Il conservatorismo può vincere ancora
25 Dicembre 2007
Il conservatorismo statunitense non è mai
stato tanto in crisi quanto in questi anni, al termine del secondo mandato di
George W. Bush. La maggioranza degli americani reputa che il loro paese stia
seguendo la strada sbagliata. Gli elettori dimostrano più simpatia verso
l’approccio Democratico, piuttosto che Repubblicano, in merito ad un numero
impressionante di questioni -tra tutte, le tasse. L’“americano medio”, nato e
cresciuto negli USA, con famiglia e figli, non costituisce più il nucleo principale
della popolazione; i gruppi sociali che appoggiano i Democratici (gli
omosessuali, le femministe, i separati, gli atei, gli immigrati) sono in
aumento. Una nuova generazione di giovani ha voltato le spalle al Partito
Repubblicano.
D’altro canto, troppi sono i conservatori che
si ostinano a chiudere gli occhi di fronte a queste constatazioni poco felici,
che descrivono il momento storico odierno come il più insidioso per il Partito
Repubblicano sin dai tempi dello scandalo Watergate. Tra gli intellettuali, si
leva la voce di David Frum, che propone un approccio concreto ed innovativo che
va a delineare una nuova strada affinché il conservatorismo statunitense di domani
ritrovi la propria eccellenza.
Frum afferma che le nozioni chiave che hanno
portato al successo i conservatori negli anni Ottanta hanno oramai assolto il proprio
compito. Il sogno reaganiano è giunto al termine, e i Repubblicani non sono più in grado di vincere le elezioni
parlando unicamente di riduzione delle tasse e libera circolazione delle armi,
o appellandosi all’importanza dei valori tradizionali. Sono necessarie idee
nuove.
Tra tutti i suggerimenti avanzati da Frum, spicca
la risposta alle velleità Democratiche di costituire un sistema sanitario
nazionale negli USA: l’autore ribadisce la volontà di dare ad ogni americano la
possibilità di accedere ad un piano di copertura sanitaria privata, che
garantisca le cure di base adeguate e necessarie per ciascuno. Questo progetto
sarà finanziabile soltanto operando una drastica riduzione delle imposte, che
lasci più denaro ad ogni cittadino. L’abbassamento delle tasse, punto fermo
ripreso dalla tradizione conservatrice ed associato principalmente alle politiche
di risparmio ed investimento nel settore privato, è affiancato nel lavoro di
Frum ad un progetto innovativo rivolto all’ambiente, che ammicca alla sinistra
Democratica più moderata. Si tratta dell’“ambientalismo conservatore”, che prevede
un risparmio sull’energia e soprattutto pesanti sanzioni sull’inquinamento,
mirando a sostituire il carbone e il petrolio con il nucleare -che, ricorda lo
studioso, si è rivelato negli anni decisamente più attento all’ecosistema.
Altri progetti interessanti per la politica
interna annoverano piani federali volti a incoraggiare l’incremento demografico
nei nuclei familiari tradizionali; le famiglie devono tornare a costituire il
tessuto della società civile, e questo è possibile soltanto incentivandone
l’allargamento. Frum porrebbe inoltre maggiore enfasi sulla salute pubblica, in
particolar modo per combattere “il disastro sociale” dell’obesità, come lo
definisce lo studioso. Sarà infine necessario operare una auspicata quanto
necessaria riforma carceraria; ed esercitare maggiore controllo
sull’immigrazione clandestina, per contrastare nello specifico i flussi
migratori di manodopera non specializzata proveniente dall’America Latina.
La proposta più dirompente di Frum riguarda tuttavia
la politica estera. In linea con numerosi studiosi neoconservatori appartenenti
all’American Enterprise Institute, il think-tank
con sede a Washington con il quale lo studioso collabora, Frum richiama gli
Stati Uniti ad assumere un ruolo maggiormente attivo nella lotta al terrorismo,
da conseguire principalmente attraverso l’aumento e la ricostruzione delle
forze armate americane. La sfida che Frum vede all’orizzonte, oltre alle
minacce provenienti dall’area mediorientale, resta comunque la Cina: gli Stati Uniti devono
prepararsi ad affrontare il colosso asiatico, e fronteggiarlo con coraggio e
fermezza, senza indietreggiare, per assumere a pieno titolo quel grande ruolo
che la storia ha voluto per loro.
David Frum,
Comeback. Conservatism That Can Win Again, Doubleday, New York, dicembre 2007, 224 pp.
