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Il conflitto di interessi e i sogni della sinistra

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Sfogliare il fascicolo degli emendamenti al progetto di legge sul conflitto di interessi è come fare una seduta di psicoanalisi al centrosinistra. I deputati eletti con l’Unione, sfruttano lo strumento parlamentare, per dare sfogo ai più profondi desideri antiberlusconiani. Alcuni esagerano, però. E’ il caso del professor Roberto Zaccaria, deputato dell’Unione. La foga di punire Silvio Berlusconi è tale che l’ex presidente della Rai arriva a chiedere che tutti gli imprenditori (nessuno escluso) siano banditi dal Parlamento e dichiarati incompatibili con la carica di deputato e senatore: anni di studi in diritto costituzionale buttati nel cesto. Altri pur di colpire la famiglia di Arcore bruciano sul tempo il disegno di legge sui Dico. Sono Orazio Licandro, Cosimo Sgobio e Nicola Tranfaglia dei Comunisti italiani. E chiedono che il conflitto di interessi con la carica di parlamentare valga anche se le proprietà appartengano al coniuge, a parenti fino al quarto grado e – novità – a persone conviventi.

Gli uomini dell’Italia dei Valori la buttano sull’onor patrio. I deputati Carlo Costantini, Massimo Donati, Felice Belisario, Silvana Mura e Antonio Borghesi chiedono che siano modificate le parole del giuramento dei membri del governo nelle mani del Presidente della Repubblica. Sicché la formula “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione” verrebbe integrata con la seguente frase: “operando esclusivamente per la cura degli interessi pubblici ed evitando che i miei interessi privati possano condizionare le mie decisioni e le mie attività”.

Sempre il gruppo di Tonino Di Pietro si segnala anche per l’operazione “Parlamento pulito”. Italia dei Valori infatti propone un articolo aggiuntivo, il 17bis, con cui tenere i pregiudicati lontani non solo da Camera e Senato, ma anche dalle liste dei partiti. Il principio che IdV vorrebbe introdurre è quello della incandidabilità. E varrebbe per tutti coloro che abbiano alle spalle condanne definitive per reati gravi come l’associazione mafiosa o anche concussione, peculato, corruzione. 

Ma sono ancora i Comunisti italiani a picchiare duro. In un altro emendamento gli onorevoli Licandro, Sgobio e Tranfaglia chiedono un milione di euro di multa per l’esponente del governo che non presenti apposita dichiarazione all’autorità vigilante sul conflitto di interessi. Il testo originale prevede come sanzione massima 35mila euro!

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1 COMMENT

  1. privato
    perchè non far conoscere gli emendamenti della destra? per esempio l’incompatibilità di assessore regionale o provinciale con la presidenza o consigliere di coop? e l’incompatibilità a rientrare negli stessi incarichi almenno per tre anni dopo il mandato elettorale? oppure l’incompatibilità con l’esser consigliere in altre società di peso regionale o nazionale? ed altro ancora?

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