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Il centrodestra plaude alle dimissioni di Capezzone

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«La decisione di Capezzone è importante e merita grande attenzione». Così Benedetto Della Vedova (Fi) commenta le dimissioni di Daniele Capezzone dal gruppo parlamentare della Rnp e dalla presidenza della X Commissione della Camera.

Il presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia ha detto: «Potrei rimproverare a Daniele Capezzone di scoprire oggi quanto era chiaro da tempo (da ben prima delle elezioni 2006), cioé che il Governo Prodi e la sua maggioranza, da un punto di vista liberale e radicale, non sarebbero stati in grado di svolgere alcuna funzione positiva». Ancora, afferma Della Vedova: «Allora, sulla base dell'analisi del passato e delle prospettive per il futuro io scelsi il centrodestra di Berlusconi, che appariva destinato alla disfatta elettorale, in polemica con Pannella, Bonino e Capezzone che scelsero invece Prodi e la sua Unione, condizionata dalle forze della sinistra massimalista e comunista, dati per trionfatori».

Della Vedova si augura che Capezzone "sappia trovare il modo di assicurare in futuro al centrodestra il suo apporto e che insieme si possa collaborare per dare ancora maggior incisività a quanto noi Riformatori Liberali - conclude - siamo impegnati da tempo a fare: rafforzare il centrodestra di Silvio Berlusconi, rendendo più visibile e politicamente rilevante il connotato liberale della coalizione e di Forza Italia in particolare».

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Sandro Bondi, che definisce le dimissioni dell'ormai ex presidente della commissione Attività Produttive della Camera un segnale di «speranza» per l'apertura di una «epoca nuova» nella politica. «La decisione presa da Daniele Capezzone - ha detto il coordinatore di Forza Italia - non va letta nell'ottica deteriore delle dispute politiche contingenti, ma rappresenta soprattutto un concreto segnale di speranza, la speranza che stia per aprirsi un'epoca nuova nella politica del nostro Paese, in cui una nuova generazione si dimostri pronta ad assumere quelle responsabilità di governo che l'attuale classe dirigente ha dimostrato di non saper meritare».

Per Bondi «l'istituto delle dimissioni, nel gesto di Capezzone, si trasforma da strumento spesso utilizzato per alzare il prezzo di trattative dai fini inconfessabili, in un atto che riporta la politica a privilegiare gli interessi del Paese rispetto a quelli personali. Mentre nel centrosinistra prevale il partito delle poltrone, che fa strame di principi e valori, Capezzone lancia, appunto, un grande segnale di novità - conclude - a cui guardiamo con attenzione e rispetto».

Il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli apprezza «la coerente decisione politica di Daniele Capezzone di dimettersi contemporaneamente dal suo gruppo parlamentare e da presidente della Commissione Attività Produttive della Camera. È un gesto significativo, di chi ha la forza ed il coraggio di passare dalle parole ai fatti, lasciando anche la poltrona che l'Unione gli aveva riservato».

«Le dimissioni di Capezzone da presidente della commissione Attività produttive sono un atto raro e nobile e proprio per questo altamente significativo». Lo afferma Adolfo Urso di An. «In una classe politica che conosce la parola ma non l'atto delle dimissioni, che spesso le minaccia ma che poi non le attua - rileva Urso - la scelta di Daniele Capezzone va sicuramente apprezzata, così come abbiamo apprezzato la sua capacità di svolgere il mandato di Presidente con serietà, responsabilità e particolare efficacia. Capezzone ha anteposto la coerenza politica e il rispetto delle istituzioni agli interessi poltronistici: raro esempio, forse unico in questo Parlamento».

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