Il dilemma europeo sta spaccando il PD

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Il dilemma europeo sta spaccando il PD

16 Giugno 2008

La collocazione in Europa del Pd era, e rimane, uno dei macigni sul tortuoso cammino del partito unitario del centrosinistra italiano, senza più il trattino fra centro e sinistra.

Poco più di un anno fa, in occasione dell’ultimo congresso dei Ds, fu proprio l’incertezza su quale sarebbe stato l’approdo internazionale del Pd una fra le principali ragioni a spingere fuori dal progetto costituente i due presentatori delle mozioni di minoranza, Mussi ed Angius, con quest’ultimo che insisteva che bisognasse innanzitutto cambiare proprio il nome del nuovo soggetto politico, e chiamarlo partito democratico e socialista, con la naturale adesione al partito del socialismo europeo. All’epoca Prodi, consapevole dell’impasse fra Ds e Margherita, aveva salomonicamente suggerito la possibilità della doppia appartenenza a gruppi diversi nel Parlamento europeo.

Ora, nel vicolo, che appare se non cieco per lo meno molto buio, c’è finito Walter Veltroni. Con l’eccezione della Spagna, in Europa il socialismo da solo arranca un po’ dappertutto, e Veltroni cerca di uscirne con la costruzione di un campo nuovo che possa raccogliere anche le culture di ispirazione democratica e progressista. Insomma, nell’impossibilità per il Pd di sbarcare nel Pse, pena la perdita di parecchi petali della Margherita, Veltroni cerca un approdo più grande, consapevole che se sbaglia l’attracco rischia il naufragio. E, infatti, già qualcuno ipotizza di calare dalla barca “democratica” due distinte scialuppe di salvataggio, una per i Ds e l’altra per i Dl.

Dai quartieri alti del Pd si affrettano a chiarire che indietro non si torna, ma è pur vero che avanti non riescono ad andare. E se per il Pd la scelta di stare da solo in Italia è stata perentoria, se non forse velleitaria, in Europa rischia l’ammucchiata, fra socialisti e liberaldemocratici. E fa riflettere constatare quanto ora sia grande il desiderio in tanti ex comunisti di abbracciare il socialismo europeo, e quanto sia stato piccolo, anche nel recente passato, il desiderio di abbracciare il socialismo italiano. E in queste scelte, fra socialismo e socialismo, c’è anche una buona dose di opportunismo.