Il giallo del discorso di Grillo scritto per Berlusconi

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Il giallo del discorso di Grillo scritto per Berlusconi

21 Agosto 2013

"Posso permettermi qualche suggerimento all’evasore fiscale per le parole di commiato ai parlamentari?". Beppe Grillo fa il ghost writer non richiesto per Berlusconi ma ormai fa ridere solo i pentastellati. Mentre il Paese cerca di uscire dalla crisi, il Capocomico trascorre ore amene divertendosi a vergare discorsi impossibili, affilando i dentini per il prossimo voto sulla decadenza.

"Due cose così per arricchire il concione che terrà dal suo banco", scrive. Evvai con il solito refrain che piace tanto alla crusca: "Cari, carissimi (quanto mi siete costati) parlamentari," esordisce e non vogliamo tediarvi più di tanto con i vari "mandarvi a fanculo", "delinquente" e "servi di questo delinquente", "la scorpacciata del Monte dei Paschi" tanto per non farsi mancare una bordata a sinistra, e ancora Letta che "deve tutto a suo zio che a sua volta deve tutto a me", e sempre il Pd, senza il quale "io non sarei mai esistito o forse avrei accompagnato il mio sodale a Hammamet" eccetera eccetera eccetera. Un copione che ha annoiato già abbastanza. Ma vorremmo che qualcuno ci aiutasse a svelare un piccolo mistero.

L’autore del papello è davvero Grillo di suo pugno o perché no il signor Casaleggio? Se così fosse allora assisteremmo al primo caso di "speechwriting dello speechwriter" della storia, tipo ve lo ricordate il mistero degli "spingitori di spingitori di Cavalieri" di vulviana memoria? Qualcosa del genere. Intanto, i grillini si accapigliano sul possibile (secondo gli astrologi di più chiara fama) Letta bis con annessi e connessi 5 Stelle. Morra, attuale capogruppo, smentisce Crimi, che aveva aperto a un nuovo esecutivo. "Con questa gente non vogliamo avere a che fare".

E anche da lui solo belle parole sul "parlamento illegittimo, con pregiudicati che dettano l’agenda al presidente del consiglio", con la promessa di mandare "le lobbies che finora hanno condizionato questi decenni funesti a raccogliere mazzolini di violette nei prati inquinati dalle loro discariche, dai loro veleni. Magari sotto le ciminiere tossiche dell’Ilva". Ma che governissimo che ci aspetta! Quante buone intenzioni! Quanti meravigliosi propositi.