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Il centrosinistra osteggia la proclamazione degli eletti a spese dei cittadini

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Era attesa per la giornata di ieri la proclamazione degli eletti alla Regione Molise, ma l'atto ufficiale della Commissione elettorale centrale non c'è stato. La motivazione - tra l'altro ufficiosa - circolata al Tribunale di Campobasso è che la stessa Commissione stia continuando a lavorare, a porte chiuse, per completare l'attribuzione dei seggi alle sedici liste proporzionali che hanno partecipato alle regionali di metà ottobre. Secondo gli addetti al controllo dei verbali di seggio, comunque, resta confermata la vittoria di Michele Iorio (Pdl) con 948 voti di vantaggio su Paolo Frattura. Indiscrezioni raccolte nell'atrio del tribunale di Campobasso confermano anche la prima ripartizione dei seggi fatta dal Ministero dell'Interno lo scorso 18 ottobre.

Nonostante tutto, però, a distanza di venticinque giorni dal voto, resta il vuoto amministrativo e legislativo che paralizza la Regione. Il centrosinistra non vuole arrendersi al risultato delle urne e presenta alla Corte d'Appello l'ennesima diffida finalizzata a bloccare la proclamazione, mentre il centrodestra risponde con l'annuncio di una querela per il prolungato ritardo nell'ufficializzazione della nomina del presidente della Regione e dei consiglieri. Insomma, il clima tra vincitori e vinti resta teso e così resterà anche dopo la proclamazione, quando scatterà la lunga battaglia dei ricorsi elettorali.

Nel frattempo, Michele Iorio è tornato a farsi sentire e questa volta il tono che ha usato è stato molto meno diplomatico rispetto alle parole pronunciate durante la prima fase di verifica del voto. "Mentre a livello nazionale, per senso di responsabilità e consapevoli del difficile momento storico che sta vivendo il Paese, ci si mette d’accordo per varare in cinque giorni una nuova manovra finanziaria e dar luce ad un nuovo governo - ha detto - nel Molise la sinistra e il suo candidato presidente, a 24 giorni dalle elezioni, pongono in essere ogni forma di iniziativa, alcune delle quali improprie per il sistema amministrativo e giudiziario che regola le procedure elettorali, per dilazionare oltre ogni immaginabile e tollerabile termine la proclamazione degli eletti e quindi la piena operatività della Regione. Tutto questo - ha aggiunto - arrecando enormi danni al Molise, ai suoi cittadini e al suo sistema economico e istituzionale che, invece, proprio in questa contingenza negativa hanno bisogno di piena operatività delle Istituzioni e di senso di responsabilità della politica. Il nostro ordinamento giudiziario - ha proseguito Iorio -ha al suo interno specifiche procedure per poter dare ogni forma di soddisfazione ai legittimi dubbi che ciascun candidato può avere dopo una competizione elettorale, ma non è possibile assistere ad un tentativo di rinviare all’infinito un atto dovuto alla democrazia e alla volontà dei cittadini. Mi riserverò a conclusione di questa vicenda - ha fatto sapere infine Iorio - di verificare tutte le istanze, richieste e ricorsi prodotti per rinviare la proclamazione per vedere se ci si è trovati di fronte ad un’azione di turbativa elettorale e di alterazione delle regole democratiche di rappresentanza o se, addirittura, si verte in situazione che tracimano l’ordinarietà procedimentale". Parole dure, quelle di Michele Iorio, che lasciano la politica molisana con i nervi tesi. E i cittadini ancora senza un'amministrazione che li governi.

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