Home News “Il Carroccio decida con noi che fare, no ai loro aut aut”

"Era giusto non fare campagna né per l'astensione né per il no"

“Il Carroccio decida con noi che fare, no ai loro aut aut”

“Il referendum, strumento trasversale per eccellenza, non si presta a letture partitiche. Tantomeno a quelle del giorno dopo”. Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, lo mette in chiaro. Ma in vista della verifica di governo di martedì, lancia un messaggio al Carroccio: bisogna “decidere assieme” e subito come ripartire, senza “aut aut”: “Il Pdl non può aspettare Pontida per prendere atto delle decisioni della Lega”.

Partiamo dai quesiti: per voi una bocciatura solenne.

“Hanno avuto un esito chiaro. Ma io non cambio idea: due erano superflui. Sul nucleare il governo aveva sostanzialmente già accolto le richieste dei referendari, sul legittimo impedimento anch'io avrei potuto votare sì: la legge era ormai completamente svuotata, una sorta di emendamento al codice di procedura penale, tra sette mesi sarebbe scaduta”.

E sull'acqua?

“Qui in effetti c'è stata una inversione del senso comune in senso anticapitalistico, una sorta di prevenzione nei confronti del mercato. Il rischio è che rinascano i servizi pubblici locali secondo vecchie logiche che faticosamente si era cercato di superare. Il centrodestra prenda atto della volontà popolare, ma senza abdicare alla volontà di affermare un proprio senso comune alternativo”.

Berlusconi e Bossi avevano consigliato di disertare le urne, inutilmente: hanno perso il loro tradizionale fiuto politico?

“Berlusconi ha condiviso l'idea per cui — visti i tempi con cui si è svolta la dinamica referendaria, la decisione in extremis della Cassazione — era giusto non fare né campagna per l'astensione né per il no. Ma alla fine ha risposto a una domanda e ha detto che lui, come cittadino, non avrebbe votato”.

Ha sbagliato?

“Ci ha messo la faccia, è una sua caratteristica anche umana. Meglio di Bersani, che prima dice che il referendum non ha valore politico poi, dopo il quorum, chiede le dimissioni del premier”.

E' la seconda volta che Berlusconi ci mette la faccia e perdete. Che significa?

“Che in tutto il mondo, in una situazione economica così difficile, i governi sono penalizzati, e chi è alla guida è plasticamente svantaggiato anche dal punto di vista personale. Tanto più se è esposto, per la propria attività governativa e per quello che subisce a livello giudiziario, ad attacchi pesantissimi”.

Zapatero ha perso, ma ha già indicato il suo successore. Perché con Berlusconi non è possibile nemmeno aprire la discussione?

“Nella vita politica normale ogni cosa ha un inizio e una fine, ma i partiti fanno le proprie scelte nelle sedi opportune attraverso la propria classe dirigente. Non è possibile che tutto ruoti sempre e solo sulla richiesta di dimissioni di Berlusconi. Se ci si basasse sulla popolarità del momento, dominerebbe la demagogia”.

Ma nel frattempo la maggioranza traballa: si può spezzare l'asse con la Lega?

“In questi giorni che mancano alla verifica dovremo stabilire, assieme alla Lega, quali sono le scelte di politica economica che tutto l'esecutivo può assumere, e attorno ad esse costruire unità di intenti tra partiti e nei partiti per rilanciare la nostra azione”.

Cioè non vi farete dettare le condizioni da Pontida?

“Ci siamo sempre assunti assieme le responsabilità. Come la Lega non può prendere atto delle decisioni del Pdl, così non si può certo pretendere che noi aspettiamo Pontida per prendere atto delle loro...”.

Ma è ancora possibile uscire dalla tenaglia del “tagliare subito le tasse” di Maroni e del “calma e gesso” di Tremonti?

“Si deve. E' necessario coniugare crescita e stabilità, il problema è trovare il come. Il governo ha sempre retto perché reggevano gli assi, tutti, su cui si basava e non si ponevano aut aut. Questa resta l'unica strada possibile per andare avanti”.

(Tratto da Corriere della Sera)

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1 COMMENT

  1. A me sembra che gli
    A me sembra che gli elettori,della Lega non so,stiano aspettando i comodi del pdl.Fra una elezione e l’altra,una verifica e l’altra,non combina un tubo.Se non disastri,come l’infamia della Libia.Quindi meno arroganza,che proprio non è il caso.Ma i cervelloni,si fa per dire,del pdl,si rendono conto di quanto molti loro elettori siano stufi?Anche una riforma fondamentale,per le democrazia e l’economia,come quella della giustizia,è ormai percepita da tanti,come un fatto personale di Berlusconi.Grazie ad anni di polemiche sul nulla,visto che ancora non si è presentato un rigo di proposta di legge.Roba da guinness.Ed anche Berlusconi rifletta con un pò di umiltà.Non basta dare pacche sulle spalle o dire ad ognuno quello che vuol sentire o mettere due davanti alle telecamere,per essere statisti ed avere un ruolo reale.Ed infatti l’Italia,al di là delle balle,non la fila nessuno,Brasile docet.

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