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Pacchetto anticrisi

Il Cav. stanzia 6 miliardi ma per il Pd sono elemosine e conflitti

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Rieccolo il conflitto d’interessi. Al Governo viene rimproverato di non aver aumentato il canone Rai e di aver allineato al 20% l’aliquota Iva per Sky. Il che ovviamente allo scopo di favorire Mediaset. A sentire la sinistra e gli alleati dell’IdV, dunque, gli italiani dovrebbero scendere in piazza a rivendicare un aumento del famigerato canone (che sarebbe così la sola "tariffa" ad evitare il blocco decretato dal Governo) come se le maggiori somme versate a viale Mazzini non fossero sottratte ad altri, magari più importanti, consumi. Inoltre, sempre per dar prova di virtù repubblicane si sarebbe dovuto consentire a Sky tv di beneficiare di un’Iva dimezzata, come se l’uso della ‘pay tv’ fosse diventato un bene primario.

Abbiamo già compresa, così, la linea di condotta dell’opposizione nei confronti del decreto sulla famiglie e le imprese varato dal Governo venerdì scorso. Mescoleranno la solita paccottiglia del conflitto d’interessi con le consuete critiche ai provvedimenti dell’esecutivo: le risorse sono insufficienti, le misure sono inadeguate, fino ad evocare parole pesanti come elemosina o carità nei confronti di misure qualificate come la social card o il bonus famiglia.

In realtà si tratta, nel 2009, di una manovra da 6,3 miliardi di euro, adottata senza mettere in discussione i saldi del prossimo triennio. Altri 5 miliardi sono previsti tra il 2010 e il 2011. La metà della manovra sarà destinata ai nuclei famigliari e agli ammortizzatori sociali. Le sole misure operative già nel 2008 sono soltanto la social card e il taglio di tre punti degli acconti Ires ed Irap in scadenza il 1° novembre, che sarà poi recuperato successivamente. Si è molto discusso se valesse la pena di "disperdere" le risorse, invero limitate, in molti interventi o se invece non fosse stato più opportuno ed utile concentrarli in alcuni settori ritenuti prioritari. A questo punto, però, i sostenitori di queste tesi critiche si dividono tra chi avrebbe preferito concentrare le disponibilità sugli ammortizzatori sociali e chi sulla famiglia. Chi scrive è convinto, invece, che sia stata una scelta giusta e corretta l’aver affrontato, nella misura del possibile, ma comunque in modo sufficientemente equilibrato, la gran parte dei problemi che angustiano le imprese (l’accesso al credito, la tassazione, ecc.), le famiglie (mutui immobiliari, bonus, social card, tariffe, ecc.) e i lavoratori (ammortizzatori sociali,ecc.). In particolare, va segnalato che in materia di lavoro, oltre al rifinanziamento e all’ampliamento dei soggetti fruitori (significativo il caso dell’inclusione delle Forze dell’ordine e dei militari) e dei criteri per la detassazione dei premi (non più dello straordinario), vengono adottate, per la prima volta, misure di protezione e di difesa del reddito a favore di lavoratori fino ad oggi privi di tutela.

Le forze sociali, con l’eccezione della solita Cgil che ha confermato lo sciopero generale, hanno usato dei toni prudenti nel commentare gli impegni del Governo e le aperture dimostrate nei confronti delle loro istanze. Confermando le misure sulla detassazione il Governo ha praticamente riproposto un contributo decisivo alla riforma della struttura della contrattazione, nel senso che la <mano pubblica> in pratica riuscirà ad orientarla, anche se la Confindustria e le confederazioni sindacali, come è probabile, non fossero in grado di raggiungere un’intesa. E’ evidente che le parti sociali saranno favorite nel negoziare a livello decentrato delle voci attinenti all’incremento della produttività proprio perché il corrispettivo renderà più pesanti le buste paga dei lavoratori. Non va dimenticato, poi, che il pacchetto di Natale non esaurisce l’intervento del Governo. Da luglio ad oggi l’esecutivo ha messo in campo non solo la manovra triennale, ma anche i collegati imprese e lavoro ora all’esame del Senato e la legge finanziaria per il 2009. Nei prossimi giorni, poi, la Camera esaminerà il decreto sul c.d. disagio abitativo. Non si devono dimenticare, poi, le risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici. Gli aumenti saranno stati modesti, ma questi lavoratori sono tra i pochi a cui il rinnovo è stato garantito (insieme al posto di lavoro).

In sostanza, il Governo non è stato sicuramente con le mani in mano. Intanto, a chi scrive è capitato di notare che ogni qualvolta succede un pasticcio nel più remoto angolo del mondo, ci sono sempre dei turisti italiani ad andarci di mezzo. Per esempio, che cosa ci fanno in Tailandia 700 concittadini bloccati negli aeroporti ? Sicuramente sono andati lì perché non arrivano alla quarta settimana in Italia.

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5 COMMENTS

  1. Sig. Cazzola la cosa che non
    Sig. Cazzola la cosa che non va dimenticata è che era stata promessa l’abolizione delle province con tutti i carrozzoni al seguito e con un bel risparmio di soldi pubblici.. le risorse adesso sarebbero state insufficienti??
    E poi anche il taglio degli aconti Ires ed Irap.. è stato fatto con un tempismo da veri geni.. a ridosso della scadenza.. lei potrà dire, se uno a già pagato andrà a credito e pagherà meno domani.. però certi tempismi sembrano proprio da dilettanti allo sbaraglio!!

  2. barismo puro …
    Complimenti, vedo che il “barismo” (la mania di raccontare le cose come nelle chiacchiere da bar, senza riscontri effettivi) non manca mai in questi articoli.

    Non commento l’articolo, dico solo che fossero stati pure 65 anziché 6.5, se spesi così avrebbero avuto lo stesso effetto di questi sulla crisi: zero virgola zero.

    Commento invece l’ultima frase: “che cosa ci fanno in Tailandia 700 concittadini bloccati negli aeroporti ? Sicuramente sono andati lì perché non arrivano alla quarta settimana in Italia”.

    Ricordo a chi ha scritto l’articolo che quando si dice che “gli italiani non arrivano alla quarta settimana in Italia” non si intende TUTTI GLI ITALIANI, ma “solo” una buona parte. Fossero pure dieci milioni quelli che ci arrivano tranquillamente e si possono permettere di viaggiare tutto l’anno, ne restano ancora cinquanta milioni a cui pensare.
    A meno che Cazzola non pensi che il governo debba cominciare a prendere sul serio la frase quando tutti i 60 milioni di italiani non arriveranno più alla fine del mese (tutti tranne lui ed i pochi altri parlamentari, ovviamente, per loro vacche magre non ce ne saranno mai).

  3. Manovra del Governo
    Vorrei esprimere un giudizio, possibilmente obiettivo, sulla manovra.
    La social card sarà destinata ai percettori della pensione minima o sociale e ben difficilmente potrà essere destinata, almeno in parte, ad incrementare i comsumi, cosa che invece avrebbe potuto produrre il taglio delle 13esime.
    Di famiglie poi con 3 figli ed al di sotto dei 6000 euro io penso non ce ne siano.
    Ma c’è un aspetto che preoccupa: questi over 65 – 70 – 80 dovranno recarsi personalmente in posta? Riempiranno da soli il modulo? O dovranno chiedere aiuto, magari allungando qualche ulteriore euro?
    E coloro che hanno difficolta a deambulare?
    Stessa cosa dicasi per gli altri beneficiari dei sostegno alle famiglie: come dimostreranno di avere i figli ed il reddito richiesto? ISEE, file, moduli, tempi lunghi…. quando vedranno un euro?

  4. Ma nemmeno ad un ragazzo
    Ma nemmeno ad un ragazzo delle superiori verrebbe mai in mente di svolgere un tema additando gli italiani rimasti blocati in Thailandia, come una delle possibili giustificazione al finto momento di crisi economica che afflige la popolazione del nostro paese..
    Ma si può essere più acecati dalla politica ed in malafede come chi ha scritto questo articolo?
    Ma è possibile che nemmeno l’informazione su internet riesce ad essere un pò più libera?? Spero che qualcuno ci salvi dai politici e da tutti i loto “servi”..

  5. Che fenomeno quel “gregario” di Cazzola
    Certo e grazie a personaggi come l’autore dell’articolo sopra esposto e del nostro finanziere creativo, che ancora si partoriscono la social card, molto Britisc, ma è la tessera del pane o alimentare del tempo del Fascio. Nel 2009 Tremonti stanzierà degli euro per l’acquisto di giocattoli e li consegnerà nel prossimo natale ai bambini delle famiglie più povere e così il cerchio si chiude.
    Ma non era più semplice e rispettoso della dignità personale, defiscalizzare e cioe abbassare le tasse con le stesse percentuali e fascie di reddito, alle stesse persone e raggiungere il medesimo obbiettivo? evitando che: le persone facciano file, presentino moduli, si metta in moto una macchina come L’INPS e Poste S.p.A che pure questi avranno un costo, e per dare 40€ quanto abbiamo speso?

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