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Il debito ambientale che sconta l’Italia

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Gli eco-estremisti sono i militanti dell’ambientalismo fondamentalista che dal punto di vista politico, orfani del comunismo, si sono buttati anima e corpo nella nuova dottrina ambientalista cavalcando con successo la tolleranza-zero attraverso l’uso del sensazionalismo, della disinformazione e della menzogna.

Ecco di seguito alcune loro caratteristiche: Sono contro il commercio, ignorando che storicamente il commercio ha sempre prodotto ricchezza. Di conseguenza sono persi in una isterica battaglia contro la globalizzazione e il libero scambio.

Sono luddisti. Sono cioè contro le macchine, la scienza e la tecnologia, che sono viste come innaturali.

Sono contro l’antropocentrismo. Cioé anti-genere umano talché gli uomini sono il cancro sulla terra. Come dice un loro guru Herb Hammond, “di tutte le componenti di un ecosistema, l’uomo è l’unico che sappiamo essere completamente opzionale”.

Sono contro i profitti. Per gli eco-estremisti tutte le multinazionali e le grosse compagnie sono guidate dall’avidità e dalla corruzione.

Sono antidemocratici. Nel senso che il modello basato sul mercato, la democrazia liberale, è rifiutata tout court.

Sono anti-civilizzazione. Proiettano una candida visione di ritorno ad una utopica esistenza nel giardino dell’Eden, dimenticando che nel passato la gente viveva mediamente 40 anni e non c’erano cardiologi, né dentisti, né chirurghi.

Naturalmente nessun ambientalista estremista propone la benché minima e valida alternativa per soddisfare i bisogni di 6 miliardi di persone.

Ma chi sono gli ambientalisti? Il problema è che sotto la denominazione di ambientalista si nasconde una serqua di individui con interessi divergenti. Tra questi ci sono gli ambientalisti della domenica, i banditori del nichilismo da salotto capaci solo di cavalcare l’onda emotiva dei problemi resi amplificati dai mass media. Sono quelli che hanno in ostaggio il governo, quelli che non sono capaci di far nulla se non opporsi a tutto, con il beneplacito di una popolazione rimbambita che crede che l

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2 COMMENTS

  1. Disastro ambientalista
    Sottoscrivo totalmente quanto detto nell’articolo. Lavoro in ENEA (ente di ricerca su energia e ambiente) da più di 20 anni e da altrettanti denuncio la pochezza scientifica degli “ambientalisti”, corresponsabili del declino scientifico, tecnologico ed economico dell’Italia (no al nucleare, agli OGM, alle biotecnologie, alle nanotecnologie, alle infrastutture di trasporto ecc.). Curiosamente, i loro uffici stampa riescono a inviare le loro comunicazioni a TV e quotidiani, e le loro idee e iniziative godono immediatamente di un veicolo pubblicitario enorme. Giornalisti ignoranti (o ideologizzati) percepiscono gli ambientalisti come competenti di ambiente e persone disinteressate. In altri paesi le loro idee vengono messe a confronto con quelle dei ricercatori e degli esperti, e smontate pezzo per pezzo, per cui le persone mediamente istruite possono valutare criticamente tutto quello che gli viene propinato, nel nostro paese niente di tutto ciò. Via libera a qualsiasi stupidaggine, tanto il livello di istruzione medio-basso degli ascoltatori-lettori, la sfiducia verso se e gli altri, il tornaconto del particulare (sindrome Nimby del “sì, ma non vicino casa mia”, carriera politica degli agitatori) fa il resto. Finalmente la vicenda dei rifiuti napoletani sta cominciando a far aprire gli occhi a molti su dove può portare il binomio incapacità istituzionale-opposizione antitutto. Già da tempo ho sentito molte persone a suo tempo contrarie al nucleare, ripensare criticamente il voto del referendum del 1987. Bisogna insistere ora che gli “ecologisti” sono in difficoltà e puntare anche sula contraddittorietà del loro no al nucleare italiano ma sì a quello francese, e del loro sì generalizzato a qualunque cosa importata dal terzo mondo (beni agricoli e industriali) prodotti chissà come generando un dumping ambientale (e sociale) che porterà a chiudere o delocalizzare le attività proibile o antieconomiche in Italia. Ma a loro che importa, sono tutti benestanti che hanno ereditato tutto: gli farebbe comodo che la gente se ne andasse via in massa da questo paese, così rimarrebbero in pochi a godersi le loro proprietà.

  2. Non mi trovo d’accordo su
    Non mi trovo d’accordo su molte posizioni da lei espresse. In particolare sulle ragioni per accettare il nucleare: se il suo vicino si buttasse dalla finestra perché lo pagano profumatamente lo farebbe anche lei? Su alcuni punti sono d’accordo: trafficanti di acqua, disboscamento. In Sicilia dove impera la destra da sempre la situazione è tragica da questo punto di vista: boschi alla sogni dell’estinzione, dighe sfruttate al 50%, se va bene, perché non collaudate. Speriamo bene per il futuro. saluti

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