Il Credito Popolare sempre al fianco delle famiglie nonostante la crisi

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Il Credito Popolare sempre al fianco delle famiglie nonostante la crisi

06 Luglio 2012

Il 2012 non è certo cominciato bene per l’economia italiana: nei primi mesi dell’anno, in un contesto di rallentamento del commercio mondiale, l’attività economica in Italia avrebbe segnato una nuova flessione, risentendo della perdurante difficoltà di spesa di famiglie e imprese e a seguito degli effetti della crisi del debito sovrano nell’area dell’euro che dall’estate ha investito il nostro Paese. Questo non sorprende poiché, anche nel 2011, il PIL nazionale ha nettamente rallentato, passando dall’1,8% nel 2010 allo 0,4%. Il peggioramento dell’ultima parte dell’anno è stato relativamente più intenso nel Mezzogiorno e al Centro, maggiormente dipendenti dalle componenti interne della domanda.

In una situazione così deteriorata la spesa delle famiglie è frenata dalla debolezza del reddito disponibile e dalle negative prospettive del mercato del lavoro, anche se emergono segnali di ripresa della fiducia dei consumatori, la quale aveva toccato un minimo storico alla fine del 2011. I consumi delle famiglie, dopo aver ristagnato nel primo semestre dello scorso anno, sono poi diminuiti dello 0,8%. Sulla spesa delle famiglie ha inciso nel 2011 l’ulteriore riduzione del reddito disponibile reale che, risentendo dell’accelerazione dei prezzi al consumo, è diminuito dello 0,5%.

Anche all’inizio di quest’anno si è protratta la debolezza dei consumi, soprattutto nella componente di beni durevoli. Il pessimismo delle famiglie circa l’andamento della situazione economica generale si è attenuato e, nel complesso, il clima di fiducia ha mostrato un graduale miglioramento, dopo avere toccato nello scorso dicembre il valore minimo dalla recessione dei primi anni novanta. Negli ultimi mesi dello scorso anno il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi poco al di sotto del 70%, mantenendosi significativamente inferiore a quello medio dell’area dell’euro, pari a circa il 100% del reddito disponibile nel 2011.

A partire dal 2008 la capacità di spesa delle famiglie è scesa complessivamente di quasi il 5%, ed è proseguita la tendenza di riduzione del tasso di risparmio, calato nel 2011 di 0,7 punti percentuali, al 12%.

È stato proprio in questi ultimi anni in cui la crisi ha messo a nudo i difetti presenti nella finanziarizzazione estrema dei mercati, che la Cooperazione Bancaria si è posta in prima linea, a livello internazionale, per sostenere l’economia reale e le famiglie. Così è stato anche in Italia, dove le Banche Popolari hanno continuato ad erogare prestiti alle famiglie in un quadro economico fortemente deteriorato, evidenziando un andamento del credito e una capacità allocativa migliori rispetto alle altre banche. In particolare, è proseguito il flusso di nuovi finanziamenti, che nei primi cinque mesi dell’anno in corso è stato di oltre 2,5 miliardi di euro, un dato in linea che conferma ulteriormente la costanza dell’impegno profuso dalla Categoria per aiutare “la prima cellula della società”.

Gli istituti della Categoria sono stati ripagati con la stessa moneta, infatti, i depositi delle famiglie sono aumentati ad aprile del 4,8%; consolidando un rapporto già irrobustito negli anni di crisi. Negli ultimi tre anni vi è stato, infatti, un corrispondente aumento del numero dei clienti che affidano i propri risparmi ad una banca popolare di oltre mezzo milione di unità, per un numero complessivo di oltre 12 milioni di clienti.

È questo il premio che meglio di altri mostra la fiducia espressa dalla clientela nei confronti delle Banche Popolari, un premio figlio della solidità, della coerenza e della dedizione con cui nel tempo le Banche Popolari, grazie all’impegno e alla passione di oltre 1,2 milioni di soci, aumentati di 200 mila unità dall’inizio della crisi ad oggi, e di 84 mila dipendenti, hanno contribuito a diffondere i valori cooperativi attraverso la loro azione di sostegno delle comunità e di diffusione dei principi di democrazia economica.