Home News Il Cav. sventa l’agguato in Aula e a Palazzo Chigi placa gli anti-tremontiani

Nel centrosinistra ri-esplode il caso Radicali

Il Cav. sventa l’agguato in Aula e a Palazzo Chigi placa gli anti-tremontiani

10
5

Quei 316 sì al Cav. e al governo spazzano via la tattica degli aventiniani che per tutta la mattina hanno tentato l’assalto, la spallata finale. Non è stata una passeggiata per il centrodestra che alla fine conferma la maggioranza assoluta ma ha dovuto affrontare una battaglia parlamentare giocata sul filo dei tecnicismi. Il numero legale durante la prima chiama, poi i conti e le verifiche interne su alcuni deputati indecisi o intenzionati a non votare. Il risultato finale è netto, nonostante il gioco sfascista delle opposizioni. In Cdm monta la fronda dei ministri anti-tremontiani che protestano per i tagli lineari ai dicasteri. Il Cav. media e la legge di stabilità passa.

Tre deputati pidiellini hanno dato forfait in Aula: gli scajoliani Gava e Destro e il ‘responsabile’ Luciano Sardelli. Due i parlamentari assenti ma loro malgrado: Papa in carcere ma con diritto di voto che non riesce ad esercitare per chissà quale strano meccanismo parlamentare (o tattico magari in chiave anti-Cav.) e Franzoso, alle prese con un problema grave di salute. La soglia per stare tranquilli era fissata a 309, per il numero legale alla prima chiama a 315. Numeri che la maggioranza ha fatto anche se tra le due votazioni c’è voluto un certo pressing su alcuni indecisi che poi si sono decisi. Trecentosedici sì (i no si sono fermati a quota 301) che significano la maggioranza assoluta e fanno dire al premier “abbiamo sventato l’agguato dell’opposizione che ha sbagliato i suoi calcoli mettendo in atto i vecchi trucchi del più bieco parlamentarismo”.

A votazione chiusa, la Bindi alza le mani e Casini è costretto a prendere atto, come pure i futuristi Fini e Bocchino. Ma il caso nel caso esplode nel centrosinistra. I Radicali hanno disobbedito al dickat Pd e in Aula ci sono andati fin dalla prima chiama. Conti alla mano, la loro presenza non è risultata determinante per il numero legale ma certo è stata uno smacco per le opposizioni arroccate sull’Aventino. Tanto che la presidente democrat Rosy Bindi sbotta: “Gli stronzi, sono stronzi….. E visto il precedente, stavolta c’è da ritenere che l’epurazione sia più vicina o nel migliore dei casi si apra un ‘problema politico’ e di alleanza, anche in prospettiva futura. Rita Bernardini non sembra curarsene più di tanto e rivendica la presenza in Aula come il “rispetto delle istituzioni. Lo abbiamo fatto ricordando anche un vecchio episodio della storia radicale”. Risale agli anni Settanta, come spiega la deputata radicale al giornale online  Clandestinoweb.com quando “dinanzi al discorso di Almirante i deputati della Dc si sono alzati e sono andati via e ad ascoltarlo sono rimasti solo 4 nostri deputati. Siamo molto rispettosi delle istituzioni e lo abbiamo dimostrato ancora una volta. Su questo nessuno può recriminarci nulla”. Messaggio a Bersani.

Dal Pdl, Gaetano Quagliariello osserva che l’opposizione ha fatto una figura da tre soldi e ora si consola con l’aglietto, come dicono a Roma. Non è bello coinvolgere le istituzioni. L’opposizione ha sbagliato profondamente perché, come ha scritto lo stesso presidente della Repubblica, non c’era l’obbligo di dimissioni ma c’era l'obbligo di verificare se quello avvenuto fosse stato un incidente o qualcosa di più. Quindi il presidente del Consiglio e la maggioranza si sono comportati con grande lealtà istituzionale e non meritavano di avere come risposta l’utilizzo di un sotterfugio regolamentare, quello del numero legale a 315, col quale involontariamente l’opposizione si è avvantaggiata della situazione in cui si trovano malati e carcerati”. Non è il massimo dal punto di vista istituzionale, attacca il vicepresidente dei senatori, ed è “un favore alla piazza e alla piazza peggiore, quella che vedremo in scena a breve”.

Il riferimento al capo dello Stato riguarda la lettera di risposta che Napolitano ha inviato ai presidenti dei gruppi di maggioranza i quali gli avevano scritto denunciando il comportamento giudicato “di parte” del presidente della Camera che l’altroieri era salito al Colle dopo la bocciatura del primo articolo del Rendiconto generale dello Stato. Tra le osservazioni del Quirinale ce n’è una che smonta tutto il castello costruito dalle opposizioni convinte dell’obbligatorietà delle dimissioni del premier dopo la debacle in Aula. Ebbene, su questo punto Napolitano scrive: “non ho ritenuto, confortato del resto dalla dottrina - espressasi anche nell'articolo del Presidente Onida, da me vivamente apprezzato - che vi fosse un obbligo giuridico di dimissioni a seguito della reiezione del rendiconto, ma che - anche in base ai precedenti verificatisi in casi analoghi di votazioni su provvedimenti di particolare rilievo nell'ambito della politica generale del Governo - fosse necessaria una verifica parlamentare della persistenza del rapporto di fiducia, come lo stesso Presidente del Consiglio ha fatto; anche se senza far precedere tale decisione da un atto di dimissioni, come si e' invece verificato in taluni dei richiamati precedenti”. Fine dei tatticismi e degli aventinismi.

Incassata la fiducia, nel pomeriggio Berlusconi sale al Quirinale per illustrare il quadro della situazione, ma prima presiede un Consiglio dei ministri carico di tensione per la mannaia tremontiana sui ministeri (tagli lineari per sei miliardi) contro cui si scatena Stefania Prestigiacomo (“così sono costretta a chiudere il ministero”) che prima della riunione aveva minacciato di non votare la legge di stabilità, scritta e redatta da Via XX Settembre. Per nulla soddisfatto è  Romani (Sviluppo economico) che punta molto sul progetto per la banda larga, come il titolare delle Infrastrutture: due ministeri che vorrebbero mettere nel pacchetto sviluppo interventi e azioni per far ripartire la crescita.

Alla fine, il Cav. media, trova il compromesso e disinnesca la potenziale mina perché il Cdm si conclude col via libera alla legge. Ma c’è un’ultima raccomandazione del premier prima di lasciare Palazzo Chigi: dovete stare di più in Aula specie durante le votazioni. Messaggio per tutti e per uno: Giulio Tremonti.

 

  •  
  •  

10 COMMENTS

  1. Il cattocomunista Formigoni o l’ “estremista” Stracquadanio?
    Il problema politico che rimane non è tanto fra ministri riottosi ai tagli e un Tremonti tesoriere.
    Il problema politico è quello di una manovra socialista che con l’aumento della tassazione sul risparmio introduce una patrimoniale dannosissima perchè è una patrimoniale permanente che induce la fuga di capitali e di persone.
    Sotto questo punto di vista piuttosto che aumentare le tasse su azioni, fondi e obbligazioni era meglio anche reintrodurre l’ici o una patrimoniale una tantum.
    Il problema politico vero è che nel PdL ci sono politici che sono contrari a qualsiasi taglio della spesa pubblica: i vari Formigoni, Alemanno e Polverini danno una coloritura al PdL che varia dal cattocomunismo al fasciosocialismo. E non è che sia un segreto perchè Formigoni e gli altri si attaccano come zecche alla spesa pubblica locale: perchè finanzia le clientele e le tessere con cui costoro sperano di avere rilevanza in un partito post berlusconiano.
    Ho letto che Formigoni ha definito Stracquadanio un estremista che politicamente vale zero.
    Beh devo dire che quattro anni fa neanche sapevo chi fosse Stracquadanio.
    Oggi però se dovessi rivotare e scegliere fra un cattocomunista come Formigoni e una persona che rispetta il mandato ricevuto dagli elettori come Stracquadanio non ho molti dubbi a chi dare il voto.
    Non so quanto valga politicamente Formigoni.
    Però per me vale meno di uno stronzo, politicamente parlando.
    La manovra va cambiata e non certo nel senso auspicato da Formigoni.
    Altrimenti alle prossime elezioni non voterò certo per un partito che segue le direttive socialiste di Alemanno e Formigoni.
    Piuttosto voto per Vendola e non scherzo affatto.

  2. Chi ride bene ride ultimo…
    Ok, avete la fiducia, ma a governare non siete capaci. Lo vedono tutti (tranne chi è sciocco o in malafede). Potreste durare qualche mese ancora, forse anche un anno; magari, tra salti mortali, persino fino al 2013. Ma poi andrete a casa. Gli italiani orami vi odiano. Ogni sondaggio che viene fatto fornisce un responso in base al quale il 40-45% degli italiani non sa cosa votare; del rimanente 55-60% solo poco più di un terzo (35%) voterebbe il centro-destra (PDL + Lega). Quindi, poiché la matematica non è un opinione, gli italiani che sono ancora con voi, cioè PDL + Lega, corrispondono grosso modo al 20% della Nazione. Quelli che seguono il PDL sono circa il 15%. Capito? Alle prossime elezioni sarete spazzati via.

  3. all’ultra della curva rossa Ulisse
    sior Ulisse si rassegni, gli sbadigli di Bossi erano per la noia di aver a che fare con tifosi sfegatati come lei che non pensano ai problemi e alle soluzioni ma sbavano solo per la propria squadra fatta unicamente da brocchi.

  4. L’autolesionismo della sinistra
    Questi buontemponi non si rendono conto che la loro tattica di dentro e fuori, con commenti da idiota perdente, con azioni contrarie all’etica fanno capire sempre meglio alla gente che sono loro il vero problema, sono loro che provocano danni al Paese, la sua immagine, la sua economia, il suo futuro. Sono dei NEMICI DELLA NAZIONE.

  5. All’anomimo che spera di ridere
    Caro anonimo nottambulo (post delle 1:06 a.m.), ho letto con preoccupazione il suo post pieno di rancore per una grossa percentuale dei propri concittadini (un 35% incerto secondo i suoi sondaggi che poi diventano un 20% certo). Il problema per il Paese è la gente come lei che pensa che il saper governare dipenda da una maglietta con, casomai, cucito sopra la falce e il martello. Invece, governare richiede una capacità e un’etica che a quanto pare è maggiormente carente in tanti politici attaccati alla sedia che sanno solo fare intrighi tipo bersani, d’alema, fassino,letta piccolo, vendola, bindi, fini e casini. Sono loro i primi da “spazzare via”, ovviamente con il suo permesso ….

  6. Sig Maloberti
    Gentile Sig Maloberti,
    Mi puo’ gentlmente elencare cosa ha realizzato questo governo rispetto al programma che la maggioranza degli italiani ha votato?
    In particolare mi potrebbe elencare le maggiori liberalizzazioni fatte da questo governo non tutte diciamo le 3 principali.

    Dopo che avra’ fatto questo elenco capira’ che questo governo e’ in agonia e vediamo di smetterla di dare dei comunisti a tutti quelli che non votano Berlusconi … secondo Lei un liberale dovrebbe votare questa gente? Si fidi … dopo le magre figure all’estero (si ricorda del baciamani al beduino Gheddafi?) e l’inettitufine conclamata a fare nul’laltro che attaccarsi alla poltrona i NEMICI DELLA NAZIONE siete voi … ah se poi mi scrive anche gentilmente due righe su Dell’Utri e Cosentino mi farebbe veramente contento. Grazie mille”PATRIOTA”

  7. Caro Maloberti, ma non si
    Caro Maloberti, ma non si vergogna a non tirar fuori l’etica e l’attaccamento alla poltrona dei vari D’Alema ecc., di fronte al ridicolo teatrino di berlusclown e compagnia ???
    Qui c’è chi crede ancora che destra, centro e sinistra esistano e siano diversi. E’ tutta la stessa porcheria, e chi li vota è il vero “nemico della nazione”. Quanto alla Bigozzi, già mesi fa in un commento scrissi che faceva perlopiù tenerezza questo atteggiamento da tifosa del tipo “scampato agguato, c’è la fiducia, olèèè”! Un discorsetto da tifosi medio bassi… questo paese allo sbando, governato da 20 da ometti piccoli piccoli, merita di scomparire tra le pieghe della storia…

  8. Mai più a favore del PdL!!!
    «Montezemolo – ha rivelato Berlusconi ad alcuni ministri – ha provato a convincere Catia Polidori a mollarci. Per questo sono stato costretto a nominarla viceministro». Una nomina molto costosa dal punto di vista politico, visto che ha provocato la rivolta di mezzo PdL e di molti ministri durante la riunione di ieri pomeriggio a palazzo Chigi. Proteste a cui Berlusconi ha risposto tagliando corto: «Capisco tutto, ma se vogliamo salvare il governo dobbiamo fare così». COMMENTO:

    Che squallore indicibile, altro che mercato delle vacche … per non parlare poi del perverso abbraccio con un partito antinazionale e secessionista, qual è per l’appunto la Lega di Bossi, Calderoli, ecc., ivi inclusi i numerosi terroni rinnegati che ne fanno parte … senza inoltre tralasciare l’incoerente presenza, in un partito che ambirebbe definirsi di stampo liberale, di un influente stuolo di ex-socialisti, peggio ancora se di obbedienza craxiana (sic!), nonché di propri esponenti ed alleati inquisiti e pregiudicati … e tanto altro ancora … Ciò premesso, quindi in un tale inverecondo contesto, io dovrei anche perpetuare il mio consenso elettorale ad un siffatto PdL onde concorrere a scongiurare l’avvento di un nuovo governo a guida Bersani-Vendola-Di Pietro? Se, in un prossimo futuro, dovesse effettivamente realizzarsi un tale scenario la colpa sarà solo e soltanto dell’Innominabile Cavaliere e non del mio certo astensionismo elettorale in occasione delle prossime politiche!!!!!!!

  9. @ Maloberti
    hahaha, quelli attaccati alla sedia sarebbero solo i D’Alema veltroni e compagnia? Ma figuriamoci, questo governo ha dato prova di essere il peggior copiaincolla della prima repubblica, fatto di papponi e scambisti di voti/posti/sedie… aumentare le tasse, tagliare sicurezza e scuola, ma tagli ai loro stipendi e privilegi MAI!
    Destra, centro e sinistra, non fa alcuna differenza. Con questa logica da tifosi, tipo lei o la Bigozzi, non ci sarà mai la lucidità per rendersi conto che TUTTI ci stanno prendendo in giro da mezzo secolo, e negli ultimi 20 anni ci fanno coprire di ridicolo nel mondo. Forconi in spalla, madiamoli tutti a casa. Basta partiti, è ora di superare il partitismo da stadio che uccide lo spirito critico, andiamo verso una democrazia diretta, dove il cittadino rappresenta se stesso, e non si fa rappresentare da questi ignoranti (a proposito, fatevi due risate con La Russa che prova a parlare inglese su Youtube, da piangere!) papponi rubasoldi a tradimento…

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here