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Il Csm: il fortino protetto dei giudici

 

Anche la magistratura, come le altre corporazioni, nel tempo ha maturato una serie di rendite di posizione che si aggiungono allo status sociale ed a quello economico.

Come emerge dalla tabella A della recente riforma dell’ordinamento giudiziario, il trattamento stipendiale va dai 78.474, 39 euro annui lordi del Primo presidente ai 22.766,71 del magistrato in tirocinio.

L’aspetto più significativo, tuttavia, della condizione di magistrato è dato dalla garanzia di autonomia, indipendenza ed inamovibilità cui presiede il Consiglio Superiore della magistratura, organo di rilievo costituzionale.

L’intera vita del magistrato è governata dal CSM che decide in tema di promozioni, trasferimenti, incarichi direttivi, autorizzazioni e quant’altro riguardi la professione di giudici e pubblici ministeri.

Essere valutati dalla propria corporazione senza interferenze esterne di alcun tipo costituisce un elemento da non trascurare.

Il dato assume un significativo rilievo soprattutto in quelle situazioni nelle quali si tratta di esaminare comportamenti che-astrattamente considerati- potrebbero dar luogo a valutazioni negative di professionalità. Il riferimento s’indirizza ai trasferimenti  d’ufficio per incompatibilità ambientale, alle situazioni di incompatibilità parentale (giudici ed avvocati legati da vincoli di parentela o da situazioni di fatto), alle malattie o infermità suscettibili di determinare la dispensa dal servizio o l’aspettativa sono valutate in sede domestica.

Questo aspetto assume un rilievo ancora maggiore nel caso di illeciti disciplinari: alla competenza della sezione disciplinare del CSM si aggiunge la competenza delle Sezioni unite civili nel confronti delle sentenze della sezione.

Si consideri che stante la composizione della sezione (quattro togati e due laici) è necessario il voto di quattro consiglieri per un giudizio di responsabilità.

Un ulteriore aspetto sul quale portare l’attenzione riguarda i percorsi professionali privilegiati ed il cd. fuori ruolo.

I due profili si intrecciano. Invero, esiste un significativo gruppo di magistrati che occupa posti di assoluto rilievo più importanti della vita politica e istituzionale. Non si tratta di dati quantitativamente rilevanti ma di sicuro rilievo qualitativo. A parte “l’occupazione” dell’intera struttura apicale dell’intero Ministero della Giustizia, si segnalano i consiglieri giuridici della Alte Cariche dello Stato, i capi di gabinetto dei Ministri, le diversificate funzioni svolte nella varie Autorities e presso le Commissioni parlamentari di inchiesta, solo per citare le situazioni più significative.

Sono molto rilevanti le funzioni (e le retribuzioni) svolte presso alcuni organismi europei e comunitari nonché presso Agenzie internazionali.

A queste situazioni vanno aggiunte, come accennato, quei percorsi privilegi di carriera -interni alla magistratura- che nascono in seno all’associazionismo (cioè, alle correnti) e poi si sviluppano attraverso le posizioni più significative dell’attività giudiziaria ovvero istituzionale.

Il riferimento s’indirizza agli assistenti di studio presso la Corte costituzionale, all’ufficio del massimario della Cassazione, alle funzioni di magistrato segretario del CSM.

Vanno altresì considerati gli incarichi extragiudiziari: le assai variegate attività di insegnamento e di docenza, gli impegni editoriali connessi alla direzione di riviste e collane, in generale alla pubblicazione di codici e formulari che assorbono molto tempo dell’attività fuori udienza dei magistrati. Solo lo scandalo del calcio ha messo fine agli incarichi extragiudiziari sportivi.

A differenza dei magistrati amministrativi, tuttavia, quelli ordinari non possono godere dei lauti compensi per le attività di arbitrato. Si prestano a considerazioni articolate l’uso delle autovetture da parte dei capi degli uffici e quello delle scorte per i soggetti ritenuti “a rischio”, ove la questione si prospetti in relazione alla durata del servizio, cessato l’effettivo “stato di pericolo”.

Valutazioni problematiche aperte presentano anche le indennità economiche ed i punteggi aggiuntivi (da far valere per i trasferimenti) per coloro che operano in sedi disagiate.

Ogni corporazione tende naturalmente alla conservazione dei propri privilegi. Del resto, in un sistema politico frammentato come il nostro, per le forze politiche la conservazione, l’incremento e la perdita del consenso assumono una valenza molto accentuata. Per questa ragione, il potere interdittivo delle corporazioni rispetto al cambiamento, se non addirittura alla perdita delle rendite di posizioni, è molto forte. Naturalmente, in relazione ai vari momenti storici la forza di una corporazione può essere maggiore o minore. Non sono necessarie molte parole per sostenere che per la magistratura il potere di impedire riforme e modifiche della propria condizione, non gradite e non condivise, sia nell’attuale momento della vita del nostro Paese molto forte.

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