Il Cav. a Porta a Porta parla di Veronica ma non troppo

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Il Cav. a Porta a Porta parla di Veronica ma non troppo

05 Maggio 2009

L’avvio della performance di Berlusconi a Porta a Porta sembrava più che una confessione a cuore aperto, una perfetta operazione di marketing politico e commerciale. Giacca blu, cravatta a pois, appunti in mano, stile inappuntabile, una platea “amica”, quella in cui il presidente del Consiglio probabilmente si sente più a casa. Fin dall’inizio era chiaro a tutti che il colpo ad effetto che ci si aspettava dal Cav. per riconquistare Veronica, nel salotto di Vespa non sarebbe mai arrivato. E per fortuna.

Berlusconi non era certamente lì per parlare del suo privato – lo stile da “campagna elettorale” sfoggiato per l’occasione lo ha chiarito da subito – ma per parlare del suo primo anno di governo, dell’emergenza terremoto,  per fare, perché no, un po’ di pubblicità ad una rivista della Mondadori e anche, questo sì, per fugare in ogni modo qualsiasi dubbio in merito alle imbarazzanti questioni in cui è stato coinvolto nelle scorse settimane. “Sono stato accusato di cose assolutamente false dalla sinistra e dalla stampa di sinistra che non riesce ad accettare la mia popolarità”, ha attaccato il premier. “La sinistra ha alimentato queste falsità che si fondano su calunnie. Le veline sono inesistenti. È assolutamente una falsità quella che si dice”, ha ribadito. Così anche su Noemi, la diciottenne napoletana che lo chiama “papi”: “Repubblica  ha fatto un titolo in cui si sottintendeva una mia frequentazione con una ragazza che compiva quel giorno 18 anni e quindi, fino a quel momento, era minorenne. È tutta una menzogna”, ha chiosato Berlusconi.

Insomma, chi si aspettava di vedere il premier cedere al lato sentimentale di tutta questa storia – tranne un paio di passaggi su figli e nipote – è rimasto a dir poco deluso. Ma poco importa. Perché calato il sipario sulle storie sentimentali del Cav. solo un dato conterà veramente e cioè che agli italiani della vicenda personale di Berlusconi non gliene importa proprio nulla. A certificarlo, suo malgrado, e praticamente in contemporanea con la trasmissione di Vespa, è stato Nando Pagnoncelli, il sondaggista di Ballarò. Secondo i dati resi pubblici da Floris nel corso della sua trasmissione, infatti, l’84 per cento delle persone intervistate da Pagnoncelli non ha cambiato la sua opinione su Berlusconi nell’ultima settimana; nel 71 per cento dei casi la storia del divorzio da Veronica non ha cambiato in nulla le intenzioni di voto degli italiani; e il 40 per cento del campione interpellato (un più 0,5 per cento rispetto a due settimane fa) alle prossime Europee voterebbe Pdl. Al Cav. per ora interessa questo. Il resto va in onda a telecamere spente.