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Il segretario Pd: "Via strettissima per il governo"

Il giorno dopo. Bersani egemonizzato da Grillo, grillini in crisi, Cav. pronto al voto

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BERSANI, "STRADA STRETTA PER IL GOVERNO". Pierluigi Bersani tranquillizza le altre forze politiche e spiega: "Ieri le istituzioni hanno preso una boccata d'aria fresca, tra Paese e istituzioni ora c'è più amicizia". In realtà, il Pd ha scelto una strada solitaria garantita dalla maggioranza alla Camera (dove però con pochi deputati SeL si assicura la presidenza con Boldrini) e strappato il risultato al Senato mettendo in crisi di coscienza i Grillini con il nome di Grasso. Ma la scelta di rinunciare alla nomenklatura sull'onda del nuovismo grillino è una conseguenza della egemonia che i 5 Stelle riescono ormai a esercitare sui Democrats. In nome della responsabilità e del cambiamento, Bersani chiede ancora un appoggio a tutte le forze politiche su crescita economica e moralizzazione della politica.

La legge di finanziamento ai partiti è il primo step. "Entro luglio una legge sul finanziamento ai partiti: servono solo piccole contribuzioni dei cittadini volontari", ma "non sono disposto a riunciare al concetto di finanziamento alla politica". Insomma, da una parte pronto a stoppare per ora l'erogazione dei rimborsi elettoriali e dall'altra la difesa della macchina burocratica piddina "Siamo un partito nazionale, abbiamo attività ovunque. Senza soldi non si fa nulla, e vale per tutti". Sulla possibilità di creare un governo, secondo il segretario del Pd è il momento che "il Quirinale prenda in mano la situazione", affidandosi a Napolitano che "ha un compito difficilissimo". "E' una strada molto stretta," aggiunge Bersani, "ma altre strade si rivelerebbero anche più strette".

BERLUSCONI NON CI STA: OCCUPAZIONE MILITARE DEL PARLAMENTO. Il Cavaliere ieri si è complimentato con il nuovo presidente del Senato, Piero Grasso, ma preferisce non commentare la sua nomina (parla di "provocazioni"). Lo descrivono arrabbiato per come si sono svolte le cose ieri in Senato, dopo il fallimento delle trattative con Monti. Torna ad attaccare i giudici "ideologizzati e eversivi di Milano e di Magistratura democratica", annunciando una "commissione d’inchiesta per svelare e provare al Paese le loro trame eversive". L'idea è di tornare il prima possibile al voto con i sondaggi che darebbero in testa il Pdl. I grillini? "Sono una setta, come Scientology, e antidemocratici, la situazione è molto grave. Non dovrebbe nemmeno essere ammessa tra i partiti democratici per le regole che ha o non ha". La vera partita adesso è quella per il Quirinale.

GRILLINI IN CRISI DI COSCIENZA. Dopo tante promesse di streaming e trasparenza assoluta ieri i grillini si sono rinchiusi come in un bunker in Parlamento per decidere sul voto ai presidenti delle Camere e il nome di Grasso sembra aver spaccato il movimento. Durissimo Grillo, che ieri sera commentava dal sui blog: chi ha votato Grasso andando contro le direttive del Movimento "spero ne tragga le dovute conseguenze". Minaccia di espulsioni, dunque, e richiesta che venga abolito il voto segreto. In Rete, il movimento si spacca tra responsabili e duri e puri. L'ex comico tuona anche contro Napolitano giudicando "una foglia di fico" la scelta di Grasso e Boldrini. "Sanno di essere impresentabili e quindi devono presentare sempre qualcun altro".

Il capogruppo dei 5 Stelle, Crimi, però non sembra pensarla proprio come il suo guru e lider maximo. "Sicuramente ieri nella cabina elettorale qualcuno di noi ha agito in coscienza e questa è stata una grande espressione di libertà, di quello che è il nostro spirito". Secondo Crimi: "Dobbiamo dare atto che in questi mesi siamo riusciti a stimolare le forze politiche a tirar fuori dei nomi un po' più distaccati rispetto all'apparato di partito, un po' più nuovi rispetto al Partito democratico. Ci possiamo prendere questo merito". "Non siamo telecomandati. Ognuno di noi ha una propria sensibilità. Segue la propria coscienza. E certamente Pietro Grasso non faceva, e non fa, parte del vecchio apparato", aggiunge Luis Orellana.

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