Il federalismo è l’unico mezzo per combattere l’inefficienza al Sud

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Il federalismo è l’unico mezzo per combattere l’inefficienza al Sud

02 Febbraio 2011

In questi giorni uno dei temi più caldi dell’agenda politica è il federalismo fiscale. Il decreto sul federalismo municipale sarà votato in commissione domani e i numeri sono in bilico. Qui a Sud, ovviamente, ci sono fortissime resistenze. Si teme che il federalismo aumenti le tasse, che trasferisca al Meridione molte meno risorse e che, sostanzialmente, abbandoni questa parte d’Italia al suo triste destino. E giù con rivendicazioni neoborboniche, campagne contro l’abbandono dei meridionali a loro stessi, e così via. I giornali locali e le tribune virtuali sono tutto un fiorire di queste invettive ed appelli.

Un Sud drammaticamente legato al passato, fatto di sovvenzioni, di Cassa del Mezzogiorno, di cattedrali nel deserto ed investimenti a pioggia su di una terra arida e sterile. Mentre, intanto, si dimenticava come si fa a produrre, ad intraprendere nuove attività, a guardare al futuro e alle nuove sfide. Un Mezzogiorno con il posto fisso e la pancia piena che si raccoglie pauroso su se stesso ad elemosinare le briciole della parte produttiva del paese.

In molti dimenticano che il principio fondamentale del federalismo è proprio la possibilità di decidere autonomamente del proprio destino. La fortuna di questo assetto istituzionale è l’idea che a Bari, a Napoli o a Palermo si dovrebbe sapere meglio di un lontano governo romano quello che è opportuno fare, come si dovrebbe investire per ottenere una crescita migliore e più stabile. O forse, proprio perché si è capito questo, si teme di conseguenza l’incapacità della classe dirigente meridionale di far fronte a questa importante sfida.

E’ di pochi giorni fa la notizia che le Regioni Puglia, Basilicata e Molise hanno perso il finanziamento di 120 milioni di euro per la costruzione della diga di Piano dei Limiti. La prima delibera era del 2002, tra il 2002 ed il 2005 il finanziamento era completo e a disposizione delle Regioni. Dal 2005 ad oggi non si è fatto assolutamente nulla. E il finanziamento è andato perduto. L’opera era importante (anche se non strategica), in quanto il vicino invaso di Occhito si riempie facilmente e, durante l’inverno, si è costretti ad aprire le chiuse sprecando milioni di metri cubi d’acqua.

La diga di Piano dei Limiti avrebbe consentito di recuperare tutta quest’acqua e creare un’ importante riserva per i mesi estivi. Nove anni senza far nulla. Con la precedente giunta Vendola che si è contraddistinta per il suo totale immobilismo (in tutto cinque anni e mezzo con 120 milioni in tasca senza produrre neppure un atto). Se questi sono i personaggi, il federalismo in effetti può anche essere temuto.

Ma la speranza è, invece, che questa difficoltà si trasformi in un’opportunità per far crescere e maturare una nuova classe dirigente. Il centralismo diventa una scusa per nascondersi, delegare, scaricare le colpe e far campare gli amici e gli amici degli amici. Il federalismo strappa il velo ed evidenzia le vergogne di politici pigri ed incapaci. Cosa sarebbe il governatore Vendola se non potesse, ad ogni occasione, accusare il ministro Fitto di non aprire i cordoni della borsa dei fondi FAS? Oppure prendiamo il caso del sindaco di Bari Emiliano, come avrebbe potuto essere rieletto se non fosse riuscito a far ricadere sul ministro Bondi la responsabilità della mancata riapertura del Petruzzelli? Queste persone vivono di demagogia e sono esperti nell’atavica abilità dei meridionali di trovare altrove la giustificazione delle proprie colpe e delle proprie mancanze.

I politici meridionali, di destra e di sinistra, che hanno davvero a cuore il futuro della loro terra, devono invece rivendicare proprio la possibilità di poter agire in prima persona, senza attendere diktat o concessioni romane e prendere in mano il futuro delle proprie comunità. Con onori e oneri. Anche la gente dovrebbe rivendicare efficienza e trasparenza delle spesa, capacità di fare squadra con i settori produttivi e con le università, piuttosto che stare lì ad attendere il bonifico da Roma che salvi un sistema inefficiente ed inefficace.