Il Carnevale (giudiziario) di Cesare Battisti
09 Febbraio 2012
Non bastava la beffa delle interviste dai toni vittimistici. O quella della mancata estradizione verso l’Italia. O peggio ancora quella della richiesta al presidente della Repubblica Napolitano di “avere una possibilità di difendersi” nel nostro Paese. Il ‘Cesare Battisti show’ continua.
Assieme ai carri e alle ballerine seminude con tanto di pennacchio in testa che sfilano per le strade di Rio de Janeiro ci sarà anche lui. L’ex terrorista rosso, che ha trovato rifugio in Brasile dopo essere stato condannato in contumacia all’ergastolo ha comunicato che parteciperà al Carnevale più famoso al mondo. A riferirlo è stato il quotidiano brasiliano O Globo, sottolineando che a invitare l’ex componente dei Pac è stato Francisco Ferreira, amico di Battisti e direttore del Cordão do bola preta, uno dei principali “blocos” che sfilano nella città carioca.
Il latitante più ricercato d’Italia deve aver trovato ghiottissima la richiesta, tant’è che si è affrettato a dichiarare ai giornali: “Chiaro che ci vado. Come puoi immaginare che non partecipi? E’ una festa che richiama due milioni di persone in strada”. Del resto, lui che rimarcava che la vita del latitante “è proprio una merda” –ipse dixit – avrà, così, trovato il modo per rendere almeno per qualche giorno la sua clandestinità meno grigia.
Un vecchio adagio dice che “a Carnevale ogni scherzo vale” e, in effetti, Battisti ha tirato l’ennesima beffa a noi italiani. Quest’anno, la celebre "parade" avrà un fantoccio in più. Morale della favola: la giustizia brasiliana, perlomeno quella applicata al caso-Battisti, è una grande pagliacciata.
