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“Il ddl sulle intercettazioni diventerà legge ma subito dopo le Regionali”

Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl a Palazzo Madama, annuncia che il ddl sulle intercettazioni arriverà in aula solo dopo le Regionali, perché prima non si può, e annuncia: “per ridurre la corruzione snelliremo le pratiche burocratiche”.

Il ministro Alfano ha “blindato” il testo che è all'esame del Senato perché l'obiettivo è quello di fare presto: lo esaminerete questa settimana?

“No, questa settimana no, perché l'Aula è impegnata con altri provvedimenti. Anzi, direi che non sarà possibile affrontare il ddl sulle intercettazioni prima delle elezioni Regionall, perché prima della tornata amministrativa, nel giro di poche settimane, dobbiamo varare definitivamente il legittimo impedimento, cioè il provvedimento-ponte che concederà uno spazio di tempo per disinnescare la conflittualità tra giustizia e politica. Dopo ci sarà la pausa per le elezioni. Quindi, con ogni probabilità, il ddl sulle intercettazioni sarà approvato solo dopo le elezioni. Intanto prosegue il lavoro in Commissione”.

Ci sono particolari problemi?

“Mi sembra che il testo sia stato adeguatamente approfondito e in ogni caso rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze delle indagini, diritto alla riservatezza, diritto di cronaca e tutela delle intercettazioni per i reati di mafia e i reati più gravi. Mentre per gli altri reati fissa dei tempi e, soprattutto, dei meccanismi per evitare la cosiddetta pesca a strascico, cioè evitare che ci si trovi in una situazione del tipo: ‘intercettare, intercettare qualcosa si troverà’ . il ddl è all'esame del Senato già dallo scorso giugno: l'opposizione non pu certo venirci a dire adesso che vogliamo bruciare i tempi”.

Alle preoccupazioni che venga depotenziato uno strumento per le indagini contro la mafia, in questi giorni si sono aggiunti anche i timori per la lotta contro la corruzione...

“Bisogna essere chiari: è certo che se tutti fossimo sempre intercettati si scoprirebbero più reati, ma vivremmo in un regime estremamente totalitario. Poi bisogna aggiungere anche un'altra annotazione. Il diritto alla riservatezza certamente è attenuato per chi calca la scena pubblica, rispetto a un semplice cittadino. Ma anche per il politico ci deve essere una zona, per quanto ristretta, di diritto alla privacy”.

Però c'è anche il problema della pubblicazione delle parti magari Irrilevanti penalmente, ma che aiuterebbero a capire il “contesto”, come è avvenuto con l'ultima inchiesta sul G8.

“A questo proposito dico che bisogna evitare di far scadere la giustizia in sociologia e, di conseguenza, le ipotesi di reato in analisi sociologiche, perché altrimenti sorge il dubbio che le intercettazioni vengano ordinate al solo fine di essere pubblicate sui giornali. Se poi le carte vengono anche gentilmente offerte, è inutile prendersela con i giornalisti. Ma chi agisce così non rende un buon servizio alla giustizia né migliora la qualità della vita pubblica”.

Il Cdm, venerdì prossimo, approverà il ddl anticorruzione. Che cosa è soprattutto necessario?

“Snellire le pratiche burocratiche: è lì che si annida la possibilità della corruzione. Quanto alle liste pulite, devono essere non un obbligo amministrativo, ma una scelta politica”.

Tratto da Il Corriere della Sera.

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