Il G8 trova l’accordo sull’Africa: 20 miliardi in tre anni
10 Luglio 2009
Il G8 dell’Aquila si avvia alla conclusione. Dopo la giornata di ieri – che ha segnato importanti passi in avanti nella collaborazione tra gli 8 Grandi e i Paesi delle economie emergenti – i Grandi della Terra si preparano al terzo e ultimo giorno del summit abruzzese: si parlerà di Africa e sicurezza alimentare. Alle 13 conferenza stampa finale della Presidenza del G8.
La bozza finale. “I leader hanno riconosciuto che la loro azione è rafforzata dall’impegno congiunto con le grandi economie emergenti”. È quanto si legge nella bozza del documento finale dei lavori del G8. “Nel 2007 – si legge – il G8 ha iniziato un dialogo con il Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa per arrivare a una reciproca comprensione delle questiono chiave dell’agenda internazionale. A L’Aquila i leader hanno deciso di progredire insieme verso un’associazione stabile e strutturata. Con questo spirito il vertice si è aperto nel formato G8 per poi espandersi ad iniziare dal secondo giorno con riunioni via via più ampie”. Inoltre sono state poste “le basi per un accordo globale ed efficace a Copenaghen” riguardo i cambiamenti climatici. Si sottolinea anche che i leader del G8 e del Mef (Major Economies Forum) “hanno concordato di continuare a lavorare insieme nei prossimi mesi”. “I leader del G8 restano impegnati a sostenere pienamente l’Autorità Palestinese” , dopo aver “raggiunto un accordo di pace, attraverso il lancio di un piano ambizioso e globale che svilupperebbe le infrastrutture e incoraggerebbe le attività economiche del futuro Stato palestinese”.
Sul nucleare i leader hanno sottolineano “l’importanza centrale del regime stabilito dal Trattato di non proliferazione e l’impegno a creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari” e a questo scopo “gli Stati Uniti convocheranno una conferenza nella primavera 2010 volta a rendere sicuro tutto il materiale nucleare vulnerabile nel mondo e a portare alla revisione del Trattato di non proliferazione”. Rivolgendo lo sguardo all’iran hanno espresso preoccupazione per i recenti sviluppi, deplorando la violenza post elettorale nel paese, l’interferenza rispetto ai media, la detenzione ingiustificata di giornalisti e gli arresti di cittadini stranieri. Si fa riferimento anche all’impegno per trovare una soluzione diplomatica al fallimento continuativo da parte dell’Iran nell’adempiere ai suoi obblighi internazionali rispetto al suo programma nucleare. Gli 8 leader hanno anche condannato le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad che negano l’olocausto. È stato poi rinnovato l’impegno del G8 per costruire capacità di peacekeeping e peacebuilding a livello globale, con una particolare attenzione allo sviluppo di operazioni di sostegno alla pace condotte da stati africani. In vista di una pace globale tra Israele e tutti i suoi vicini, i leader rinnovano il loro pieno sostegno alla soluzione di due Stati per il conflitto israelo-palestinese e sollecitano le parti a riprendere rapidamente i negoziati diretti”. I Grandi chiedono anche alle parti di “adempiere ai loro obblighi previsti dalla Roadmap”.
Parlando dell’agenda di Accra “i leader hanno riconosciuto che l’aiuto pubblico non può avere un impatto reale sullo sviluppo nel lungo periodo senza che ne venga migliorata la qualità. Hanno confermato la loro determinazione ad attuare l’Agenda di Accra”. “Inoltre – si legge nel testo – partendo dal consenso di Monterrey, hanno deciso di promuovere un approccio onnicomprensivo per assicurare maggior coerenza delle politiche ed in coinvolgimento di tutte le risorse finanziarie”. “Nel riaffermare i loro impegni sullo sviluppo – si prosegue – hanno pubblicato un rapporto preliminare sull’adempimento degli impegni e hanno deciso di sviluppare un meccanismo completo di accountability per monitorare i progressi e per rafforzare l’efficacia delle loro azioni. Il primo rapporto sull’accountability sarà pubblicato in occasione del summit G8 di Muskoka in Canada nel 2010”.
“La crisi ha evidenziato l’esigenza di regole sull’appropriatezza, l’integrità e la trasparenza relative alla condotta dell’attività economica e della finanza internazionali, per evitare gli eccessi del passato e rafforzare l’etica negli affari. A tale fine, i leader hanno concordato una strategia per sviluppare standard e principi comuni, il Lecce Framework”. È quanto si legge nella bozza del documento finale del vertice G8 di L’Aquila. Il lavoro per raggiungere questo obiettivo, si sottolinea, “si svilupperà partendo dalle iniziative esistenti dell’Ocse e delle altre organizzazioni internazionali rilevanti, e sarà portato al prossimo Summit G20 di Pittsburgh”.
Trovato insieme ai paesi africani l’accordo sull’acqua. I leader del G8, riuniti con i paesi africani, hanno approvato la dichiarazione sull’acqua. Inoltre i Leader di 40 Stati e Organizzazioni internazionali si "sono incontrati per unire gli sforzi per sconfiggere la fame". E si sono impegnati – si legge nel documento finale – a "mobilitare almeno 20 miliardi di dollari in 3 anni attraverso l’iniziativa de l’Aquila sulla Sicurezza Alimentare per sostenere lo sviluppo rurale nei paesi poveri". I leader "allarmati dal crescente numero di persone denutrite e dal livello inadeguato di investimenti in agricoltura", hanno "ulteriormente promosso lo sviluppo del Partneriato Globale sull’Agricoltura e la Sicurezza Alimentare per mantenere l’agricoltura al centro dell’agenza internazionale". E’ la prima volta, nella storia del vertice, in cui viene condiviso un testo comune tra gli 8 grandi e i Paesi africani. L’approvazione del testo non era scontata data la natura del tema, particolarmente complesso. È inoltre la prima volta che i Paesi africani vengono coinvolti pienamente in un processo decisionale. L’approvazione del testo è arrivata al termine della colazione di lavoro del G8, allargato a Algeria, Angola, Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Commissione dell’Unione Africana, Aie, Banca Mondiale, Fmi, Ilo, Ocse, Wto e Onu. Nella dichiarazione sull’acqua approvata oggi si afferma la determinazione “a costruire una partnership più forte tra paesi africani e quelli del G8 per allargare l’accesso all’acqua e all’igiene pubblica, basata sui principi della responsabilità condivisa”. I Paesi del G8 ed i “partner africani – si legge inoltre – si sono trovati d’accordo sul fatto che la crisi economica e finanziaria sta colpendo duramente i Paesi più poveri” rischiando di “inficiare” i progressi fatti finora. I “leader hanno sottolineato il bisogno di attivarsi rapidamente per permettere il rilancio della crescita ed attuare misure adeguate a proteggere i più vulnerabili”.
I temi della terza giornata. Africa e fame nel mondo. Presenti, oltre agli otto leader, anche i capi di Stato di Angola, Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Senegal, Sud Africa e la commissione dell’Unione Africana sull’impatto della crisi nel continente. Tra gli appuntamenti non istituzionali, la visita di Carla Bruni Sarkozy nei luoghi del sisma, dopo che ieri aveva disertato l’incontro (e relativa passeggiata nel centro storico de l’Aquila) in compagnia delle altre First ladies.
La conferenza stampa della Presidenza chiuderà i lavori. Si è iniziato alle 8:30 con una colazione di lavoro per tutti i partecipanti al vertice. Presenti, oltre agli otto leader, anche i capi di Stato di sette Paesi Africani e la commissione dell’Unione Africana sull’impatto della crisi nel continente. Dalle 10:30 alle 12:30 poi, sessione di lavoro sulla Sicurezza alimentare con il gruppo del G8+G5, le nazioni africane, Australia, Corea del Sud, Indonesia, Danimarca, Olanda, Spagna, Turchia e le organizzazioni internazionali. Al termine delle due ore è prevista una dichiarazione congiunta sulla sicurezza alimentare e il lancio di una nuova iniziativa per sostenere l’agricoltura e la lotta alla fame nel mondo. Alle 12:30 i Capi di Stato incontreranno 100 parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile all’Aquila e presenteranno una targa ricordo. Alle 13 si terrà la conferenza stampa finale della Presidenza G8, mentre alle 14 è in programma quella del presidente americano Barack Obama che con la moglie Michelle incontrerà in giornata papa Benedetto XVI.
La manifestazione dei No Global. Con alla testa lo striscione “Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani” è partito dalla stazione di Paganica (L’Aquila) il corteo di protesta organizzato dalla rete nazionale No Global contro il G8. Circa un migliaio i partecipanti. A reggere lo striscione iniziale, anche alcuni rappresentanti dei vigili del fuoco, tra le categorie più impegnate per il terremoto. Nel corteo sono presenti, tra gli altri, esponenti di Cobas, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica, sindacati di base e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale. Il timore, più che fondato, riguardava possibili infiltrazioni di “Black Block” il cui obiettivo sarebbe stato quello di colpire una delle 20 new town. In tal senso si sono già registrati segnali inquietanti nei giorni scorsi. Alcuni fermati portavano con sé mazze da baseball, sassi, maschere antigas e chiavi inglesi.
