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Il congresso provinciale conferma e consolida la minoranza interna al Pdl

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Se l'elezione di Antonio Distaso al coordinamento provinciale del Pdl barese era abbastanza scontata, i risultati del congresso di ieri confermano però quanto emerso in occasione dell'assise cittadina del partito: e cioè che il Pdl ha al suo interno una minoranza, ormai istituzionalizzata, che ha una diversa visione del modo in cui rilanciare la dialettica interna al partito e la sua attività politica sul territorio.

Vediamo i risultati del congresso e proviamo ad interpretarli. Dei 10 mila votanti - poco meno della metà degli aventi diritto al voto (21 mila in tutto) - il 63 per cento ha eletto il parlamentare fittiano Antonio Distaso come coordinatore e con lui il vicario Domenico Damascelli, mentre per Giovanni Copertino - lo sfidante della lista numero 2 facente capo alla mozione sostenuta dal vicepresidente dei senatori del Pdl Quagliariello, dall'ex sottosegretario Mantovano e dal senatore Azzollini - la percentuale di consensi è stata del 37 per cento. Secondo questi numeri, la ripartizione dei 30 seggi del coordinamento provinciale sarà la seguente: 19 componenti alla lista Distaso, 11 alla lista Copertino.

Un risultato - dicevamo - scontato per certi versi ma inaspettato per altri. Scontato, appunto, perché sia gli equilibri registrati con il tesseramento che quelli emersi dal recente congresso cittadino lasciavano ipotizzare rapporti di forza analoghi anche a livello provinciale. Inaspettato, invece, per tutta una serie di fattori tra cui, innanzitutto, la presenza di un seggio unico presso la Fiera del Levante di Bari, dove si sono riversati migliaia di iscritti provenienti da tutto l'hinterland barese, e il maltempo, che ha reso ancora più complicato lo spostamento per chi ha dovuto percorrere anche 90 chilometri per recarsi a votare. Non solo. Di inaspettato c'è anche che questo risultato, oltre a confermare l'esistenza della minoranza già emersa al congresso cittadino di Bari, la consolida con percentuali persino più elevate, visto che in quell'occasione la lista minoritaria è riuscita ad ottenere 10 seggi contro i 20 ottenuti dalla lista del senatore D'Ambrosio Lettieri. Il rapporto tra le due aree facenti capo alle due mozioni si è dunque assottigliato e, addirittura, ribaltato nel caso del vice coordinatore provinciale uscente, Domi Lanzilotta (lista Copertino), che ha ottenuto 1558  preferenze a fronte delle 795 capitalizzate dall'assessore provinciale Nuccio Altieri (lista Distaso). Con la minoranza che è passata a tutti gli effetti da una fase di espressione spontanea al suo riconoscimento formale all'interno degli organi locali del Popolo della Libertà. Il che va a vantaggio di tutto il partito, che finalmente potrà contare su una dialettica e un confronto trasparenti, senza che si debbano per forza interpretare le divergenze d'opinione come il segno di una lotta tra bande.

Il valore aggiunto della formalizzazione di una minoranza rappresenta una importante vittoria per un grande partito che vuole tornare ad essere vincitore anche in quelle terre dove, più per demeriti propri che per meriti dell'avversario politico, negli ultimi anni si è persa la capacità di aggregare consensi. Né vinti né vincitori, dunque, ma una classe dirigente e un popolo di militanti che, al di là delle fisiologiche e legittime differenze, intende puntare dritto a un obiettivo comune.

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