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Gli incontri del Melograno

Il capo della Polizia Manganelli: “Risultati eccellenti contro la mafia”

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“E’ un momento storico nella lotta alla criminalità nel nostro Paese. Ci sono aree che presentano criticità e sulle quali lo Stato sta mettendo in campo le migliori risorse”. Ad affermarlo il Prefetto Antonio Manganelli, Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, intervenuto a “Gli incontri del Melograno”, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Magna Carta presso la masseria “Il Melograno” di Monopoli (Bari). Manganelli ha parlato di sicurezza, di fronte ad un pubblico attento e interessato a un tema che coinvolge l’intera società civile.

Parlando della situazione in Puglia, “le criticità”, ha continuato Manganelli, “sono collegate alle faide che sono riesplose tra i clan e per questo stiamo istituendo un tavolo tecnico Bari-Foggia, un desk di interforze che vuole aggredire i patrimoni e strappare alla criminalità le sue risorse finanziarie. Sono fiducioso nelle azioni di contrasto che stiamo realizzando soprattutto in Puglia”. Illustrando i dati nazionali, ci sono stati “eccellenti risultati nella lotta alla mafia, che in questi ultimi anni hanno portato alla cattura di ben 26 su 30 dei maggiori latitanti del nostro Paese. In un anno poi, tra il 2009 e il 2010, sono stati sequestrati alle organizzazioni criminali 5miliardi e 800 milioni di euro e confiscati oltre 600 milioni di beni”.

Il tema sulla sicurezza è stato anche declinato rispetto alle varie tensioni sociali che vive il nostro Paese, per esempio il problema della tifoserie. Tra un po’ inizia il nuovo campionato di calcio ma che fino ha fatto la “tessera del tifoso”? “ Si tratta di uno strumento fortemente voluto dal ministro Maroni per porre un freno alla violenza negli stadi ma che è stato osteggiato da una parte consistente degli ultras. Negli ultimi 15 anni, durante le partite di calcio, ci sono stati 15 morti e nei 5 anni precedenti all’uccisione dell’agente Filippo Raciti abbiamo contato ben 8mila feriti di cui 6mila appartenenti alle forze di polizia. Nel campionato passato gli incidenti sono calati del 42%, ma questo non vuol dire che bisogna abbassare la vigilanza negli stadi. La tessera era un modo per fidelizzare il tifoso, invece è stata strumentalizzata proprio dai tifosi di professione che non hanno interesse alla sua applicazione. E’ stata persino definita come una schedatura. Ma non lo è già il biglietto nominativo?”.

Manganelli si è poi soffermato sullo stato di salute del nostro Paese e su cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni. “I reati sono in diminuzione, ma non diminuisce la paura che è collegata al disagio sociale, alle sacche di degrado e all’integrazione sociale – che coinvolge anche i problemi legati all’immigrazione. La crisi economica e le incertezze del mercato del lavoro ci rendono più fragili e più esposti al timore delle ‘aggressioni’. Quello che ci aspetta è strettamente collegato ai problemi sociali che comportano tensioni e prove di forza. E in questo la polizia e importante perché svolge un ruolo di garanzia dei diritti di tutti”.

Manganelli ha infine ricordato la sua  scelta di entrare in Polizia: “E’ stata una scelta di vita, voluta sin da quando ero liceale. Sono sempre stato una persona curiosa e a cui piace approfondire le cose. E’ stata quindi una scelta ‘di pancia e di cuore’ e non solo di testa. L’investigazione è la composizione lenta di un mosaico che si forma casella per casella. E’ un lavoro fatto di creatività e fantasia che non deve lasciare spazio all’istinto e ai pregiudizi”.
 

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