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La Lettura 2011 di Magna Carta

Il fallimento del multiculturalismo e la democrazia in Medio Oriente

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Cari Amici, benvenuti e grazie per essere qui oggi per l’ottava edizione della Lettura Annuale della Fondazione Magna Carta. In realtà, non molto tempo è trascorso dall’ultima Lettura, quando lo scorso novembre abbiamo anticipato le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia con una lectio magistralis dello storico Roberto Vivarelli. Una partecipazione numerosa come quella odierna dimostra come questo sia divenuto un appuntamento tradizionale non solo per la nostra Fondazione, ma anche per tutti quelli che continuano a seguirne con passione le iniziative. Per noi ciò è motivo di grande soddisfazione e segno di come Magna Carta si sia ormai affermata come punto di riferimento consolidato e in costante espansione della cultura liberale in Italia.

Naturalmente, il successo odierno non può che essere condiviso con l’illustre ospite a cui tra breve cederò la parola. Si tratta di Geert Wilders, presidente e leader del Partito per la Libertà, che affronterà il tema sul quale ha incentrato con grande coraggio la sua battaglia politica e culturale nel suo paese, l’Olanda, e nel resto d’Europa: il fallimento del multiculturalismo come modello d’integrazione, con particolare riferimento agli immigrati di origine islamica. Un tema che assume una rilevanza ancora maggiore alla luce degli eventi che stanno sconvolgendo il mondo arabo-musulmano.

Il fallimento del multiculturalismo e la necessità di un cambiamento in chiave democratica dei regimi mediorientali costituiscono due questioni decisive del nostro tempo a cui Magna Carta ha dedicato, sin dalla sua nascita, una parte rilevante delle proprie attività attraverso conferenze, seminari e pubblicazioni. Senza dimenticare l’Occidentale, il giornale on-line della Fondazione diretto da Giancarlo Loquenzi, che da quattro anni continua ad approfondire quotidianamente tali problematiche con autorevoli commenti ed analisi.

La presenza oggi del presidente Wilders e l’ampio spazio che Magna Carta ha riservato nelle ultime settimane agli avvenimenti nella sponda sud del Mediterraneo, ospitando esperti di politica estera e personalità provenienti dal mondo arabo, sono gli esempi più recenti dell’impegno della Fondazione sulle tematiche cruciali di respiro internazionale che coinvolgono direttamente anche l’Italia. Mentre il rilancio della “questione democratica” nell’area del grande Medio Oriente, così come le recenti dichiarazioni del primo ministro britannico, David Cameron, e della cancelliera tedesca, Angela Merkel, sull’insostenibilità del modello multiculturale in Europa, rappresentano un importante riconoscimento per le idee che in questi anni non abbiamo mai cessato di promuovere.

La capacità di offrire risposte autorevoli e lungimiranti ha contraddistinto Magna Carta anche negli altri settori in cui si concentrano le sue attività: dalla riforma dello Stato a quella del welfare, dalla laicità alla sfida educativa, dall’ambiente alla biopolitica. Senza timore di contravvenire ai canoni del “politicamente corretto”, né di sfidare l’immobilismo spesso prevalente in una parte delle istituzioni e della classe dirigente, Magna Carta ha sin qui indicato la via di un autentico riformismo per la crescita e la modernizzazione del nostro Paese di fronte alle sfide poste dal XXI secolo e dalla globalizzazione.

In questo quadro, la riforma dell’Università e della Giustizia, l’introduzione del federalismo, il ritorno al nucleare e la risoluzione della questione giovanile, costituiscono per l’Italia obiettivi irrinunciabili su cui la Fondazione sta investendo grandi energie affinché possano essere finalmente raggiunti attraverso l’azione della politica. All’appello lanciato da Magna Carta nel mese di dicembre a sostegno della riforma Gelmini hanno aderito oltre 500 docenti universitari, che in questo modo sono riusciti a rompere il muro del conformismo e della conservazione che tendono ancora a prevalere in materia di scuola ed educazione.

Il recente convegno sulla riforma del sistema giudiziario ha avuto un notevole impatto a livello mediatico e nel dibattito politico, grazie alla partecipazione di un autorevole esponente del governo qual è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Dei benefici derivanti dal federalismo fiscale abbiamo parlato in uno degli appuntamenti con i Dialoghi DiVini, l’iniziativa periodica di Magna Carta giunta alla sua seconda edizione, all’interno della quale torneremo presto ad affrontare anche il tema del nucleare, sulla scia dei tragici eventi in Giappone.

Inoltre, il Centro Studi coordinato da Raffaele Perna, nell’ambito delle sue attività di ricerca, sta portando a termine un’ampia iniziativa denominata, non a caso, “L’Italia non è un paese per giovani”, nella quale si analizza la condizione degli under 35 italiani e si propongono soluzioni concrete riguardanti il mercato del lavoro, il sistema previdenziale, la famiglia, la scuola e l’università, l’imprenditorialità giovanile ed il rapporto tra i giovani e la politica.

L’attenzione che Magna Carta ha sempre destinato alla componente giovanile è testimoniata dal Summer School, la scuola annuale di alta formazione politica di cui il prossimo settembre si terrà la sesta edizione. Sono ormai centinaia i ragazzi e le ragazze che hanno frequentato la nostra scuola, e con molti di loro la Fondazione ha sviluppato fruttuosi rapporti di collaborazione. La crescente richiesta di partecipazione è indice della qualità dell’offerta formativa ed allo stesso tempo accresce le nostre responsabilità verso i tanti giovani che guardano a Magna Carta nel panorama culturale italiano.

Per questo motivo, abbiamo deciso di affiancare alla tradizionale Summer School la Scuola di Biopolitica, dedicata alle grandi sfide etiche ed antropologiche del XXI secolo. La sua prima edizione si è svolta lo scorso febbraio ed ha visto filosofi, avvocati, politici e medici di ogni convinzione e credo, affrontare temi quali l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione assistita e l’eugenetica. Un’esperienza che si è rivelata avvincente per i giovani partecipanti, che sono stati pienamente coinvolti nella riflessione scientifica e filosofica su questioni che ancora oggi dividono l’opinione pubblica in fronti contrapposti.

Numerose sono state dunque le attività che Magna Carta ha realizzato in questa prima parte del 2011, e siamo solo all’inizio. Davanti a noi abbiamo una lunga stagione, che si preannuncia quanto mai intensa alla luce dei momenti cruciali che stiamo attraversando sul piano sia interno che internazionale. Quanti operano all’interno della Fondazione ne sono consapevoli e come sempre si dimostreranno all’altezza dei traguardi che Magna Carta intende conseguire. Vi ringrazio per l’attenzione e passo ora la parola al nostro relatore d’eccezione, Geert Wilders.

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2 COMMENTS

  1. Multiculturalismo male minore
    Per essere coerenti dovreste volere lo stop agli sbarchi e il rempatrio immediato dei clandestini già presenti in Italia (era anche una promessa elettorale, mi pare). Invece non si fermano gli sbarchi né si fa la lotta ai clandestini-abusivi-irregolari già sul suolo Italiano (e sono tanti! Voi ci avete mai avuto a che fare?). Perché? Per solidarietà? Anche io sono solidale. Lo sono con i poveri Lampedusani, costretti a vivere senz’acqua e nella spazzatura e nel fetore delle deiezioni di migliaia di clandestini arroganti. Sono solidale con i poveri giovani e precari Italiani, ai quali, per avere una villetta come quelle del centro di Mineo, ora regalate ai clandestini, ai terroristi e agli evasi di galera, gli occorre l’aiuto economico dei genitori e un mutuo lungo una vita. Sono solidale con tutti i poveri italiani, che avrebbero potuto godere DEI MILIONI DI EURO spesi invece per mantenere e foraggiare migliaia di clandestini vigliacchi che fanno i padroni a casa nostra insieme a migliaia di terroristi e migliaia di avanzi di galera. (Si spendono SOLDI ITALIANI per mantenere terroristi e delinquenti a piede libero: questo, che effetto pensate faccia ai pensionati e ai cassaintegrati italiani?). Sono solidale con i Tunisini che hanno il coraggio di restare e lottare nella propria Patria per renderla un Paese migliore senza scappare vigliaccamente. Sono solidale con i veri poveri africani, quelli che rimangono perche’ non hanno 2000 euro da dare alla Mafia e agli scafisti, i quali gongolano e ingrassano sul nostro buonismo cretino che sperano non finisca mai . Pensate un po’: NON FERMARE LE INVASIONI DI OGNI GENERE E GRADO, come stanno facendo, QUANTE SCIAGURE COMPORTA ALL’ITALIA (spese, aumento della delinquenza, fine della nostra cultura, aumento dei nostri poveri, aumento degli affari e soldi per la Mafia). Mi pare che il multiculturalismo sia di certo un male enorme, ma minore. A tutti costoro e alla povera Italia mia, sola e abbandonata in balia degli invasori arroganti e prepotenti vecchi e nuovi, e ai terroristi e agli avanzi di galera di tutto il mondo che fanno i padroni a casa nostra, rendendo noi ospiti e schiavi, va tutta la mia solidarietà. E un po’ di schifo verso altri vigliacchi che predicano bene solo a parole e solo prima delle elezioni.

  2. Concordo con l’anonimo; mi
    Concordo con l’anonimo; mi chiedo se il ministro Maroni abbia dimenticato che la sua funzione è quella di provvedere alla nostra sicurezza e non di accogliere necessariamente cani e porci.
    E si che si è deciso di impiegare navi militari.
    Dovrebbero bloccare QUALUNQUE accesso sulle nostre coste a QUALUNQUE TITOLO, invece sento addirittura che si propone un incentivo economico ai clandestini per farsi rimpatriare. La stupidità incarnata.
    Sono basito e indignato di fronte alla mancanza di nerbo del nostro governo, appiattito su posizioni masochiste, che si aspetta aiuto da quella UE che da anni ci impone di accogliere clandestini a milioni.
    Non abbiamo alcun bisogno di altri clandestini; non abbiamo l’obbligo di accogliere tutti i barconi.
    Il governo – sopratutto – è lì per fare quello che noi elettori abbiamo chiesto, non quello che crede sia meglio, paternalisticamente. Davvero Prodi non avrebbe fatto di peggio, salvo forse regalare la cittadinanza a chi sbarca a Lampedusa..ma fra un po’…
    Abbiamo già milioni di immigrati sul suolo nazionale e la nostra identità culturale, linguistica e etnica è a rischio. Ora accettiamo di buon grado un’invasione “””””””Inevitabile””””””””.
    Che risultato pensate ne verrà fuori?

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