamente calcolato con il metodo contributivo.)
    Tale Legge, essendo valida fino al 31/12/2017, (coincide manco a farlo apposta con questo periodo di crisi economica con conseguente aggravamento della disoccupazione)consentirebbe di muovere l’Economia perchè con quei quattro soldi di pensione la gente potrebbe spendere qualcosa.
    Un’ultima domanda voglio farle:
    – ma la Ragioneria dello Stato come ha determinato questi 30 miliardi di euro, forse pensando che tutti quanti i lavoratori (anche quelli in servizio)scapperebbero dal lavoro, così perdendo oltre il 30 % del proprio reddito?
    Spero mi risponda ancora, cordiali saluti.

  17. Se avessimo …
    …sviluppato in passato un sistema pensionistico differente non ci troveremmo ora così …. Ma non l’abbiamo fatto… Ringraziamo chi di dovere… C’è ne sono tanti (Damiano incluso). Iniziamo ora a pensare ad un qualcosa che non si basi solo sull’Inps…. Perche’ in futuro sarà ancora peggio……

  18. Modifica riforma delle pensioni ddl 5103 art. 1
    in merito alla proposta di Legge in oggetto, ho appreso dai mezzi di comunicazione che la stessa è stata rimandata alla Commissione Lavoro a causa degli elevati costi (30 miliardi).
    Mi chiedo perché si parla sempre e solo dei costi e mai dei risparmi che tale legge consentirebbe; mi riferisco in particolare all’art. 1, commi 10bis e 10 ter, sottolineando che il conseguimento della “pensione” in anticipo verrebbe compensato dal minore importo della stessa, in quanto il sistema contributivo è molto penalizzante rispetto al misto e soprattutto al retributivo. Quindi è vero che subito avrò un esborso notevole ma nel lungo periodo verrà assorbito dal sistema contributivo.
    Immagino che questa valutazione sia già stata fatta da Voi, ma non se ne è mai sentito parlare.
    In attesa di cortese riscontro, saluto cordialmente.
    Giancarlo

  19. Riforma pensioni
    Gentile Onorevole,
    Nessuno mi risponde (renzi, di pietro, damiano, ….). Vediamo se lei saprà dirmi dove sbaglio. Grazie e cordiali saluti

    Caro Sindaco,
    Non mi risponde nessuno, nemmeno l’onorevole Damiano (solo Luca Telese, ma non con le informazioni che chiedevo)

    Provo anche con lei (ricevo la sua eNews e simpatizzo), vediamo se riesce a spiegarmi. Recentemente anche sul Sole24, pure lei ha affermato che la proposta dell’on. Damiano, sarebbe costata 30 miliardi. Allora, siccome voi ne sapete decisamente più di me, sbaglio di certo. Ma vorrei che mi fosse spiegato e per spiegarlo, basterebbe un numerello, che se avrà la pazienza di andare avanti troverà in grassetto nel testo.

    Leggo sul sole24 che onorevole Damiano, giustamente, rimane allibito dalla non copertura finanziaria (dichiarata) della tutela degli esodati
    Afferma testuale: ” Nel Salva Italia è previsto un risparmio di 12 miliardi con la riforma delle pensioni, attacca, «ne sono stati spesi 9 per gli esodati, quindi ce ne sono almeno 3»
    Ecco, anche on.Damiano dà per buono che quella riforma abbia fatto risparmiare 12 miliardi (io ricordavo di avere sentito 15, credo di non sbagliare, ma poco importa)

    Adesso da più parti (bi-partisan, ed anche Lei sig.Sindaco) si dice che la proposta dell’onorevole Damiano, costerebbe 30 miliardi.
     
    Personalmente ho fatto un ragionamento (sbagliato di certo, ma vorrei sapere DOVE, e per saperlo non serve una risposta “politica”, serve un tecnico che esprima un numerello), dopodichè è questione di matematica elementare.
    Se però non fosse sbagliato saremmo di fronte ad una grande disinfomazione e mistificazione e politici, sindacati.
     
    Ecco il ragionamento:
     
    sono bugie o verità quelle dell’attuale Ministro del lavoro ? Ed il dubbio è vieppiù dubbio dopo le ultime sugli esodati
    Lei (tutti coloro a cui ho scritto ed adesso anche Lei sig.Sindaco di Firenze e caro Matteo) sa come si possa verificare la veritâ sui risparmi che la riforma delle pensioni ha portato all’Italia ? Se ricordo bene è stato detto essere 15 miliardi. Io prendo certamente una cantonata ma mi piacerebbe sapere (da chi puó arrivare a qualcuno che possa validare i dati, io non so come fare) se il mio ragionamento è corretto

    1. Supponendo che nei prossimi 5 anni (fino al 2017), siano 2 milioni (è il famoso “numerello”) i lavoratori dipendenti che avrebbero maturato i requisiti di 40 anni di anzianitá, dovendo questi lavorare invece fino a 42 anni piú 10 mesi, verseranno contributi per circa 3 anni aggiuntivi (2 anni e 10 mesi appunto) e non prenderanno la pensione per altrettanti. 
    2. Supponendo adesso per difetto una media di 1.000 euro di contributi mensili e 1.000 euro di assegno pensionistico, fanno 24.000 euro anno che per 3 anni diventano 72.000 euro per ogni lavoratore. 
    3. Se i lavoratori fossero 2 milioni, i risparmi dovuti a maggior introito (contributi) e minore uscite (assegni pensionistici) sarebbero pari a 144 miliardi. Ed ho fatto calcoli di minima !!  Dove sbaglio ?

    Vedo e sento da parte di tutti che ogni volta che si parla di risparmi, si rendicontano sempre le minori uscite ( nel mio ragionamento gli assegni pensionistici) e mai le entrate (nel mio caso, i contributi versati). Nessuna azienda vivrebbe di conto economico fatto di soli costi e non di fatturato (ma il sottosegretario Polillo recentemente così ragionava in TV), ma anche così, il mio ragionamento porterebbe a 72 miliardi: 5 volte i 15 dichiarati.

    Mi risponderà ?
     
    Grazie, mi scusi e cordiali saluti 

    PS: per correttezza Le dichiaro il mio conflitto di interessi: sono nato 1 maggio 1953 e a Febbraio/Marzo del 2014 compirò i 40 anni di anzianità lavorativa

    — 
    Giuseppe De Iaco

  20. Risposta a On. Cazzola
    Intanto sono abituato a firmarmi, mi dispiace che Lei se la sia presa per il tono che ho usato in merito al Dll Damiano/Esodati, capisce che restare a 60 anni in Cigs fino al 17 novembre e poi partire con la Mobilità da azienda in Concorgato Preventivo praticamnte cessata,senza aver avuto un colloquio di lavoro, con 30 anni di esperienza nella gestione del personale, con 38 anni di anzianità di servizio e senza prospettive di pensione, figuriamoci se non mi firmassi. Mi scuso ulteriormente con Lei ma non riesco a sopportare il fatto che il cosidetto governo dei tecnici abbia potuto fare Leggi in prospettiva ma che in questo momento non risolvono la situazione dei lavoratori specialmente ultracinquantenni. Non sopporto l’arroganza della Ministro Fornero che più di tutto vuole restare nella storia per aver fatto a suo dire la riforma delle pensioni e la riforma del lavoro, tutto affossando ulteriormente i cittadini disperati in questo momento da deserto dei Tartari. Avrei preferito che l’arrogante Prof.ssa Fornero (infatti ha fatto mea culpa) non avesse toccato le pensioni ma si fosse impegnata a rivedere la previdenza pubblica modificando il sistema a Ripartizione o addirittura privatizzandola come i Fondi Complementari. Ma forse, statisti veri non ci sono più e ci sono politici che per spirito di protagonismo inventano Leggi che soddisfano certi obiettivi pseudo Europei (qualcuno in Europa incomincia ad essere pessimista sulle manovre attuate), senza guardare la vita reale.
    Ecco caro On. Cazzola, il sig. Antonio Imbrici e famiglia da Como,con moglie altrettanto in Mobilità, Le ha spiegato la rabbia di questo momento, perchè si è trovato dopo 37 anni di lavoro continuo, senza lavoro, senza nessuna prospettiva e per questo che ha visto di buon occhio l’niziativa Dll Damiano ma poi essendo un tecnico del lavoro ha visto anche che con il sistema contributivo avrebbe fatto la fame e per questo non ci conta più.
    Sinceramente La saluto.
    Antonio Imbrici da Como

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