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Il Consiglio regionale dà il via libera alla riforma delle Ipab

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Una riforma urgente, doverosa ed economica. Come l’ha definita l’assessore alle Politiche Sociali, Paolo Gatti. E non solo perché l’Abruzzo era tra le ultime regioni ad aver recepito la normativa nazionale sulla materia. Ma anche perché la situazione della sanità regionale è nota a tutti e la parola d’ordine in questo senso e solo una: razionalizzare.

Nero su bianco, un altro passo avanti delle istituzioni regionali abruzzese. Un altro fatto concreto, un’altra riforma che va nella direzione della modernità. Frutto del lavoro di squadra e soprattutto dell’attenzione e del dialogo con il territorio. Un’altra scelta di coraggio che il Consiglio e il Governo regionale abruzzesi non hanno esitato a compiere.

Via libera, dunque, dal Consiglio regionale alla riforma delle Ipab, le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e il loro conseguente riordino in Asp (Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona). Ma per capire davvero la portata di questo lavoro è sulle cifre che bisogna concentrarsi. Primo: dalle 110 Ipab esistenti si passa ad un massimo di 8 Asp (Azienda servizi alla persona). Secondo: dagli oltre 200 attuali componenti nei consigli di amministrazione a 20 membri complessivi. Terzo: da oltre 50 revisori dei conti a 12. “Un grande passo avanti”, ne è convinto l’assessore Gatti, “e anche se gli effetti si dispiegheranno nel tempo, era importante compierlo”. Perché l’obiettivo finale è solo uno: migliorare i servizi abbassando le spese. E quindi “accorpando i patrimoni degli attuali Istituti nelle Asp – spiega l’assessore Gatti -, si garantisce una gestione organica degli Istituti. Si creeranno pochi centri di spesa con una massa critica di risorse, così da migliorare i servizi ai cittadini in modo diffuso e omogeneo su tutto il territorio, con il merito di ridurre costi e poltrone: infatti dell'esercito composto dagli oltre 200 amministratori, revisori di conti e commissari, resteranno meno di 20 consiglieri di amministrazione”.

Di riforma “importante ed epocale “ ha parlato anche il consigliere regionale, Federica Chiavaroli, che ha sottolineato come il buon esito del lavoro è stato frutto di un impegno sinergico che ha visto il coinvolgimento non solo di tutti gli organismi interessati ma anche del territorio. “Finalmente – ha aggiunto - si riconosce la dignità ad un settore ingiustamente relegato ai margini”

Da sottolineare, infatti, l’idea di fondo che sottende la riforma, che è una nuova idea politica di assistenza sul territorio. "Penso soprattutto - ha sottolineato ancora l'assessore - al potenziamento dei servizi alla persona, soprattutto degli anziani con le case di riposo e dei più piccoli con gli asili. Il senso vero di questa riforma, dunque, è l'aver messo a sistema il patrimonio di tutte le Ipab abruzzesi che va a concretizzare un’idea solidaristica tra tutti gli istituti. Le diverse case di cura, potranno fare riferimento ad un unico patrimonio della Asp in grado di migliorare l'offerta e i servizi. Un impegno concreto verso i più bisognosi e le fasce sociali più deboli”

Ad affiancare e rafforzare la parole dell’assessore Gatti, non è mancato l’apprezzamento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha sottolineato come anche questo provvedimento segue la strada maestra tracciata dal governo regionale. “In 30 mesi  - ha ricordato Chiodi - questa Giunta ha portato a termine riforme che mai erano state fatte nè affrontate in passato”. L’elenco è lungo: si parte dalla riduzione degli Ato, e dei Confidi, per arrivare a quella delle Comunità montane e dei consorzi industriali. E con orgoglio, ha ribadito che l’Abruzzo è stata tra le poche regioni a ridurre il numero dei dirigenti e soprattutto il compenso e le pensioni ai consiglieri regionali. e il numero dei consorzi industriali.

“Tutte azioni – conclude Chiodi - che vanno verso una riduzione dei costi, verso una migliore efficienza dei servizi e verso l'accoglimento di quanto ci hanno chiesto i cittadini di fare”.

 

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