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Il Tribunale del Palato

Il cioccolato si fa sul web

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Nasce nella Silicon Valley una start-up che, a prima vista, ha tutto l’aspetto di un’ennesima high-tech company che vuole presentarci un sito web con effetti speciali o il telefono cellulare dell’ultima generazione. A questo lascia anche pensare il CEO di questa azienda emergente, Louis Rossetto co-fondatore della rivista di teconologia Wired.  Ma niente di tutto ciò. TCHO, la giovane web-firm di cui seguiamo i primi passi , è invece pronta a portare in una nuova dimensione niente meno che il cioccolato.

I soci fondatori di TCHO sono fermamente convinti che il mercato del cioccolato stia perdendo territorio rispetto a quello del caffe’, che si e’ sviluppato invece molto piu’ in sintonia con le esigenze di un consumatore sempre piu’ attento e critico rispetto ai suoi acquisti. Quello stesso consumatore che avvicianandosi al cioccolato si muove con incertezza, non esperto e poco edotto sulle caratteristiche di questo alimento.

Timothy Child, il fondatore di TCHO, analizzando questo scenario, conclude che il cioccolato oggi viene prodotto e commercializzato in maniera poco evoluta senza un pragramma “educativo” nei confronti del consumatore che, non avendo gli strumenti per apprezzarlo, rimane in un certo senso “distaccato” da esso. Il massimo che possiamo trovare sull’etichetta di una tavoletta di cioccolato è una misera indicazione sulla zona d’origine e la percentuale di cacao. Nient’altro. E’ come se, analogamente, una bottiglia di vino fosse venduta con un semplice indicazione sull’etichetta “Italia, 13%”!

Ed ecco quindi che Mr. Child raccoglie le idee e viene fuori con un piano per dare nuova dignità al cioccolato, cominciando dalle basi del sistema produttivo. Mette quindi a punto un criterio per analizzare e classificare i semi, un metodoo per mappare aromi e sapori, sviluppa una nuova  tecnologia basata su un network di sensori di temperatura per garantire un processo di solidificazione omogeneo; individua le condizioni migliori per esaltare il piu’ intenso ed equilibrato insieme di aromi e sapori che questo prodotto può fornire; coinvolge le aziende produttrici della materia prima nell’intera filiera produttiva, dando loro la possibilità di accedere liberamente ad informazioni preziose per standardizzare quantità e quantità delle produzionie e, tocco finale, mette in rete attraverso un sistema di video monitoring l’intero processo produttivo. L’obiettivo è quello di raggiungere, col supporto dell’high-tech, standard che consentano di ottenere cioccolati con profili di aromi e caratteristiche costanti e definite, su cui il consumatore possa fare affidamento.

Le buone idee non sono necessariamente complicate, sono spesso a portata di mano. La standardizzazione del processo produttivo e del prodotto non e’ nulla di nuovo. E’ la chiave per generare un rapporto di fiducia tra cliente e prodotto, su questa fiducia crescono e si sviluppano nuovi interessi, nuovi trend ed una maggiore vitalita’ del mercato.

(per saperne di più: The Economist - April 19th 2008- p.70).

 

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