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Serve un patto tra i partiti che appoggiano Monti

Il Cav. non è ancora tornato sulla scena e già si attiva la macchina del fango

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C’era d’aspettarselo. Silvio Berlusconi  ha rimesso un piede nel campo della politica e subito si è riattivata la <macchina del fango> che, negli ultimi mesi, stazionava con il motore al minimo.  Ormai è chiaro. I pm d’antan in Italia sono come gli ayatollah in Iran: si sono attribuiti il diritto di decidere non solo chi possa governare ma anche chi sia legittimato a fare politica.

Sostenere che Dell’Utri  abbia estorto alcunché a Silvio Berlusconi, su di uno sfondo in cui compaiono rapporti con ambienti mafiosi e creazione di fondi esteri, significa aver aperto un nuovo capitolo giudiziario destinato ad accompagnare il Cavaliere per almeno un altro decennio. Non a caso Berlusconi sembra aver innestato la retromarcia rispetto ai bellicosi progetti di alcune settimane or sono. Eppure l’ex premier avrebbe il diritto di verificare se davvero gli italiani hanno condiviso la congiura che ha portato alla caduta del suo Governo. 

Indubbiamente, proprio un anno fa, l’esecutivo del Cav aveva sbagliato la manovra economica. E’ troppo facile incolpare di ciò il solo Giulio Tremonti, il quale era stato costretto ad impostare un’operazione che mediava tra  linee tra loro incompatibili (il risanamento e la diminuzione della pressione fiscale). E’ un fatto però che gli osservatori internazionali non avevano creduto in quell’impianto (che tra l’altro spostava l’obiettivo del pareggio  di bilancio nella prossima legislatura); ed è altrettanto vero che, nel mese di agosto, il Governo non era stato in grado di apportare  adeguate, sufficienti e tempestive correzioni nel segno delle indicazioni contenute nella lettera della Bce del 5 agosto.

Ma il Circo Barnum delle lobby internazionali, dei grandi quotidiani (patrocinatori del <grillismo>) e delle consorterie europee non esitarono ad individuare nella persona di Silvio Berlusconi l’untore del contagio, imponendogli, con una campagna forsennata,  di compiere un passo indietro benché disponesse ancora di un’esile maggioranza in Parlamento. Ma quando tutti dicono ad una persona che è lui la causa dei mali del suo Paese è umano che prima o poi la stessa finisca, responsabilmente,  per convincersene.  Del resto, il Governo Berlusconi e la sua maggioranza non sarebbero stati in grado di reggere la tempesta politica-mediatica-sindacale che si sarebbe scatenata in questi ultimi sei mesi in maniera assolutamente strumentale quando fosse maturata le necessità di adottare quelle misure severe e difficili che Monti ha potuto assumere quasi senza colpo ferire, pur commettendo degli errori importanti (si veda il caso dei c.d. esodati). Ma è inutile piangere sul latte versato o custodire gelosamente – lo fa un ampio settore del Pdl – un perenne sentimento di acredine e di ritorsione nei confronti dell’attuale Governo, quando ormai tutti si sono accorti che, se Monti provasse a camminare sull’acqua, dovrebbe soltanto dar prova di saper nuotare.

Ebbene, oggi, ad un anno di distanza da quella terribile estate del 2011, ci accorgiamo che, nel frattempo, è capitato di tutto ma non è cambiato nulla. Troppi  tentativi di aggiustare le cose – da ultimo nel vertice Ue del 28-29 giugno -  sono durati lo spazio di un mattino; lo spread sui Bund viaggia a livello dei 500 punti; il pil presenta un segno negativo di oltre 2 punti; il Tesoro annulla l’asta dei titoli di Stato del 14 agosto, i cui tassi sfiorano ormai la soglia della insostenibilità. Per quanto il Governo si ostini a negarlo, nel mese prossimo possiamo aspettarci di tutto, compreso l’intervento del Fondo Salva Stati con annesso commissariamento da parte della Trojka (diciamola tutta la verità !).

Se la memoria non ci fa difetto nei giorni tristi che precedettero e seguirono il G 20 di Cannes (dove Berlusconi andò senza portare seco - e non per sua responsabilità -  il decreto che i partner si aspettavano) si parlò della possibilità di un consistente prestito all’Italia da parte del Fmi, che venne rifiutato per non rinunciare alla sovranità nazionale (lo stesso sgangherato argomento usato la settimana scorsa da quanti, alla Camera, hanno votato contro la ratifica del fiscal compact). Viene da chiedersi – anche sulla base dell’esperienza greca – se non sia stato un errore rifiutare quell’opportunità che, un anno fa, avrebbe avuto dei costi –  politici ed economici – meno pesanti di quelli che sarebbero necessari oggi.

Ma, detto  in confidenza tra di noi, gli investitori internazionali possono avere fiducia in un Paese che non sa ancora con quale legge elettorale voterà l’anno prossimo, che rischia di avere, in Parlamento, un happening di forze politiche, non solo eccentriche, ma ostili  anche alla disciplina della Ue e delle Autorità internazionali, che considerano possibile un’alternativa ad una linea di rigore, purchè in cambio sia spogliato, a colpi di illusorie imposte patrimoniali, un manipolo di riccastri ?  Il male dell’Europa sta nel suo modello sociale. E tutti ne siamo protagonisti e partecipi. Così, alla fine,  l’unico modo per sopravvivere è quello di stringere un patto tra le forze politiche che sostengono l’attuale Governo, impegnandosi a governare insieme, se gli elettori lo confermeranno,  fino alla conclusione dell’emergenza. Se mai conclusione vi sarà. Noi ne dubitiamo. La Vecchia Europa sta uscendo di scena.
 

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19 COMMENTS

  1. Stupefacente
    Non se la prenda l’autore di questo articolo se mi prendo la briga di chiedere il tipo dello stupefacente di cui fa uso e possibilmente del rivenditore che glielo fornisce in modo da evitarlo accuratamente.
    Un pezzo che sembra partorito durante una crisi di sdoppiamento di identità, degna di un dott. Hide o di monsieur Opal.
    Dapprima osserviamo il signor Giuliano schierato nei ranghi di mister B., un personaggio che anche solo per la sua vetusta età (vissuta a suon di barzellett, ritrattazioni e e prese per il culo da mezzo mondo) andrebbe tenuto fuori da qualunque discussione politica, non dico da eventuali candidature. Invece il Cazzola ripertica “la macchina del fango”, la stessa per altro usata dal Silvio nostrano nei confronti di giudici e magistrati, col risultato di costruire in un ventennio la attuale crisi di valori, di legalità nonché il diffuso senso di impunità del quale francamente avevamo bisogno zero.
    Dopodiché ecco l’analisi economica, nella quale ill Cazzola ci si dimentica sul più bello della “latitanza” dai problemi del nosstro paese del suo simpaticissimo “patron”, nonché della mancata meravigliosa iinnovazione rispetto alla politica dei politicanti che l’Italia abboccona e ovina aveva creduto di meritare votando un simile menefreghista, sempre impegnato a farsi gli affarii propri, o in alternativa, il sederino di qualche simpatica minorenne.
    Aggiunge poi anche qualche proposizione di compatimento per il povero expremier che viene, chissàper quale assurdo motivo, fatto passare per la vittima sacrificale. Poverino, sospirerebbe il marziano che si affacciasse sulla Terra e gli toccasse interpretarla attraverso la prosa illuminata del nostro (anzi, vostro, abbia pazienza).

    Mi chiedo Cazzola, quanti anni ha lei? Dove vive? Chi le ispira questi punti di vista deliranti? Uno spacciatore? Che te fumi, direbbero a Roma?
    Saluti
    Claudio

  2. E si riattiva anche la dragafanghi!
    No, signor Cazzola, questo articolo oscilla tra il ridicolo ed il patetico. Ma ci tocca ancora sentire difese in favore di berlusconi??? Levate di scudi contro la macchina del fango che avrebbe tirato giù il “povero” cavaliere? Ma siamo proprio alla frutta. Una generazione di politici da spazzare via, senza esitazioni, e voi state a difendere colui che ci ha fatti diventare lo zimbello del pianeta? Assurdo… berlusclown ha 75 anni, è stato ridicolizzato dal mondo intero (da quello politico non ne parliamo), ha trasformato il parlamento in un covo di loschi individui, indagati, condannati e letterine varie, e ora divremmo riesumarlo???Vogliamo aria nuova, non minestre riscaldate… Ma ci faccia il piacere…

  3. Complimenti a Claudio e Aldo
    La lettura dei commenti di Claudio e Aldo mette davvero il buonumore. Come sia possibile che si possano scrivere tali (sgrammaticate) cose è per me impensabile. A possibile discolpa del primo abbiamo l’implicita ammissione di use di sostanze stupidofacenti, resa quasi certa dalla fumosità dei ragionamenti. Il secondo, pur divertente, è un banale fan della curva sinistra che vuole aria nuova. Ovviamente, quando parlano Bersani, Vendola o D’Alema lui sente la freschezza di aria alla menta piperita e vede specchiati, integerrimi e generosi statisti.

  4. @Aldo e Claudio
    Complimenti. Ve la siete proprio assorbita tutta la brodaglia che il quotidiano fogna (ed i suoi malmostosissimi scherani) vi ha insufflato nel cervello per venti anni. Le scempiaggini moralistiche che adesso ripetete come automi sono state l’oppio con cui hanno arpionato i vostri cervelli trascinandoli nello stesso fango con il quale hanno voluto ricoprire Berlusconi, chi lo ha votato e, con loro, l’intero Paese. Hanno seppellito la democrazia sotto decine di inchieste farsa e sotto lo scandalo incostituzionale di un governo di nominati, perché per vent’anni gli italiani (raziocinanti) hanno dimostrato di non volere al potere politicanti eterodiretti da minoranze interessate a spartirsi il Paese. Chi ha votato per un folle outsider, ha cercato di salvare l’Italia e la libertà. Voi vi siete fatti ipnotizzare da una cricca di politicanti falliti, di sindacalisti arricchiti e da un misero sottoprodotto editoriale, destinato a palati facili in cerca di zuccherini finto intellettuali in fetide edicole di stazione. Avete venduto l’anima a chi questo Paese lo vuole ai propri piedi in cambio di un welfare indecente, infida esca che nasconde da sempre l’amo della crisi che sta dilaniando le carni di noi tutti.

  5. Mentre leggevo avevo voglia
    Mentre leggevo avevo voglia di commentare con astio il delirante articolo, poi però ho visto i commenti di Claudio e Aldo, che condivido in pieno, e mi sono calmato.
    Se continuano queste analisi, è sacrosanto che i mercati (che non sono cattivi e maledetti, ma semplicemente valutano i propri investimenti in base alle prospettive future e si lamentano se chi ha dei debiti non riesce a ripagarli, pensa che cattivoni) puniscano l’intera nazione italiana, in cui ancora non ci si rende conto che servono RIFORME vere che, tuttora, vengono ostacolate in Parlamento dagli stessi cialtroni che ci sono stati per vent’anni, Monti o non Monti.
    Ancora stiamo con la magistratura, ma dico, un giornalista come Cazzola li legge i pezzi dei suoi colleghi stranieri sull’Italia?

  6. Dopo aver letto le invettive
    Dopo aver letto le invettive di Claudio e’ mia premura far sapere ai lettori che non bevo alcolici e non fumo. Non avendo mai avuto, poi, alcuna frequentazione neppure con gli spinelli non sono in grado di segnalargli il nome di un fornitore. Mi pare comunque che Claudio non abbia bisogno di indicazioni e sia in grado di arrangiarsi da solo.

  7. giornalisti stranieri
    ancora con la leggenda (nera) dei giornalisti stranieri?!?
    ma da dove fanno copia/incolla questi “mitici” giornalisti stranieri? hai mai visto un “giornalista straniero” fare delle interviste o onchieste per strada? hai mai provato a frequentarne uno per più di qualche minuto? prova a viverci a contatto per mesi e poi ne riparliamo…
    e poi che razza di società è quella che si fa decidere da chi deve essere governata dai giornailisti di un periodico economico ???
    altro che fumarsi troppa “robba”…qui vengono dubbi anche sulla presenza dei famigerati due neuroni che vagano nel cranio

  8. Caro Leo, non si tratta di
    Caro Leo, non si tratta di “far decidere a giornalisti stranieri chi debba governare”, questa fissa delle influenze esterne sui governanti è chiaramente figlia delle manie che l’articolo di Cazzola ben rappresenta. Semplicemente, se ci si aprisse ad un dibattito internazionale si capirebbe come, agli occhi di coloro che hanno vissuto e vivono delle vere democrazie LIBERALI (termine questo che Silvio e il Pdl non sanno nemmeno come si scriva) il Nostro appaia come un emerito cialtrone. Bisogna fare i sondaggi per strada per capire che in un paese dove non si riesce a far passare una norma per la vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie è un paese bloccato, illiberale e quant’altro?
    P.S. La storia dei neuroni mancanti la vada a dire a qualcun altro, non mi sembra di aver offeso nessuno.

  9. Non solo le “veline” (migliori però) di Silvio
    Ricordo quando Tana de Zulueta veniva presentata in TV sic et simpliciter come corrispondente di un’autorevole testata straniera. Un liberale non è incline a presentare come dominante il proprio punto di vista, non fa gran uso di censure e filtri (a volte neanche di fronte alla cattiva educazione), non ha vocazioni prevaricanti. Può capitare che il confronto delle idee sconfini nella stucchevole propaganda, a volte pare perfino organizzata. Non nascondiamoci che essere liberali ha a che fare con il lusso: c’è un prezzo da pagare. Vorremo pensare che di una cosa così inestimabile come la libertà si possa godere gratis? Internet è grande occasione di informazione e di disinformazione, specchio di libera opinione non privo di amplificazioni deformanti; ad esempio ora lo capiscono tutti che ha potenzialità sterminata per valorizzare e ingigantire le militanze. Vi è mai capitato ai bei tempi di cascare sui commenti al blog di Yoani Sanchez de “la Stampa”?

  10. varie considerazioni
    L’esistenza di una “macchina del fango” potrebbe anche essere vera. E la sinistra italiana, moralista e criminalizzante, non è estranea a questa attività, di cui ha propaggini anche all’estero. C’è da vedere però a chi giova una cosa del genere. A chi (e a cosa) serve una esasperazione berlusconiani-antiberlusconiani? La verità è che questa delirante dicotomia serve a deviare l’attenzione dai problemi reali ed è utile solo a Berlusconi e alla sinistra più giustizialista: due gruppi di potere che combattendosi esteriormente si alimentano a vicenda, che si sorreggono legittimandosi reciprocamente. E questo è un dato di fatto, basta vedere cosa è successo in questi 20 anni: secondo voi c’è una destra normale in Italia? E c’è una sinistra normale? Non entro nel merito dell’articolo ma mi unisco all’auspicio finale, integrandolo. Spero in un Monti-bis, visto che qualcosa di destra, qualcosa di liberista, con Monti è stato fatto. (A proposito di veri liberisti: il Giornale di oggi difende a spada tratta gli statali… il quotidiano di Berlusconi è molto liberista, vero?)

  11. Mi scambiate per uno di
    Mi scambiate per uno di sinistra perché siete “ipnotizzati” dall’ovvietà, invece io sono uno che Berlusconi, all’inizio, lo aveva pure votato, poi visto cosa ha combinato negli anni e come ci ha ridotto e quanto ridicolo e patetico sia stato ogni suo movimento mi sono pentito amaramente. Se leggete bene il mio commento, parlo di “Classe politica da spazzare via”, tutta intera, da Storace a Vendola. Sono ridicoli, quando non sono criminali. Per “aria nuova” intendo davvero aria nuova, quindi mi unirò ai pochi gatti che voteranno per il M5stelle, almeno al prossimo giro elettorale, non foss’altro che per infastidire il carrozzone politico attuale… Per il resto, vi faccio notare che lo spread è tornato a livelli insostenibili appena berlusclown ha detto: “mi ricandido”…

  12. sì, ma
    sarebbe bastato citare le date per dimostrare che la ri-ri-ridiscesa in campo del nostro Peròn della mutua è successiva al rinvio di dell’Utro,

  13. E’indubbio che Berlusconi ha
    E’indubbio che Berlusconi ha pesantemente fallito.
    E’ altrettanto indubbio che all’indomani della vittoria delle elezioni del 2008 si è attivata una ben oleata ed efficiente componente mediatico-politica, che avvalendosi anche di alcuni “utili idioti”, ha operato scientemente per impedire all’allora premier di poter governare. E una ben riuscita quotidiana”caccia all’uomo” mediatica, favorita dagli indubbi limiti dellex premier, ha raggiunto l’obbiettivo. E nel far questo non si è curata di far ulteriori danni al paese.

  14. Sono d’accordo
    Sono d’accordo con ager e trovo proccupante che quello che ha in poche parole descritto(e pure presente in buona parte dell’articolo)non sia condiviso da tutti,tanto è evidente.
    E’ evidente che questa “caccia all’uomo”,confermata peraltro involontariamente(?)anche da D’Alema,ha provocato gravissimi danni all’Italia intera più che a B.
    Ma il peggio,a mio parere, è che è stata ed è condotta anche grazie a due categorie di cui il cittadino si dovrebbe poter fidare; cioè Informazione e Magistratura.

  15. …che noia…
    …tutti adosso a Berlusconi…che noia! Mettiamola così: chi è l’alternativa vera a B.? Alfano, il bravo ragazzo che non incide? Montezemolo, l’eterno prudente? O i personaggi della prima repubblica (Casini, Fini, D’Alema, Bersani, Napolitano, etc). La seconda repubblica ha fallito? Ovvio si gioca ancora la partita con le regole della prima. L’alternativa al sistema non è Grillo (non riescono a fare una giunta, mettono insieme tutto e il contrario di tutto e già litigano prima di cominciare…), ma piaccia o no rimane B. Perchè è l’unico che che ha la libertà di risorse e tempo per non dipendere dal sistema, potrebbe andare in vacanza per l’eternità con i soldi che ha. Se si trova un personaggio che possa guidare il centro destra con le stesse cartteristiche ben venga, ma non se ne vedono all’orizzonte. Madama la Spread è a 540…ma non era colpa di B.?

  16. Vista da un fan di Silvio
    Scrivo ancora.Sempre scrivo per cambiare il mondo. D’accordo, si punta l’indice sul fallimento pesante di Berlusconi ma al tempo stesso non si deve prender atto con disincanto passivo della macchina mediatico-politica, degli utili idioti, come osserva l’egregio ager 25/07/12 07:39, il quale forse sottovaluta l’apporto combinato degli apparati giudiziario, istituzionale, para istituzionale… insomma tutta questa roba che talvolta – con brevità sbrigativa – si chiama “sistema”. Ne va del nostro futuro. Contro questo sistema si gioca la partita di Berlusconi, che è la stessa che gioca l’Italia che vorrebbe modernizzarsi e competere (mi sembra ovvio che è la parte dove sto io, ça va sans dire ! ); in questa partita, abbiamo chiaro da che parte stiamo noi e da che parte altri? Nonostante i suoi “indubbi limiti” (limiti a paragone di chi? Reagan? Thatcher? Aznar? Bersani? Casini? Vendola?) Berlusconi regge questa partita da tanto tempo, con l’aiuto – davvero risolutivo – di sodali spesso molli, poco convinti, poco convincenti (a volte poco distinguibili dagli avversari). Molti sempre i voti ricevuti, spesso maggioritari, ma il sistema riesce ad ammutolirli e devitalizzarli tanto da porre perfino in subordine – mi pare ora in modo non più strisciante – la loro legittimante sovranità a fronte degli emergenziali frangenti. Serve la persona per catalizzare le energìe e raccoglierle (chi altri?) e serve un quadro ben diverso di regole del gioco: condizioni necessarie, non si sa se sufficienti. Invece magari – in continuità e armonia con mani pulite e simili operazioni sempre di risultato assicurato per chi le ha impostate – ci sarà soltanto una bella vasta e mirata pulizia etnica di quanti danno fastidio. Però mi rendo conto: se Berlusconi in sintesi prodigiosa è un ipnotizzatore prosseneta inetto mafioso ladro rincoglionito ridicolo e altro ancora di quanto più miserabile, be’ allora… di che cosa parliamo? Peraltro non voglio pensare agli inni che si scioglierebbero di nuovo – in caso di urne favorevoli al “sistema” – alla saggezza del popolo ed alla sacralità del suo voto. A me è bastato il subisso d’incenso mefitico – gli ha dato alla testa? – profuso per un Monti qualunque (qualunque si può dirlo?). Con perseveranza, da vent’anni si vuole Berlusconi in manette, neutralizzato e punito, ancora meglio che a elemosinare sui marciapiedi; sarà per amore d’Italia e di giustizia.

  17. Lo spread è risalito appena
    Lo spread è risalito appena Berlusclown ha annunciato la sua ri-ri-ri-ricandidatura…

  18. Io non sono un fan di Berlusconi…
    …ma non sono (e non mi interessa per nulla essere) un suo detrattore; sono semplicemente uno che è stufo che si parli nella politica italiana continuamente solo (o soprattutto) di questo signore; sono annoiato del fatto che ancora dopo vent’anni la politica italiana non riesca a trovare nuovi personaggi e rinnovate prospettive politiche di cui parlare. No, sempre e solo di lui dobbiamo parlare. Non se può davvero più, eppure l’intervento di vanni mi impone ancora, mio malgrado, di dire qualcosa. Berlusconi uomo antisistema e contro la macchina mediatico-politica?? Ma di che stiamo parlando?? Si può dire tutto e il contrario di tutto del Cav, ma come non notare che è stato sempre uomo del “sistema”, come imprenditore di successo, ma sempre vicinissimo alla politica e al “potere” nella prima repubblica e poi inventore di una seconda repubblica dominata e condizionata dal suo personale sistema mediatico-politico che ha catalizzato davvero tanti “inutili idioti” (ex democristiani, socialisti, radicali, addirittura ex comunisti, i pochi liberali sono stati i primi a scappare…) e questa potente macchina è stata capace di adunare nelle piazze folle oceaniche, ha fatto vincere (o fatto perdere di poco) elezioni e ha portato più volte il Cav a fare il capo del governo e contemporaneamente gli ha consentito di conservare televisioni, giornali, assicurazioni…ma d’altro canto la personalità dell’uomo non ammetteva mezze misure per cui o si era con lui o contro di lui e, così, se non favorevoli a lui e al suo sistema (o se a un certo punto disillusi) ci siamo trovati tutti raggruppati nell’altro sistema, quello delle istituzioni ingessate (quando non c’è lui o uomini suoi), quello dei giornali che sparlano di lui (perché invece i suoi giornali hanno trattano con i guanti bianchi gli avversari…), quello delle toghe rosse (mentre ancora non abbiamo capito invece di che colore sono le tante toghe che invece lo hanno prosciolto…), insomma sinteticamente la “sinistra”. Siamo diventati tutti di sinistra, non fa niente se tantissimi di noi non sono mai stati né comunisti né socialisti, ma il linguaggio “mediatico” del sistema berlusconiano ha imposto la semplificazione per il popolo bue: o si era con il Cav o contro di lui non ci potevano che essere i “comunisti di sempre”. E così siamo andati avanti per quasi vent’anni dominati dal berlusconismo (e dall’antiberlusconismo) senza davvero alcuna speranza che l’Italia potesse riuscire a “modernizzarsi” e “competere”. Convinciti, caro vanni, ma la maggioranza dei non-fan del Cav davvero non arde dal desiderio di vederlo in manette (impossibile e poi saremmo ancora costretti a parlare di lui…) e non desidera per nulla sostituire il “meno male che Silvio c’è” con altri inni… Nessun inno aspettiamo, né di destra e né di sinistra, si vuole solo che si esca da questa stantia e logora contrapposizione tra i due sistemi del berlusconismo e dell’antiberlusconismo e si creino le condizioni per una politica rinnovata, con un po’ di facce nuove, magari anche più giovani, con sguardi rivolti al futuro e non al solito “passato che ritorna” e con qualche prospettiva concreta di risolvere i grandi problemi che abbiamo di fronte. Questo è tutto e non è poco…

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