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L'uovo di giornata

Il diritto alla gogna mediatica

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L’"opinionista di Micromega" (così si definisce con eccessiva modestia Pierfranco Pellizzetti, avrebbe potuto presentarsi altresì, e a ragione, come la mens più geniale di ‘Critica liberale’!) che spesso e volentieri scrive articoli esilaranti per ‘Il Secolo XIX’, nell’articolo del 19 giugno u.s., Il videopopulismo crepuscolo della democrazia, denuncia il "sistematico silenziamento dell’informazione pubblica" contenuto nelle "norme criminalizzanti, quali le recenti disposizioni in materia di pubblicazione delle intercettazioni". Come sosteneva il compianto Norberto Bobbio, la generazione dei diritti - come gli esami della commedia di Eduardo - "non finisce mai". Quello che ora ci viene proposto, last but not least, è il diritto alla gogna mediatica. E’ il trionfo di quel garantismo che trovò ieri in Saint-Just oggi nel più modesto Di Pietro i suoi più intransigenti assertori.

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5 COMMENTS

  1. PIGRIZIA E CIALTRONERIA
    Qui c’è qualcuno che confonde il diritto all’informazione con l’abominio di massacrare la vita ed il privato dei cittadini e blatera di regime prossimo venturo essendo complice e strumento del più squallido e strisciante dei regimi, il regime di PM imbelli e irresponsabili che, non sapendo più condurre un’indagine come si deve, devono sbirciare dal buco della serratura delle private esistenze magari per compiacere assurdi teoremi accusatori, senza mai pagar dazio. Comunque sia non si capisce perché gli atti di indagine debbano finire sui giornali ad uso e consumo della giuria dei tromboni e moralisti un tanto al chilo e per ingrassare la vanità ed il portafoglio di miserabili mistificatori.

  2. Non capisco tutta questa
    Non capisco tutta questa indignazione contro legittime intercettazioni telefoniche condotte dalla magistratura e, ancor più legittime, pubblicazioni sui mezzi di informazione di queste ultime.

    Ultimamente comincio a pensare che gli italiani siano davvero un popolo di ladri e mafiosi se tutti hanno paura di queste fantomatiche intercettazioni.

    Le nostre attuali leggi sono abbastanza evolute da evitare cose che accadono nel paese più “democratico”.

    Spero solo che l’Italia apra gli occhi prima del disastro, giusto per rendersi conto dell’accaduto.

  3. norme anti-intercettazioni
    IL PAESE DEL MALAFFARE
    Sono convinto che in Europa il nostro si caratterizzi sempre più come il Paese della Corruzione e del Malaffare. Le ultime leggi contro le intercettazioni e per la sospensione dei processi allargano enormemente le maglie della giustizia per delinquenti e corrotti che potranno così continuare a delinquere indisturbati, a danno di noi cittadini onesti e per bene che ci sentiremo d’ora in poi sempre più insicuri
    ed indifesi.
    Per avere un quadro chiaro ed oggettivo (al di là delle posizioni di ciascuno e della propaganda)delle drammatiche conseguenze della legge ant-intercettazione, invito tutti a vedere l’ illuminante audiovisivo di Marco Travaglo sul sito di Micromega. C’è da tremare. E ammirare il coraggio di questo giornalista, che mette a repentaglio la propria vita per assolvere al dovere di informare.

  4. Non bisogna permettere,
    Non bisogna permettere, ancora una volta, l’ennesima negli ultimi quindici anni, che il colpo di mano della magistrutra democratica (quella che va a Porto Alegre al Global Forum e che usa i rinvii a giudizio come le BR usavano le P38)vada a segno. No alle intercettazioni sui media, basta con i massacri mediatici, i tintinnii di manette, i suicidi in carcere, l’eversione giudiziaria.
    Se a questo Governo, liberamente eletto dal popolo, verrà impedito di governare, allora è tempo che la forca sia per i giudici, non per gli imputati.

  5. MARCO TRAVAGLIO
    MARCO TRAVAGLIO? RISCHIA LA VITA? AH AH AH L’UNICA COSA CHE RISCHIA è DI AFFOGARE NELL’OMBELICO DELLA SUA VANITA’ E DEL SUO MORALISMO FURBASTRO. I VERI EROI SONO ALTRI E SONO STATI LASCIATI SOLI PROPRIO DA CHI OGGI LI SANTIFICA AD USO E CONSUMO DEL SUO PORTAFOGLIO (OGNI RIFERIMENTO A GIOVANNI FALCONE è VOLUTO).

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