Home News Il diritto internazionale è dalla parte dei kosovari

Il diritto internazionale è dalla parte dei kosovari

13
2

Il ministro Ferrero ha votato contro il riconoscimento italiano del Kosovo. “Uno stato etnico”, secondo il collega Pecoraro Scanio. “Le piccole patrie non sono il futuro dei Balcani” ha concluso il presidente della Camera Bertinotti in un’intervista al Tg2. La sinistra arcobaleno fa quadrato intorno alla Serbia che intanto parla di “secessione” del Kosovo e giudica l’esecutivo di Thaci un “governo fantoccio”.

Chi si oppone alla nascita del nuovo stato balcanico si appella sempre al diritto internazionale, eppure quella del Kosovo non è stata una vera e propria secessione. L’indipendenza del Kosovo è solo l’ultimo capitolo dello smembramento della ex Federazione Jugoslava, uno stato che estinguendosi ha prodotto la creazione di nuovi stati, nessuno dei quali conserva l’organizzazione di governo precedente. I kosovari albanesi hanno dichiarato l’indipendenza in modo unilaterale così come avevano fatto la Croazia, la Slovenia, la Bosnia-Erzegovina e la Macedonia. “In fondo, dal punto di vista sostanziale, il Kosovo non apparteneva più alla Serbia da otto anni” ha ricordato il ministro degli Esteri D’Alema nei giorni del riconoscimento italiano.

Nel senso dello smembramento della Federazione Jugoslava si era espressa la Commissione Badinter tra il 1991 e il 1993, emettendo una serie di pareri non vincolanti che riguardavano anche il principio di autodeterminazione dei popoli. A questa prassi si sono adattate la Cassazione francese e quella italiana con le sentenze comprese tra il 1996 e il 1999. Nel 2001, a Vienna, la Repubblica Jugoslava (Serbia-Montenegro) ha firmato l’Accordo sulle questioni di successione della ex Jugoslavia, abbandonando la tesi della continuità e accettando quella dello smembramento.      

Nella formazione degli stati post-jugoslavi ci sono sempre stati due momenti strettamente legati fra loro: la definizione di una comunità e il suo radicarsi in uno Stato inteso come organizzazione. Il Kosovo è ancora sospeso tra comunità e governo ed è nel processo di nation-building che si gioca la sfida dei prossimi anni, il ruolo dell’Europa, degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite. Tra quattro mesi inizierà la missione Eulex che prevede l’invio di duemila esperti internazionali in Kosovo (giudici, giuristi e poliziotti), un mandato di 28 mesi e un bilancio di circa duecento milioni di euro nei primi 16 mesi. Sarà la più grande missione civile della storia dell’Unione Europea.

Il ‘governatore’ Pieter Feith avrà ampi poteri compreso quello di licenziare i politici locali e abrogare le leggi che non dovessero rispettare gli standard dell’Unione Europea. Feith ha una lunga esperienza nei Balcani e ha dichiarato di voler operare in stretto contatto con le autorità locali. Parla di ownership per sostenere le istituzioni locali nel loro sforzo di creare uno stato di diritto e una società democratica. La missione si occuperà di polizia, giustizia, dogane, ma anche di lotta alla criminalità, investigazione finanziaria, controllo delle frontiere e dei diritti umani.

Il governo di Pristina dovrà esercitare effettivamente il proprio potere sulla sua comunità territoriale, non soltanto a livello centrale e di potere esecutivo ma anche nelle amministrazioni locali, che sono una componente essenziale della organizzazione dello Stato come soggetto di diritto internazionale. Nella provincia kosovara, fuori dalla occidentalizzata Pristina, si decide il destino del Kosovo, l’integrazione etnica e il rispetto dei diritti umani.

Il primo passo del Kosovo è dotarsi di una Costituzione che ne legittimi l’indipendenza e l’effettività, un ordinamento giuridico e legislativo che non dipenda più da quello serbo e che al tempo stesso indichi la strada per liberarsi dalla tutela delle Nazioni Unite. Insieme a una democrazia multietnica, la Costituzione è una delle clausole fondamentali del Piano Ahtisaari. Il rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, saranno i principi alla base della nuova costituzione. La carta sarà approvata dall’Assemblea kosovara con la consulenza dell’UE, entrerà in vigore alla fine del periodo di transizione e a quel punto dovrebbe concludersi anche il mandato dell’UNMIK. Le autorità kosovare assumeranno i pieni poteri legislativi ed esecutivi e a distanza di qualche mese verranno indette nuove elezioni generali e municipali.      

Thaci ha davanti a sé un’economia fallita, un prodotto interno lordo in discesa, più del 50% di disoccupazione. Ci sono pesanti restrizioni imposte ai visti dei cittadini kosovari che vogliono emigrare all’estero. La strada è tutta in salita ma il Kosovo non è uno stato fantoccio come quelli creati dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Dipingerlo così è un refrain della vecchia politica serba. Pristina non costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza delle nazioni, sembra godere del consenso del popolo, ha già avuto elezioni libere, non sta violando i diritti umani. La NATO non si comporta come le forze occupanti turche nella parte nord di Cipro. La risoluzione 1244 dell’ONU garantisce una base legale per la missione UE e per continuare a fornire aiuti al Kosovo dopo l’indipendenza.

Il problema del riconoscimento è legato alla sfera della politica più che al diritto internazionale. Scrive Benedetto Conforti: “Il riconoscimento è un atto meramente lecito, e meramente lecito è il non riconoscimento: entrambi non producono conseguenze giuridiche”. L’indipendenza kosovara non legittima direttamente le altre minoranze che si battono nel resto del mondo perché queste sono battaglie politiche ancora in corso e non è il riconoscimento a costituire una soggettività internazionale.

L’esperienza kosovara dimostra che i diritti dei popoli hanno assunto una grande importanza nella evoluzione del diritto internazionale. Oggi il principio di autodeterminazione è diventato una regola di diritto positivo che ha acquistato un valore consuetudinario grazie alla Carta dell’ONU, alla Dichiarazione sull’indipendenza dei popoli coloniali del 1960 e alla Dichiarazione di Varsavia Verso una comunità delle democrazie del 2000. Chi si ostina a interpretare l’autodeterminazione in modo negativo considera il riconoscimento italiano del Kosovo un’ingerenza negli affari interni della Serbia. La verità è che nei Balcani si sta completando la decolonizzazione dell’ex blocco sovietico.   

  •  
  •  

13 COMMENTS

  1. Kossovo e DIRITTI Internazionali.
    Come si puo’ assegnare un Diritto ad uno che non ne ha ? – La Patria Serba si confina con l’Albania e comprende il Kossovo quale Regione.
    Se pur di grande numero, gli Albanesi Kossovari sono OSPITI, piu’ o meno graditi, ed in quanto tali devono rispettare le leggi della Serbia.-
    Tutto quello che pensano gli idioti giuristi occidentali non ha fondamento; se trascuriamo cio’ prepariamoci a vederne di tutti i colori; ma con la responsabilita’ di molto probabile sangue versato inutilmente.

  2. Il diritto internazionale è per le azioni multilaterali
    Sostenere che il diritto internazionale è dalla parte dei kosovari può essere fuorviante. Come anche sostenere che la Carta delle Nazioni Unite prevede indiscriminatamente il diritto di autodeterminazione dei popoli. Non è vero. La Carta (purtroppo) restringe questo diritto ai popoli che si trovano in situazioni di dominio coloniale e affini e il Kosovo, pur se caratterizzato da una storia travagliata, non rientra in questa categoria. Il diritto internazionale sancito dalla Carta dell’ONU rimane vago e impreciso riguardo a situazioni diverse da quelle previste e l’attività dell’organizzazione è disgraziatamente immobilizzata dai veti contrari all’interno del Consiglio di Sicurezza. Tuttavia vi è un orientamento che il nuovo diritto internazionale ha stabilito con fermezza (e che con altrettanta fermezza numerosi stati si ostinano a non rispettare) ed è quello della fine delle azioni unilaterali e l’inizio di un’era in cui deve essere prassi la cooperazione multilaterale con azioni collettive a carattere anche sopranazionale.
    Questo deve essere l’unico modo per dare risposte a pretese spesso giuste ma troppo spesso caratterizzate da modalità di azione sbagliate.
    In sostanza, non guardiamo solo al “chi” o al
    “che cosa ” ma anche al “come”, perchè in un mondo sempre più interdipendente a popoli e stati è richiesta una condotta diversa.

  3. Chi è l’idiota
    Il commento di “silvio da novara” è l’esempio lampante di cosa succede quando si lascia commentare dotte disquisizioni di diritto internazionale a gente semianalfabeta di ritorno, abituata solo al rutto libero in canottiera e a slogan del tipo “noi ce l’abbiamo duro” e “voi siete ospiti bingobongo e noi padroni di casa” e anche a quest’ineffabile ultimo “i giuristi occidentali – idioti”.
    Perché non te ne torni al Bar Sport di Novara, fratello silvio, a disquisire di argomenti più consoni ai tuoi simili, tipo “epistemologia della gnocca”?

    P.S. A proposito di vaneggiamenti su “ospiti” in Kosovo, qualche informazione per chi vuole andare oltre la “storia del Kosovo a fumetti per dummies” in uso presso i leghisti italici.
    Nell’Enciclopedia Britannica del 1911, quando il Kosovo da quasi 5 secoli era sotto la sovranità dell’Impero Ottomano, alla voce “Kosovo” (cfr.http://encyclopedia.jrank.org/KHA_KRI/KOSSOVO.html) figura:”The inhabitants are chiefly Albanians and Slays, with smaller communities of Greeks, Turks, Vlachs and Gipsies.”. Albanesi e slavi. Strano che l’Enciclopedia Britannica metta “gli ospiti” PRIMA dei “padroni di casa”: sarà stata al soldo della Spektre Planetaria Albanese dei Savi di Sion?:-).
    Inoltre, secondo “Albanians and Serbs in Kosovo: An Abbreviated History” dello storico Prof.G. Richard Jansen, Colorado State University (http://lamar.colostate.edu/~grjan/kosovohistory.html) che mi sembra un lavoro serio e abbastanza imparziale, (nient’affatto tenero anche con gli albanesi) è scritto: “In the period 1918-1941, between the two world wars, colonization of Kosovo by Serbian settlers was attempted. Land was appropriated from Albanians illegally and Albanians were encouraged to leave. Some Albanians resisted. In 1931 the population of Kosovo remained 63% Albanian, so it is clear that, for a variety of reasons, the colonization movement had failed except for a few isolated Albanian towns that became more Serbian.”

  4. Non conosco le competenze
    Non conosco le competenze del signore che ha scritto questa oscenità ma gli volevo chiedere.Il diritto internazionale lo stabilisce l’onu,gli usa, Solana, D’Alema gli olandesi veri padroni dell’ue,oppure i bombardamenti della nato?
    Cosa dice il diritto internazionale sul KURDISTAN e sulla PALESTINA. Cosa fa il diritto internazionale contro la turchia che invade un altro paese? Per chiudere poi sul diritto,volevosapere se Thaci essendo stato capo dell’UCK, ha le mani sporche di sangue? UCK è una organizzazione terrorista? Se si perchè la nato non bombarda pristina?Se no, perchè allora il pkk lo è?
    grazie e aspetto una risposta

  5. Risposte e domande a Vlachos
    In attesa delle risposte dell’autore dell’articolo, ti scrivo le mie, fratello ellenico (presumo).

    “Il diritto internazionale lo stabilisce l’onu,gli usa, Solana, D’Alema gli olandesi veri padroni dell’ue,oppure i bombardamenti della nato?”
    Ma perché i padroni dell’UE sarebbero gli olandesi e non piuttosto i lussemburghesi, i belgi o i portoghesi? O magari i padroni dell’UE saranno i soliti ebrei che tramano nell’ombra, Protocolli dei Savi di Sion in mano, che ne dici?:-)
    Tornando alle cose serie, sul diritto internazionale ti potresti informare qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_internazionale
    Lì si dice, p.es. che:”…possiamo dire che la principale differenza tra la struttura del diritto internazionale e quella del diritto interno è l’assenza di un’autorità centrale che emani la legge e ne assicuri il rispetto (c.d. “anarchia” della comunità internazionale), inoltre a partire dalla fine del XIX secolo e soprattutto dalla fine della Prima Guerra Mondiale agli Stati si sono affiancate le Organizzazione Internazionali, mentre con l’inizio della decolonizzazione hanno progressivamente assunto personalità giuridica internazionale i movimenti insurrezionali, purché esercitino il controllo effettivo su una popolazione ed un territorio.”.

    “Cosa dice il diritto internazionale sul KURDISTAN e sulla PALESTINA?”
    In buona sostanza dice che se i curdi o i palestinesi o chiunque altro diventano – in un modo o in un altro – così forti da potersi costituire in uno Stato e difenderlo da chiunque cerchi di invaderlo, avranno il loro Stato. Così è se ti pare. P.es. il Taiwan è uno Stato e, anche se non fa parte dell’ONU, è riconosciuto come Stato sovrano da una ventina di paesi membri dell’ONU e la Cina fasciocomunista si guarda bene dal tentare di invaderlo.

    “Cosa fa il diritto internazionale contro la turchia che invade un altro paese?”
    Premesso che- come detto sopra – il diritto in sé e per sé non fa proprio nulla in ogni caso, dipende anche dal “perché” lo invade. Se ti riferisci a Cipro, mi sembra che ad iniziare le “danze” fu la Grecia dei colonnelli, deponendo Makarios. La reazione turca fu l’inevitabile conseguenza della rottura del delicato equilibrio interetnico nell’isola, di cui Grecia, Turchia e GB furono i firmatari. Un po’ come nel caso di Milosevic che abolì l’autonomia del Kosovo, dando inizio alla catena degli eventi che sappiamo.
    Se, invece, ti riferisci agli sconfinamenti dell’esercito turco nel kurdistan iracheno a caccia di miliziani del PKK, mi sembra esagerato parlare di “invasione”. Tutt’al più di “sconfinamento”, un po’ come faceste voi ellenici nel 1949 nei confronti dell’Albania di Hoxha che offriva asilo ai partigiani comunisti greci dell’EAM e per la qual cosa il sullodato Diritto Internazionale mica si scompose più di tanto.

    “Per chiudere poi sul diritto,volevosapere se Thaci essendo stato capo dell’UCK, ha le mani sporche di sangue?”
    Dipende da che tipo di sangue. Se è quello di civili inermi, non avete che da portare le prove al Tribunale Internazionale e credo che Thaci lascerà l’incarico e si consegnerà all’Aia, come ha fatto il suo predecessore Harajdinaj. Diversamente da quei grandi Eroi Mitologici Senza Macchia (di sangue) e Senza Paura di Karadzic e Mladic.

    “UCK è una organizzazione terrorista?”
    Non mi pare che abbia messo bombe nella metropolitana di Belgrado o di Atene. Loro si definiscono “movimento armato di liberazione” e hanno combattuto nel loro territorio. Per chi di loro si fosse macchiato di atti di terrorismo, crimini di guerra o altro, ripeto, c’è sempre il Tribunale Internazionale.

    “Se si perchè la nato non bombarda pristina?”
    Evidemente perché la risposta è “NO”.

    “Se no, perchè allora il pkk lo è?”
    Mah, forse te lo potrebbero spiegare i governanti del tuo paese, la Grecia, che praticamente consegnarono il leader del PKK Ocalan alla giustizia turca.

    Per finire, ti faccio anch’io qualche domanda: che dice il diritto internazionale sulle proprietà immobiliari abbandonate da quei 20 000 albanesi musulmani del nord della Grecia che fuggirono nel 1945 dalla sanguinosa pulizia etnico-religiosa attuata da quel Grande Patriota che fu il generale Napoleonis Zervas? Ah, già, lo so, conosco bene il ritornello, molto probabilmente mi dirai che quei 20 000, donne e bambini compresi:-), erano stati “collaborazionisti di Mussolini”. Ma allora, perché lo Stato ellenico, molto Democratico e Rispettoso dei Diritti Umani tiene quelle proprietà sotto “sequestro conservativo” da più di 60 anni e non consente ai discendenti dei “collaborazionisti” nemmeno un visto per poter vedere da lontano la casa in cui sono nati i loro avi e dove molti di loro sono sepolti (figuriamoci restituir loro il maltolto!)? Per chi le “conserva”, per gli extraterrestri?

    Mi pare che Qualcuno, tempo fa, abbia detto “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

  6. cara cecilia, dici bene
    cara cecilia, dici bene sulla ‘vaghezza’ e la ‘imprecisione’. Il discorso infatti è apertissmo, come dimostrano il Curdistan, la Palestina, eccetera eccetera. Grazie a Ritvan e mi spiace per chi richiede competenze come se volesse i documenti.

  7. Per il dotto RITVAN SHEHI
    Carissimo fratello RITVAN, mi inchino alle tue dotte citazioni e mi vado a rifugiare nel mio Bar Sport, dove e’ di casa la “gnocca” che, contro tua voglia, ha sfornato anche te !!!
    Con il tuo furore di saccente letterato, non fai altro che confermare la inconsistenza delle tue fonti giuridiche ( del “DIRITTO” ).
    La tua reazione e la tua risposta, le posso sintetizzare con un aneddoto verificatosi al Politecnico di Milano, tanti anni or sono :
    ” Ad una precisa ed elaborata domada d’esame, il candidato, non molto preparato ed alquanto imbarazzato, rispose con una solenne cavolata. Allora il professore esclamo’:
    ” Il Profeta tacque, e l’asino raglio’ “.
    Con tanti saluti.
    Silvio da novara

  8. Replica a RITVAN
    Caro fratello Ritvan ( solo perche’ nato dalla stessa “gnocca”, da te tanto disdegnata ), io mi inchino alla tua saccenza e, rinculando ossequiosamente, mi rifugio nei Bar Sport a disquisire, in canottiera, su problemi che riguardano la bonta’ degli attributi virili.
    Per rispondere alla tua risposta ed alle tue dotte argomentazioni, uso un aneddoto da me vissuto, a suo tempo, al Politecnico di Milano.
    Durante un esame, avvenne questo:
    Alla domanda ben formulata dal Professore, il Candidato rispose con una grande cavolata.
    Al che il Professore sussulto’ e disse all’assemblea:”Il profeta tacque, e l’asino raglio’ ”
    Cerca di farne tesoro.
    Silvio da novara

  9. Il diritto internazionale è dalla parte dei Kosovari.
    Cari amici…come si vede,anche dal autore dell’articolo e come si vede anche dai commenti del sig Ritvan Shehi e vero che il diritto internazionale e dalla parte del Kosovo.
    Prima di tutto il Kosovo lo ha guadagnato l’indipendenza in campo di battaglia,si e fata una guerra contro la Serbia.
    Come nasce il problema del Kosovo…e sempre stato un sterminio sistematico degli kosovari per mano dello stato serbo,la comunità internazionale,benché sconvolta dalle denunce di atrocità,di genocidio e una pulizia etnica di un popolo,grazie alla diplomazia pubblica ”mediatica”internazionale,il mondo si e messo in movimento.
    L’ azione militare della NATO in Kosovo e stato realizzato e razionalizzato,in legittimità e legalità con la dottrina dell’emergenza umanitaria e della ”responsabilità di proteggere”un popolo.
    L’intervento umanitario e stato definito dal ”Danish Istitut of Affari Esteri”,come azione coercitive da parte degli stati che prevedono l’uso della forza armata in un altro stato senza il consenso del suo governo,con o senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU,allo scopo di prevenire un arresto lordo e massicce violazione dei diritti umani,..violazione dei diritti umani,genocidio e pulizia etnica vanno contro il diritto internazionale.
    In base dell’articolo 39 delle Nazioni Unite ora si e considerato,che l’emergenza umanitaria e considerata,”non e una minaccia alla pace”,e si puoi autorizzare gli stati a entrare in territorio straniero ( altro stato ),per un azione militare finalizzata alla restaurazione della pace e stabilita.L’intervento umanitario e costitutivo.
    Con la pratica internazionale del diritto,la teoria costitutiva,sostiene che l’atto di riconoscimento si crea effettivamente Stato.
    L’INTERVENTO UMANITARIO,un nuovo approccio giuridico basato su principi etici fondamentali nel diritto internazionale,…l’approccio pratico a tutela dei diritti umani.
    Come si sa che in caso del Kosovo l’ONU non riusciva a ottenere l’autorizzazione all’intervento militare per la minaccia e il veto della Russia e Cina.
    Nemmeno la UE era in grado a intervenire perché stati diversi,temendo ripercussioni da da parte delle proprie minoranze etniche,come Spagna,Grecia,Slovacchia,Cipro,non erano disposti ad appoggiare e dare ok al intervento e cosi sia,ad un azione militare a fermare lo stato serbo con dittatore Slobodan Milosevic.
    Nel 1999 fu approvata la risoluzione che autorizzava la NATO,al intervento militare dei bombardamenti alla Serbia,sotto la guida americana,nel corso dell intervento tutti i paesi membri di alleanza fornirono il loro territorio e contributo.
    Con l’ultima pronuncia della Corte della giustizia internazionale dell’Aia,sul Indipendenza del Kosovo,con la sua parere e competenza consultiva,che L’Indipendenza del Kosovo e legittima in base al diritto internazionale,si e dato al Kosovo la legalità giuridica politica,dello Stato indipendente.

  10. colonizzazine
    Non esiste una vera autodeterminazione dei popoli…tutto dipende se si vince o meno una guerra …dunque non è un vero e proprio diritto …inoltre la vera distruzione del mondo e la colonizzazione monetaria e l.aggressione economica fatta senza armi ma attraverso accordi pubblici e segreti..Non ce peggio di chi crede di essere libero

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here