Il Cav. alla conquista di Facebook e l’unità del Centrodestra
20 Agosto 2013
di Ronin
Dopo il post su Facebook di Silvio Berlusconi, "Io resisto! non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra", sembrerebbe che qualcuno nel Pdl voglia alzare un muro dentro le larghe intese più alto di quello che c’è già. Il tema è sempre il voto sulla decadenza del Cav. previsto a settembre: se il Pd farà la scelta fatale, il tavolo del governo verrà spazzato via in un istante.
Ma rileggiamo il post pubblicato dal Cav.: "Farò sino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani", c’è scritto, "Prepariamoci al meglio". Tenendo conto che siamo al lancio della nuova campagna sul web, non sembrano le parole di un incendiario.
Sappiamo che il Pdl sta attraversando un fase delicata, contraddistinta, ancora una volta, dal tentativo di eliminare il suo leader per via giudiziaria. Non c’è dubbio che il problema dell’uso politico della giustizia resti un tema aperto e né Napolitano, né Letta possono esimersi dall’affrontare la crisi istituzionale che si è aperta, riconoscendo al Pdl e al suo leader uno spazio di manovra politico. Per cui serve mobilitarsi, far sentire le proprie ragioni, ma in in un’ottica di dialogo istituzionale.
Questa via stretta del comune riconoscimento dovrebbe avvenire senza "rese dei conti interne" al Pdl, ammonisce il senatore Maurizio Sacconi, senza rinunciare alla vocazione maggioritaria del popolo dei moderati, senza aventini troppo repentini, senza restare intrappolati nella irrazionalità dell’antipolitica. Il Pdl per storia, forza e tradizione di governo, non ha bisogno di scorciatoie per guadagnare consenso ed ottenere quello che gli spetta.
